Orientamenti ecumenici
Lode per l'adempimento delle promesse
2S 7; Sl 117; 67; 113
Salmi 138 -Di Davide.
Io ti celebrerò con tutto il mio cuore,
davanti agli dèi salmeggerò a te.
Adorerò rivolto al tuo santo tempio
e celebrerò il tuo nome per la tua bontà e per la tua fedeltà;
poiché tu hai reso grande la tua parola oltre ogni fama.
Nel giorno che ho gridato a te,
tu mi hai risposto,
mi hai accresciuto la forza nell'anima mia.
Tutti i re della terra ti celebreranno, SIGNORE,
quando avranno udito le parole della tua bocca;
e canteranno le vie del SIGNORE,
perché grande è la gloria del SIGNORE.
Sì, eccelso è il SIGNORE, eppure ha riguardo per gli umili,
e da lontano conosce il superbo.
Se cammino in mezzo alle difficoltà,
tu mi ridai la vita;
tu stendi la mano contro l'ira dei miei nemici
e la tua destra mi salva.
Il SIGNORE compirà in mio favore l'opera sua;
la tua bontà, SIGNORE, dura per sempre;
non abbandonare le opere delle tue mani.
Posta ricevuta: si segnala la disponibilità di Bruno Giacone
(brunogiacone@...) dal carcere di Asti nel corrispondere con
lettori/lettrici di Orientamenti ecumenici.
Le lettere inviatemi, per essere pubblicate, devono avere un interesse di
carattere generale e non contenere richieste di aiuto a enti o associazioni
di cui non si dispongono informazioni dettagliate. Si ricorda che questa
newsletter vive solo dell'impegno del moderatore e degli scritti che
ciascuno di voi può inviare con un messaggio, senza file allegati. Grazie.
"Shalom a tutti,
eccomi quà di nuovo. Si ricomincia con il nostro studio dell'ebraico
biblico. I nostri appuntamenti sono:
Classe Alef: in classe - giovedì dalle 22,00 alle 23,00 studieremo il Salmo
85:11-14. Iscriviti a www.ivrit.it
vi aspetto,
Roberto
Morè C.E.B."
---------------
E' possibile visualizzare all'indirizzo
http://www.claudiana.it/notiziari/Claudiana_Notiziario_Settembre_2002.rtf
il notiziario delle novità e delle riproposte Claudiana di questo mese.
------------------
Da Federico Zanda:
Chiediamo a tutti e tutte coloro che hanno a memoria la storia del movimento
dell'MRTA, quelli che per intenderci vennero massacrati dopo l'occupazione
dell'ambasciata giapponese a Lima, e che possono immaginare quali siano le
condizioni dei prigionieri politici in Perù.
Il governo peruviano vuole riaprire delle carceri sopra i 4000 metri di
quota, chiuse un anno fa, secondo la richiesta della Commissione per i
Diritti Umani delle Nazioni Unite e grazie alle pressioni di tanti come noi.
Vi chiediamo di ritagliare il testo sottostante, aggiungere il vostro nome e
mandarlo agli indirizzi sottostanti. Il 17 luglio il Ministro della
Giustizia ha mandato a tutti i direttori dei carceri dove ci sono
prigionieri politici la richiesta di compilare una lista di presos da
inviare a Yanamayo. La Croce Rossa ha confermato che Yanamayo (sopra i 4.000
metri, senza riscaldamento e senza vetri) e' pronto a "ricevere" 250
persone.
Questi gli indirizzi a cui mandare il testo:
webmaster@...
defensor@...
dignidad@...
postmaster@...
Defensoria del Pueblo fax 0051/1/4267889
------------------------------------------------------------------------
20/09/2002
Estimando Senor
Nos dirigimos a Ud, preocupados porque el Gobierno de Peru esta
implementando un retroceso en el tratamiento de los derechos humanos: si en
el periodo del ex Ministro Fernando Olivera se implemento' Challapalca para
los presos politicos, ahora amenaza a los presos de las diferentes prisiones
del pais con trasladarlos a Yanamayo y reinaugurar este penal. En la
comunedad internacional hemos leido y sabemos del sinumero de
recomendaciones, informes y observaciones con que ha sido objetado el Penal
de Yanamayo por la FIDH., l'OEA, la Comission de la ONU para los Derechos
Humanos.
Ademas sabemos que en el 70 periodo de sesiones de la ONU (CCPR/CO/70/PER)
en el Art.11 parr a se pide al peru la revision de todas las condenas
impuestas por los tribunales militares en los casos de acusados de traicion
a la patria y terrorismo. Y sabemos que el art. 14 recomienda de cerrar las
prisiones de Yanamayo y Challapalca.
Por eso queremos rogarle atencion a nuestra preocupacion para que se
respeten los derechos humanos a Peru y se eviten nuevos tralsados a los
bpenales de altura de Challapalca y Yanamayo.
Esperando su atencion a la presente la saludamos atentamente.
Nome, cognome, nazione
-------------------------------
Il dopo Martini - Il punto di vista dei cattolici di "Noi siamo chiesa" -
dal sito www.we-are-church.org/it/
Un metodo di nomina sbagliato. La diocesi non vada indietro.
Il punto di vista di "Noi Siamo Chiesa" sulla nomina del Card.Tettamanzi
"Noi Siamo Chiesa" (sezione italiana del movimento internazionale per la
riforma della Chiesa cattolica IMWAC - International Movement We Are Church
) dà un sincero e cordiale benvenuto al Card. Dionigi Tettamanzi, nuovo
vescovo della Diocesi ambrosiana.
Contemporaneamente "Noi Siamo Chiesa" fa presente che il metodo della nomina
è criticabile:
sotto il profilo del non coinvolgimento del popolo di Dio della
Diocesi nella scelta
(S. Ambrogio fu eletto dal popolo !); sono state disattese
le proposte esplicite dei cristiani che
nella diocesi si richiamano allo spirito del Concilio
Vaticano II;
per il trasferimento del nuovo vescovo da un'altra grande diocesi;
ciò è in contraddizione evidente con quanto negli stessi ambiti ufficiali
della Chiesa si è detto ripetutamente e recentemente contro queste forme di
separazione tra il vescovo e la sua diocesi e questa logica di "promozioni"
e di "carriere" che dovrebbe essere estranea all'ispirazione evangelica che
sola dovrebbe guidare la vita comunitaria del popolo di Dio.
Ciò premesso, "Noi Siamo Chiesa" propone e auspica che :
* all'inizio del nuovo episcopato si sospenda nella diocesi per tre
mesi ogni iniziativa che non sia di ordinaria amministrazione e si cerchi di
individuare con una grande consultazione collettiva quali sono i principali
problemi pastorali della diocesi. Il nuovo vescovo si faccia guidare e guidi
questo momento straordinario di riflessione prima di iniziare un nuovo
cammino.
* ogni credente nell'Evangelo sia sempre sollecitato ad ispirarsi, in
ogni momento individuale e collettivo della vita cristiana, alla Parola di
Dio, fonte di serenità spirituale e di speranza. Essa prevalga sempre sulla
rigidità delle norme canoniche e degli apparati ecclesiastici e sulla
dipendenza formale dalle direttive della curia vaticana. Ciò servirà anche a
vincere le tentazioni del credente di rinchiudersi nelle sicurezze
integraliste .
* rimanga nella diocesi il messaggio del Card. Martini di
discontinuità sul piano sociale e culturale nei confronti delle tendenze
prevalenti nella cultura e nella politica diffuse nella città e in regione;
esso è in particolare contenuto nei discorsi di S. Ambrogio 2001 ed al
consiglio comunale di Milano del 28 giugno scorso.
* siano continuati ed approfonditi i rapporti con le altre chiese
cristiane e con le altre religioni che negli ultimi anni sono progrediti a
Milano più che nelle altre diocesi italiane.
"Noi Siamo Chiesa" spera di avere dall'inizio un franco e collaborativo
dialogo con il nuovo vescovo. "Noi Siamo Chiesa" farà presente al Card.
Tettamanzi che condivide la proposta del Card. Martini al Sinodo dei Vescovi
dell'ottobre 1999 di indire un nuovo Concilio Ecumenico che affronti con
chiarezza e schiettezza i gravi problemi pastorali che la Chiesa cattolica
deve affrontare all'inizio del nuovo millennio .
IMMIGRAZIONE: UN FENOMENO CHE STA CAMBIANDO IL VOLTO DELLE CHIESE
EVANGELICHE ITALIANE
Una indagine del SRM/FCEI mostra l'ampio coinvolgimento delle chiese a
favore degli immigrati
Roma (NEV), 11 settembre 2002 - Il Servizio rifugiati e migranti della
Federazione delle chiese evangeliche in Italia (SRM/FCEI) ha svolto una
indagine sul coinvolgimento delle comunità evangeliche della FCEI nel lavoro
con gli immigrati. "L'immigrazione - spiega infatti la coordinatrice del SRM
Annemarie Dupré - è un fenomeno che sta concretamente mutando il volto delle
chiese evangeliche in Italia". Strumento di lavoro utilizzato per l'
indagine, un questionario inviato alle comunità valdesi, metodiste,
battiste, luterane e dell'Esercito della Salvezza presenti sul territorio
nazionale, suddivise per aree geografiche. In tutto sono stati spediti 306
questionari, di cui 147 al Nord, 66 al Centro, 96 al Sud. Risultano
coinvolte in qualche modo nel lavoro con gli immigrati 155 comunità. Il
coinvolgimento delle chiese è stato valutato in base ad una griglia che
prevedeva diversi tipi di coinvolgimento.
Per quanto riguarda gli "interventi di sensibilizzazione" sulla questione
immigrati (sono coinvolte in questo ambito 62 comunità, il 36% di quelle che
hanno risposto al questionario), emerge che le comunità hanno scelto due
tipi di iniziative: studi biblici, sermoni e seminari rivolti alla
formazione delle comunità stesse; interventi verso la società civile (tavole
rotonde, incontri pubblici ecc.).
Gli "interventi di diaconia" (che riguardano il 67% delle comunità che hanno
risposto al questionario, in tutto 114) mostrano una certa diversificazione:
la maggior parte sono aiuti economici, ma anche questi sono diversificati:
molti dichiarano di fare interventi sporadici e non strutturati
specificamente per gli immigrati. D'altra parte esistono varie comunità che
promuovono un lavoro più organizzato in questo specifico settore. Molte sono
le chiese che distribuiscono vestiario, fanno orientamento legale e sociale,
offrono servizi alloggiativi, organizzano corsi di lingua.
Un terzo ambito individuato dal questionario è definito "Essere chiesa
insieme" e si riferisce ad esperienze di collaborazione attiva o in alcuni
casi di integrazione fra le comunità evangeliche italiane e gli stranieri
evangelici che giungono nel nostro paese. Sono 118 le comunità coinvolte a
questo livello (il 69% delle comunità che hanno risposto al questionario).
Diversificato il tipo di contatto: la formula più comune è che stranieri
-sia comunitari che extracomunitari - frequentano le comunità autoctone, in
alcuni casi ormai formando la maggioranza dei presenti in chiesa. Altra
tipologia è quella di comunità italiane che ospitano nei propri locali
comunità straniere. Ancora, vi sono situazioni in cui la comunità ha
contatti con comunità straniere, che però non usano le strutture delle
comunità italiane. (nev/gu)
CARTA ECUMENICA/1. UN "COMMENTO IN 12 PUNTI" PER PROMUOVERNE LA DIVULGAZIONE
IN ITALIA
Sarà diffuso in occasione del Convegno ecumenico sulle Beatitudini a
febbraio 2003
Roma (NEV), 18 settembre 2002 - Il "Forum sulla Carta Ecumenica" sta
predisponendo in questi mesi un commento ai singoli punti del documento
ecumenico sottoscritto lo scorso anno a Strasburgo, per promuoverne la
divulgazione nelle chiese italiane. Composto da esponenti cattolici,
protestanti ed ortodossi, il Forum - che si è riunito il 16 settembre a Roma
- intende predisporre un commento alla Carta Ecumenica articolato in 12
punti (che corrispondono ai 12 paragrafi del documento stesso), ciascuno dei
quali conterrà una prima parte tesa ad "evidenziare i nodi problematici del
dialogo ecumenico, ed una seconda parte articolata su proposte pastorali
rivolte alle chiese italiane", come spiega il pastore battista Domenico
Tomasetto, membro del Forum. Da parte protestante hanno partecipato all'
incontro del 16 settembre, oltre al pastore Tomasetto, il presidente della
Federazione delle chiese evangeliche, Gianni Long, e la pastora valdese
Gianna Sciclone, membro del Comitato centrale della Conferenza delle chiese
europee (KEK). Per la CEI erano presenti don Elio Bromuri e Maria Vingiani,
mentre da parte ortodossa ha partecipato l'archimandrita Polykarpos
Stavropoulos. Il documento per le chiese sarà diffuso, nella sua prima
stesura, in occasione del Convegno ecumenico sulle Beatitudini, in programma
a Viterbo per il 6-8 febbraio 2003: dopo il Convegno ecumenico sul Padre
Nostro (Perugia, aprile '99), sarà il secondo importante appuntamento
organizzato congiuntamente da CEI, Federazione delle chiese evangeliche e
Sacra arcidiocesi ortodossa d'Italia. (nev/ln)
CARTA ECUMENICA/2. AMPIO CONSENSO IN EUROPA. CONSULTAZIONE PROMOSSA DA KEK E
CCEE
Lettera alle chiese: priorità ai temi chiave della povertà, dell'esclusione
sociale, dell'ambiente
Roma (NEV), 18 settembre 2002 - Cinquanta rappresentanti provenienti da 26
paesi europei ed appartenenti a 15 denominazioni cristiane hanno preso parte
ad una Consultazione sulla diffusione della Carta Ecumenica convocata dal 7
al 10 settembre dalla Conferenza delle chiese europee (KEK) e dal Consiglio
delle Conferenze episcopali d'Europa (CCEE) a Ottmaring (Germania).
Obiettivo dell'incontro, valutare l'impatto e la diffusione nei paesi
europei dell'importante documento ecumenico, sottoscritto a Strasburgo a
Pasqua del 2001.
I partecipanti all'incontro hanno sottoscritto una lettera conclusiva,
rivolta alle chiese cristiane europee, in cui affermano che "nel complesso
la Carta Ecumenica è stata positivamente accolta in molte chiese e in molti
paesi". A Strasburgo, ricordano i partecipanti, "le Chiese europee hanno
espresso la loro chiamata all'unità e l'impegno ad agire, pregare e
continuare i dialoghi insieme per partecipare alla costruzione di un'Europa
giusta". Il documento conclusivo ricorda inoltre l'ampio consenso delle
chiese sull'importanza di alcuni temi chiave, come la questione della
povertà e dell'esclusione sociale, gli effetti delle migrazioni e le
politiche per i rifugiati, l'ambiente e la salvaguardia del creato. La Carta
Ecumenica, si afferma ancora, dovrebbe essere utilizzata "con sensibilità,
tenendo conto delle particolarità teologiche, storiche e culturali dei
nostri paesi e delle nostre chiese. Essa diventi riferimento per continuare
il dialogo sull'interpretazione della storia, per aiutare la chiesa a
raggiungere un punto di vista comune e per cercare la guarigione delle
memorie". I partecipanti invitano quindi le Chiese ad identificare le loro
aggiunte alla Carta, insieme ad esempi concreti per il suo ampliamento che
possano scaturire dal loro specifico contesto nazionale. (nev/ln)
IRAQ/1. I BATTISTI ITALIANI CONTRO UN EVENTUALE ATTACCO MILITARE DA PARTE
DEGLI USA
"Solo i produttori di armi ed i petrolieri trarrebbero beneficio da una
nuova guerra"
Roma (NEV), 18 settembre 2002 - Il Comitato esecutivo dell'Unione cristiana
evangelica battista d'Italia (UCEBI) manifesta la sua preoccupazione per
"gli assordanti rumori, provenienti dai grandi mass media, di una guerra che
sembra già decisa a prescindere dalla fondatezza delle accuse all'Iraq e
dalla posizione che l'ONU sarà chiamata ad esprimere".
Nel corso della sua ultima seduta, svoltasi a Roma dal 13 al 15 settembre,
il Comitato UCEBI ha approvato un atto sulla delicata situazione
internazionale, sottolineando come i numerosi ed autorevoli appelli a
"scongiurare ulteriori stragi", lanciati da personalità ed organizzazioni di
grande rilievo, non abbiano reale peso presso i media italiani: "Appaiono
oscurati, o appena citati - spiega il Comitato esecutivo - gli appelli
lanciati dal Comitato centrale del Consiglio ecumenico delle chiese, da Pax
Christi, da Emergency, dal mondo sindacale, dal papa, da importanti capi di
stato e dall'opinione pubblica italiana ed europea; né è stata adeguatamente
pubblicizzata la denuncia dell'UNICEF secondo la quale in Iraq, in aggiunta
al milione di morti causati dalla guerra e dall'embargo negli ultimi 11
anni, muore tuttora un bambino ogni 4 minuti".
A trarre beneficio da una nuova guerra, aggiungono i rappresentanti delle
chiese battiste italiane, saranno solo i grandi produttori di armi e servizi
alle forze armate e i petrolieri, "ampiamente rappresentati anche nelle
persone fisiche di importanti membri del governo statunitense. Il conflitto
- aggiungono - potrebbe divampare in tutta la regione mediorientale facendo
esplodere tensioni già esistenti".
Al Governo italiano le chiese battiste chiedono di "rispettare la
Costituzione, la quale bandisce la guerra come strumento di offesa alla
libertà degli altri popoli o come mezzo di risoluzione delle controversie
internazionali e di operare concretamente per la pace, sulla strada delle
trattative e della soluzione dei problemi che stanno a monte".
Il documento si conclude con un appello alle chiese, alle quali il Comitato
dell'UCEBI chiede di "pregare e mobilitarsi per la pace, collaborando con
tutte le iniziative tese a scongiurare l'annunciato conflitto". (nev/gu)
IRAQ/2. FERMA OPPOSIZIONE DELLE CHIESE USA AI PIANI MILITARI DI BUSH
Moralmente sbagliato proporre al mondo un modello di attacco preventivo
Roma (NEV), 18 settembre 2002 - Quarantotto leader di chiese e
organizzazioni protestanti, ortodosse e cattoliche degli Stati Uniti hanno
annunciato lo scorso 12 settembre la loro ferma opposizione ai piani del
presidente Bush per un imminente attacco militare all'Iraq. Saddam Hussein,
affermano, costituisce una minaccia per il proprio e per gli altri popoli,
ciò nonostante "riteniamo che sia sbagliato e dannoso per gli stessi USA"
sferrare un attacco militare contro l'Iraq. In una lettera indirizzata al
presidente USA i leader delle chiese americane sottolineano le gravi
conseguenze a cui si andrebbe incontro sotto il profilo umanitario e
politico in tutta la regione. "Un intervento militare potrebbe
destabilizzare l'intera area - spiegano - ma anche incrementare sentimenti
anti-americani". Il segretario del Consiglio nazionale delle chiese USA,
Robert Edgar - uno dei primi firmatari della lettera a Bush - afferma che
"un'azione militare preventiva come quella attualmente contemplata dall'
amministrazione USA non è moralmente giustificabile. Fra le numerose
conseguenze di un attacco preventivo - afferma - c'è anche quella di
proporre al mondo un modello di aggressione che potrebbe incoraggiare altre
nazioni ad attaccare paesi vicini". Il presidente Bush dovrebbe lavorare per
la pace avvalendosi dello strumento delle Nazioni Unite, affermano i
firmatari, e non attraverso lo strumento dell'aggressione militare. (nev/gu)
CHIESE BATTISTE: SOSTENERE L'INIZIATIVA DI UNA GIORNATA PER IL DIALOGO
CRISTIANO-ISLAMICO
Priorità al dialogo interreligioso. Mai più strumentalizzare le religioni
per fini di aggressione
Roma (NEV), 18 settembre 2002 - Priorità al "dialogo interreligioso con
altre fedi viventi, per segnalare inequivocabilmente la fine dell'era in cui
le religioni potevano essere strumentalizzate per fini di aggressione": lo
afferma il Comitato esecutivo dell'Unione cristiana evangelica battista d'
Italia (UCEBI), in una mozione approvata nell'ultima seduta del 13-15
settembre a Roma. "Considerando che l'attuale momento storico è
caratterizzato da una forte ondata xenofoba e da un clima di sospetto verso
la fede islamica particolarmente accentuato dagli eventi connessi o
derivanti dagli attentati terroristici dell'11 settembre 2001 - affermano i
battisti italiani - sosteniamo fortemente l'iniziativa di una Giornata
ecumenica di dialogo cristiano-islamico ed esortiamo le chiese a promuovere
iniziative in tal senso su base locale". Il Comitato dell'UCEBI, inoltre,
invita le chiese a partecipare alla giornata di conoscenza dell'ebraismo che
precede la tradizionale "Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani" e
alle attività delle varie associazioni di Amicizia ebraico-cristiana
operanti nel nostro paese. (nev/ln)
Si ricorda che Orientamenti ecumenici ha aderito mesi or sono all'iniziativa
della giornata di dialogo cristiano-islamico: firma la petizione sul sito
"Il dialogo". Clicca su www.ildialogo.org
"L'INATTESO RITORNO DEL SACRO": AD ECUMENE IL IV FORUM DELLA CULTURA
Roma (NEV), 18 settembre 2002 - "L'inatteso ritorno del sacro" è il tema del
IV Forum della cultura promosso dal Centro culturale valdese di Torre
Pellice che, giunto quest'anno alla sua quarta edizione, si tiene il 21 e 22
settembre presso il centro Ecumene, a Velletri (Roma). La riflessione di
quest'anno, scrivono gli organizzatori, "sarà sulle sfide che giungono alla
cultura protestante da un massiccio diffondersi di interesse e
coinvolgimento per esperienze spirituali e religiose, spesso nuove rispetto
alla tradizione cristiana europea". Un "ritorno al sacro" che può ben essere
definito come "inatteso, perché smentisce le previsioni di una progressiva e
inarrestabile laicizzazione della cultura occidentale".
La giornata del 21 prevede tre interventi al mattino, a cura di Paolo Naso
("Dove siamo? L'imprevisto ritorno del sacro"), Elena Bein Ricco ("Rivincita
di Dio e democrazia") e Mario Miegge ("Pensiero protestante ed ermeneutica
novecentesca"). Il lavoro procederà nel pomeriggio in gruppi sui temi
proposti dai relatori. Nella serata si terrà un incontro con il filosofo
Giacomo Marramao. La giornata del 22 (conclusioni entro le ore 12) sarà
dedicata alle proposte per il futuro. (nev/ln)
Per informazioni ed iscrizioni, Centro culturale valdese: tel. 0121.932179,
fax 0121.932566, e-mail: centroculturalevaldese@...
INSEGNANTI PROTESTANTI FRANCESI PER L'INSEGNAMENTO DEL FATTO RELIGIOSO NELLE
SCUOLE
Interessanti analogie con un progetto allo studio da parte dell'Associazione
31 ottobre
Roma (NEV), 18 settembre 2002 - Sul numero di settembre del mensile
protestante francese "Réveil", un ampio dossier raccoglie le reazioni al
"Documento Debray": si tratta di una proposta relativa all'insegnamento del
fatto religioso nelle scuole pubbliche, presentata dalla Federazione
protestante insegnanti (FPE) al Ministero dell'Educazione. La FPE parte
dalla convinzione che la cultura religiosa faccia parte dell'educazione alla
cittadinanza, in quanto strumento indispensabile nella conoscenza dell'
altro. Un insegnamento in chiave laica del fatto religioso, potrebbe quindi
essere affrontato a scuola, nel rispetto delle opinioni di tutti, in
particolare all'interno delle discipline storico-letterarie, avvalendosi di
una impostazione interdisciplinare. Il dossier presentato al Ministero è
molto articolato e tocca anche la questione cruciale della formazione degli
insegnanti. Il progetto degli insegnanti protestanti francesi, in
definitiva, non vuole essere "l'ingresso delle chiese a scuola, né una forma
di catechismo o il ripiegamento sull'identità religiosa come difesa (in
particolare dall'Islam)". Piuttosto, vuole essere un modo per "combattere i
pregiudizi con la conoscenza", privilegiare una visione pluralista, far
percepire la dimensione esistenziale che testi fondamentali come la Bibbia o
il Corano assumono in determinate comunità di fede.
Interessanti le analogie del progetto francese con quello che
l'"Associazione 31 ottobre - per una scuola laica e pluralista" sta
elaborando in Italia. Nel suo ultimo Convegno nazionale, infatti,
l'Associazione 31 ottobre (nata in ambito evangelico e promossa dalla
Federazione delle chiese evangeliche) ha definito un progetto per lo studio
del fatto religioso nelle scuole: non nel senso di una storia delle
religioni, quindi di una materia aggiuntiva, ma dello studio delle religioni
nella storia, realizzabile sia in modo interdisciplinare, sia con una
adeguata modifica del programma di storia. Il progetto, attualmente allo
studio del Comitato direttivo, dovrebbe concretizzarsi, secondo i propositi
dell'Associazione, in una proposta al Ministero della Pubblica Istruzione.
(nev/ln)
(NEV/ENI) - Forte appello alla pace dalle chiese dello Sri Lanka mentre sono
in corso gli incontri tra il governo e i ribelli Tamil (LTTE) per tentare di
mettere fine ad una guerra civile che in venti anni ha fatto più di 65 mila
vittime. Sia il Consiglio nazionale delle chiese che la Chiesa metodista (la
maggiore denominazione protestante nel paese) auspicano che come gesto
introduttivo ad una pacificazione generale il governo revochi la
disposizione che ha posto fuori legge il partito Tamil.
(NEV/LWI) - "Come comunità cristiane in Argentina e in Uruguay e come membri
della Federazione luterana mondiale (FLM) ci rammarichiamo e prendiamo
distanze da quelle dichiarazioni di Martin Lutero che tanto hanno
danneggiato i credenti ebrei". Così è scritto in una lettera indirizzata
alle comunità ebraiche dei due paesi sudamericani dalla Chiesa Unita
Luterana (IELU) argentina e uruguaiana. "Consideriamo l'antisemitismo un
vero e proprio affronto all'Evangelo - conclude la lettera - e ci impegniamo
nella lotta contro ogni forma di intolleranza sia nelle nostre comunità che
nella società.
(NEV) - "Retorica e amnesia dell'11 settembre": un editoriale del direttore
Paolo Naso apre il numero di settembre del mensile "Confronti", edito dalla
Cooperativa Com-Nuovi Tempi. In sommario servizi su cattolicesimo, politica,
ebraismo, letteratura, islam, teologia e le rubriche di musica, cinema,
libri e segnalazioni. Confronti, via Firenze 38, 00184 Roma.
(NEV/ADN) - I deputati dello stato brasiliano del Parà hanno approvato un
disegno di legge che proibisce gli esami pubblici di sabato. La legge
specifica che gli esami non possono essere fissati tra le 14 di venerdì e le
18 del sabato. Avventisti ed ebrei brasiliani acquistano così le stesse
opportunità degli altri cittadini. Leggi simili sono state introdotte in
altri 15 stati del Brasile.
(NEV/BIP) - E' nella città di Hamm, Renania del Nord, Germania, il più
grande tempio indù in Europa. Inaugurato il mese scorso, il tempio occupa
una superficie di oltre 700 mq ed è abbellito da due torri di oltre 15
metri. Hamm, 180 mila abitanti, è da anni un centro di incontro per esuli e
immigrati dallo Sri Lanka e dall'India.