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Editoriale: dramma umanitario sulle coste siciliane   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #99 di 289 |
Orientamenti ecumenici

IN ANTEPRIMA UNA MINIGUIDA ALLA SETTIMANA DI PREGHIERA
PER L'UNITÀ DEI CRISTIANI

"UN TESORO COME IN VASI DI TERRA"
2 Corinzi 4, 5-18

18-25 gennaio 2003

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Chiesa Cattolica

Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia

Vicariato Ortodosso Romeno d'Italia

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"UN TESORO COME IN VASI DI TERRA"

(2 Corinzi 4, 5-18)

Il complesso flusso di migrazioni ha avuto un grande impatto sulle vite
di molti popoli, di molti Paesi e Chiese nel mondo. L'Argentina costituisce
uno dei Paesi ove si sono registrati molti flussi immigratori che hanno
registrato effetti non solo a livello nazionale ma anche nella vita delle
Chiese. Il progetto iniziale per la preghiera per l'Unità dei Cristiani di
quest'anno è opera di un gruppo ecumenico in Argentina che ha scelto il
testo biblico e le riflessioni che ne derivano constatando che l'Argentina è
una nazione nata da un ceppo locale e da immigrati.

La fame, le guerre e le persecuzioni religiose possono essere
considerati elementi scatenanti dell'immigrazione. L'esperienza
dell'immigrazione rivela un mondo diviso. L'unità dei cristiani deve
costituire il paradigma dell'unità del genere umano. I cristiani posseggono
"un tesoro come in vasi di terra" (2 Cor. 4, 7) che è la gloria di Gesù
Cristo, il Signore, vincitore sopra il peccato, la morte, la persecuzione e
l'odio. Questo tesoro è, come dice Paolo in 2 Cor. 4, 5-6 la conoscenza
della gloria di Dio che risplende in Gesù poiché egli ha rivelato la
profondità dell'amore di Dio e la misericordia per l'intera creazione in
special modo per i poveri della terra.

Il testo 2 Cor. 4, 5-18 ci invita a riconoscere che disponiamo di un
tesoro che non ci appartiene ma che è dono di Dio per rafforzarci nei
momenti di angoscia e infonderci coraggio nella tristezza. Portiamo questo
tesoro nella fragilità della nostra natura umana affinché sia chiaro che
tale dono ha origine in Dio e non è opera nostra. Dio ci invita a dargli
testimonianza tramite la nostra debolezza umana.

Abbiamo bisogno di accettare la sfida dell'Apostolo Paolo che ha detto
che "Ho creduto, perciò ho parlato" (2 Cor. 4, 13). Non parlare è nascondere
la realtà visibile di Cristo che agisce in noi, che è la base dell'azione
della Chiesa nel mondo. Così, con questa forza che ci viene data dobbiamo
rivolgerci al nostro vicino per condividere la luce di Cristo e
scambievolmente riconoscere che siamo in debito con Dio che ha dato la vita
di suo Figlio per la salvezza dell'umanità. Sono questi i temi scaturiti
dalla celebrazione ecumenica e sviluppati dalle riflessioni bibliche per gli
"8 Giorni". Il fine delle riflessioni proposte è quello di approfondire il
tema biblico centrale e collegarlo al problema delle migrazioni scelto dal
gruppo ecumenico locale argentino.
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LETTURE BIBLICHE E COMMENTO
PER OGNI GIORNO DELLA SETTIMANA


PRIMO GIORNO
Noi portiamo in noi stessi questo tesoro come in vasi di terra
(2 Cor. 4, 7) Speranza
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Genesi 15, 1-7 Non temere, Abramo, la tua ricompensa sarà grandissima
Salmo 16 Sei tu il mio Dio; fuori di te non ho altro bene
Ebrei 8, 8-12 Cristo invece, è venuto come sommo sacerdote della realtà
definitiva
Luca 24, 13-35 Noi speravamo


Preghiera:

Padre,
nonostante la nostra debolezza, ci hai reso testimoni di speranza, fedeli
discepoli di tuo Figlio che vuole dar prova della sua vittoria a un mondo
scettico e inquieto.
Portiamo questo tesoro in vasi di creta e temiamo di non farcela davanti
alla sofferenza e al male. A volte dubitiamo perfino del potere della parola
di Gesù, che ha detto "che siano una cosa sola". Ridacci la conoscenza di
quella gloria che risplende sul volto di Cristo, affinché con le nostre
azioni, il nostro impegno e tutta la nostra vita, proclamiamo al mondo che
Egli è vivo e che è all'opera tra noi. Amen.

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SECONDO GIORNO
Siamo oppressi ma non schiacciati
(2 Cor. 4, 8) Fede
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Esodo 5, 6-17 Rendete dunque ancor più duro il lavoro di questa gente, e lo
facciano senza tante storie
Salmo 128 Potrai godere del frutto del tuo lavoro
Ebrei 11. 13-27 Essi invece desiderano una patria migliore
Matteo 2, 14-15 Giuseppe si alzò, di notte prese con sé il bambino e sua
madre e si rifugiò in Egitto

Preghiera:

Dio nostro Padre, tuo Figlio ha conosciuto l'esilio in Egitto: ti chiediamo
di accompagnare gli emigranti di oggi.
Fa' che lo Spirito Santo tocchi i cuori di tutti; affinché cadano le
barriere che ci separano, svanisca il sospetto, cessi l'odio.
Il tuo Spirito infonda nuova vita alle tue chiese nel loro pellegrinaggio
verso l'unità, e le aiuti a superare le divisioni e a camminare nella
giustizia e nella pace.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.

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TERZO GIORNO
Portiamo sempre in noi la morte di Gesù, perché si manifesti in noi anche la
sua vita
(2 Cor. 4, 10) A immagine di Cristo
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Genesi 1, 26-27 Dio creò l'uomo simile a sé, lo creò a immagine di Dio,
maschio e femmina li creò
Salmo 45 Dio ti ha consacrato con olio
1 Timoteo 6, 11-16 Ubbidisci al comandamento ricevuto fino al giorno in cui
verrà il Signore nostro Gesù Cristo
Matteo 5, 14-15 Siete voi la luce del mondo

Preghiera:

Dio d'amore,
potente creatore di ogni vita.
Aiutaci a discernere in noi e in ciascuno dei nostri fratelli e sorelle
la tua immagine e somiglianza.
Dacci la forza per obbedire al comandamento del tuo amore universale.
Dio d'amore,
ti preghiamo: fa' che la nostra testimonianza porti all'unità delle chiese e
con una sola voce possiamo incitare tutta l'umanità ad assumersi la
responsabilità della creazione e del nostro prossimo. Amen.

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QUARTO GIORNO
Perché anche la sua vita si manifesti nella nostra vita mortale
(2 Cor. 4, 11) Dignità della vita
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Esdra 1, 1-4 Perciò mi rivolgo a tutti quelli che appartengono al suo
popolo. Il vostro Dio vi accompagni
Salmo 50 Il cielo proclami la giustizia di Dio
Romani 6, 6-14 Così, anche voi, consideratevi morti al peccato, ma viventi
per Dio, con Cristo Gesù
Marco 9, 33-37 Se uno vuole essere il primo, deve essere l'ultimo di tutti e
il servitore di tutti


Preghiera:

O Dio,
ci affidiamo a te perché confidiamo solo nella tua forza.
Calma i nostri corpi e le nostre menti,
vieni nei nostri cuori,
e nelle nostre fatiche quotidiane aiutaci ad apprezzare il potere di
rinnovamento che ci offri.

O Dio,
aprici la via dell'unità.
Portaci per mano sulla strada del tuo regno affinché siamo testimoni di
speranza.
Non lasciarci cedere alla disperazione
perché attraverso la sua risurrezione Cristo ha vinto la morte.

O Dio, nostra speranza,
dacci il tuo Spirito di verità, coraggio e forza
in modo che possiamo proseguire verso la piena e visibile unità della
chiesa.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

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QUINTO GIORNO
Ho creduto perciò ho parlato
(2 Cor. 4, 13) Coraggio
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Giosuè 1, 1-9 Ricordati che devi essere forte e coraggioso. Perciò non avere
paura e non perderti mai di coraggio
Salmo 113 Solleva dal fango il povero
Efesini 2, 11-22 Di conseguenza, ora voi non siete più stranieri, né ospiti
Marco 7, 24-30 Hai risposto bene. Torna a casa tua


Preghiera:

O Dio, tu hai ispirato il tuo servo Giosuè a parlare con coraggio in un
tempo di difficoltà e a guidare il suo popolo alla terra da te promessa. Tuo
Figlio, Gesù Cristo, ha scavalcato le barriere della cultura, delle classi
sociali e del sesso, offrendo guarigione e speranza a coloro che ne avevano
bisogno. Lui è la nostra pace, e nel suo corpo egli ha infranto le barriere
delle divisioni, creando in sé stesso una nuova umanità. Preghiamo con fede
per il corpo di Cristo, la Chiesa oggi nel mondo.

Ci hai affidato il compito di anticipare il tuo Regno sulla terra; aiutaci a
portarlo a compimento uniti e non divisi. Facci comprendere la tua voce, non
ostinandoci in ciò che consideriamo prioritario. Facci progredire nel
superamento delle divisioni e facci vivere secondo le tue leggi di amore.
Dacci forza per confermare il nostro impegno verso di te. Facci condividere
il tuo amore. Guida i nostri passi per incontrare quelli che hanno bisogno
della tua benedizione, in special modo i rifugiati e gli stranieri tra di
noi. Insieme formiamo il corpo di Cristo, nel cui nome ti preghiamo. Amen.

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SESTO GIORNO
Tutto questo avviene per voi, perché se la grazia si estende a un maggior
numero di persone...
(2 Cor. 4, 15) La giustizia della grazia di Dio
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Deuteronomio 10, 17-22 ....Egli difende i diritti dell'orfano e della
vedova...
Salmo 103, 1-13 Il Signore è bontà e misericordia
Romani 3, 21-31 Egli, nella sua bontà, ci ha liberati gratuitamente
Matteo 5, 1-12 Beati coloro che hanno fame e sete di giustizia


Preghiera:

Dio, ti ringraziamo per la tua grazia che ci rende tue figlie e tuoi figli
in Cristo. Come figli, ci chiami ad essere difensori della tua giustizia
misericordiosa nel mondo. Dacci la grazia di lavorare senza timore per la
giustizia, unica strada verso una vera pace e una società umana. Dio di
amore, rafforza i legami che ci uniscono e chiamaci ad una vita in cui ogni
comunità di fede sia in grado di riflettere l'unità dei credenti. Dio forte,
chiamaci ancora una volta ad essere sempre più vicini gli uni agli altri,
così che si compia la tua volontà e non la nostra. Per Gesù Cristo, nostro
Signore. Amen.

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SETTIMO GIORNO
Noi dunque non ci scoraggiamo
(2 Cor, 4, 16) Perseveranza
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Neemia, 8, 8-9 Non dovete essere tristi e piangere
Salmo 118, 5-9; 19-24 Spalancatemi le porte che si aprono ai salvati
Atti 8.4 Ma quelli che si erano dispersi ...annunziavano la parola di Dio
Marco, 10, 28-30 Riceverà già in questa vita-insieme a persecuzioni-cento
volte di più


Preghiera:

Dio onnipotente, siamo uniti nella consapevolezza che tu sei presente a
fianco dei sofferenti e degli oppressi, per rispondere insieme alla chiamata
di essere strumenti di speranza e di compassione verso tutti coloro che sono
nel bisogno.

Guida le nostre azioni verso gli oppressi, i poveri, i rifugiati. Quando
siamo tentati di ignorare il prossimo nel bisogno, apri ancora una volta i
nostri occhi e i nostri cuori alla loro sofferenza. Incoraggia la fede e la
speranza di coloro che lottano contro lo scoraggiamento e la disperazione,
di coloro le cui vite sono state spezzate dalle avversità. Guidali con
tenerezza affinché possano trovarti anche in mezzo alla più cruda prova.
Amen.

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OTTAVO GIORNO
Ci prepara una vita gloriosa che non ha l'uguale
(2 Cor., 4, 17) Chiamati all'unità sul cammino verso la gloria
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Isaia, 33, 17-23 Il Signore è il nostro re, è lui che ci libera
Salmo 42 Spera in Dio! Tornerò a lodarlo
Efesini 4, 1-5 Uno solo è il Signore, una sola è la fede, uno solo è il
battesimo
Giovanni, 17, 20-26 Perché vedano la gloria che tu mi hai dato


Preghiera:

Signore, mostraci la tua misericordia e per la potenza del tuo Spirito
rimuovi le divisioni tra i cristiani affinché la tua Chiesa possa apparire
più chiaramente come segno visibile tra tutte le nazioni.

Signore, concedici un amore rinnovato, una vera saggezza, un nuovo vigore
verso l' unità affinché l'eterno messaggio di tuo Figlio possa essere
accolto come buona novella per tutti.

Signore, riaccendi la nostra fede e la nostra speranza, affinché con te
possiamo intraprendere il cammino verso il regno celeste, fiduciosi della
tua promessa della gloria eterna. Per Gesù Cristo, nostro Signore. Amen.

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Questo editoriale di apertura e dedicato ai tanti amici (soprattutto
giovanissimi!) e amiche della stupenda terra di Sicilia, terra di sogni ma
anche - in queste settimane - di atroci drammi sulle sulle sue coste.

IL MARE NON È UN MURO
(da NEV)
di Francesco Sciotto

Quarantotto. Tante sono le persone che negli ultimi dieci giorni hanno perso
la vita provando a raggiungere le coste della Sicilia. E il "bilancio delle
vittime è tristemente destinato ad aumentare" ha detto un giornalista di una
rete locale. Il bilancio. Ogni volta che in televisione si racconta di fatti
di sangue di una certa gravità si dice "bilancio" delle vittime, come se si
parlasse di soldi, di cose, di oggetti. La nostra lingua è davvero così
povera, mi chiedo, da non trovare un altro modo, meno freddo, meno asettico,
per parlare di simili tragedie? Eppure, forse, in quest'occasione è giusto
utilizzare un linguaggio simile. In fondo il migrante non è che un oggetto:
lo è per coloro che ne organizzano il viaggio, o il traffico. Sigarette,
esseri umani, droga, armi salgono sugli stessi camion, partono dagli stessi
porti, vengono alla bisogna gettati nello stesso mare. I migranti sono delle
cose anche per i governi, che ne studiano i flussi e li regolamentano o li
bloccano a seconda del loro colore politico. E così la vita di queste
persone diventa sempre più clandestina, una vita in nero, potremmo
definirla: lavorano in nero, abitano in nero, si fanno curare in nero,
vivono in nero, qualcuno, ogni tanto, muore in nero, senza che se ne trovi
mai il corpo. Ogni tanto c'è qualcuno, tuttavia, che prova ad utilizzare un
linguaggio differente, figlio di una pratica dell'accoglienza. Medici,
volontari, professionisti. Per i nostri governanti si tratta forse di
sognatori, gente priva di senso pratico, che mischia il fatto umanitario
alle questioni politiche. Io, da siciliano, poco avvezzo al pragmatismo dei
Palazzi, ho fiducia nelle loro posizioni e nei loro giudizi, perché credo
che la Caritas, il mondo sindacale e delle associazioni, parlino di
accoglienza dopo aver toccato con mano, nel loro lavoro quotidiano, le
difficoltà di chi lascia la propria terra per trovare precariato e
sfruttamento. Anche le chiese evangeliche, a Palermo, a Catania e in altri
luoghi, hanno avviato progetti di accoglienza, affiancando a volte
associazioni laiche. È un lavoro forse poco visibile, non eclatante, ma
continuo, quotidiano, che crea legami veri. Mi chiedo se non sia questo il
vero pragmatismo. Mi chiedo se i sognatori, quelli senza i piedi per terra,
non siano a volte il legislatore ed i loro compari, che vogliono fare del
mare un muro. Noi siciliani sappiamo che il mare di Scoglitti, di Porto
Empedocle, di Eraclea Minoa, della Sicilia in generale, può essere un
luogodi pesca, di lavoro, di vacanze. Può diventare, tristemente, un luogo
di
morte, ma non sarà mai un muro, anche se una legge lo pretende.

RIFUGIATI E RICHIEDENTI ASILO: IN ITALIA LA LEGGE NON TUTELA ADEGUATAMENTE I
LORO DIRITTI
Le recenti tragedie sulle coste siciliane evidenziano ancora una volta la
carenza legislativa

Roma (NEV), 25 settembre 2002 - In Italia la tutela del diritto d'asilo è
diventata "una sorta di appendice del tema dell'immigrazione", mentre si
tratta di un diritto umano fondamentale, sancito dalla Costituzione e da
Convenzioni internazionali di cui l'Italia è firmataria: la denuncia arriva
da un folto gruppo di associazioni ed istituzioni che si occupano di
immigrazione, che nei giorni scorsi hanno diffuso un "Appello sulla
situazione dei richiedenti asilo in Italia". Fra i firmatari e promotori
dell'iniziativa, il Servizio rifugiati e migranti della Federazione delle
chiese evangeliche in Italia (SRM/FCEI).
I recenti tragici avvenimenti, che hanno visto la morte di decine di
immigrati sulle coste siciliane, scrivono le associazioni, "sono stati
presentati all'opinione pubblica come l'ennesimo tentativo di sbarco in
Italia da parte di clandestini o immigrati irregolari. Poche voci hanno
sottolineato la presenza, tra quelle persone, di tanti che sono scappati da
realtà di guerra o di conflitto, come la Liberia, e che si attendevano di
trovare in Italia un aiuto di carattere umanitario e il riconoscimento del
loro diritto di asilo.
Fra le numerose organizzazioni che ad oggi hanno aderito all'Appello, oltre
all'SRM, ci sono la Caritas diocesana di Roma, la casa dei diritti sociali
Focus, il Centro Astalli, il Consiglio italiano per i rifugiati (CIR), l'
Assessorato alle politiche sociali del Comune di Roma, la Fondazione
Migrantes, il Consorzio italiano di solidarietà (ICS), il Progetto Casa
Verde.
Le organizzazioni denunciano il fatto che in Italia manca una legge organica
che tuteli i richiedenti asilo. E la situazione "si è aggravata dopo l'
approvazione della Legge Bossi-Fini. In vista della piena efficacia degli
articoli in materia di asilo (non prima del 2003) - prosegue l'Appello - è
Iniziato una sorta di 'periodo di attesa', nel quale sono state sospese le
già esigue misure di assistenza previste dalle normative in vigore e la
stessa procedura per il riconoscimento dello status di rifugiato è divenuta
nebulosa e sempre più incerta". Le associazioni firmatarie invitano quindi
il Parlamento "a porre al più presto in discussione le proposte di legge già
presentate in materia di asilo, perché l'Italia possa dotarsi di uno
strumento capace di prevedere in forma organica adeguate misure di
accoglienza, assistenza e integrazione dei richiedenti asilo e rifugiati".
(nev/ln)


Una conferenza tenuta da un nostro lettore...

Centro Culturale Protestante di Milano

Sabato 28 settembre 2002 alle ore 17.00
nella sala attigua alla libreria Claudiana in via Francesco Sforza 12/a,
Milano

il pastore Paolo de Petris
terrà una conferenza sul tema:

Dio e il male
termini del problema e tentativi di risposta

Se Dio è onnipotente e buono, perché permette che esista il male?
Che senso può avere oggi continuare a credere in Dio in un mondo segnato
così tragicamente dalla sofferenza?
Su questi non eludibili quesiti siamo chiamati a riflettere, confrontandoci
con un problema che ha sempre appassionato e diviso le coscienze.

ingresso libero

l'incontro si terrà nella sala attigua alla Libreria Claudiana di via
Francesco Sforza 12/a Milano


(NEV/FLMI) - Nel mondo solo un cristiano su due possiede una copia della
Bibbia. E' la sorprendente notizia diffusa dal segretario generale dell'
Alleanza Biblica Universale (ABU), Neil Crosbie, che indica nei paesi dell'
Africa e dell'America Latina i luoghi dove più è necessario un grande sforzo
per la diffusione del "Libro dei libri". L'ABU, con sede centrale a Reading
(Inghilterra) è una federazione che riunisce 137 Società Bibliche nazionali,
presenti in tutti i continenti.

LE CHIESA EVANGELICA TEDESCA CHIEDE A SCHROEDER COLLOQUI SU WELFARE STATE,
IMMIGRATI, PACE
La richiesta giunge dal presidente della EKD Manfred Kock, all'indomani dell
'esito delle elezioni

Roma (NEV), 25 settembre 2002 - Manfred Kock, leader della Chiesa evangelica
tedesca (EKD, più di 26 milioni di fedeli protestanti nel paese) ha chiesto
di avere quanto prima un colloquio con il Cancelliere Gerhard Schroeder, all
'indomani della sua elezione, su temi sociali, sull'immigrazione e sulla
difesa della pace. In un messaggio di congratulazioni indirizzato a
Schroeder, Kock spiega che le chiese evangeliche sentono il bisogno di avere
un più ampio e chiaro confronto "sui problemi della riforma del welfare
state, dell'integrazione dei migranti nel paese e della pace", tre punti che
hanno distinto la campagna elettorale di Schroeder rispetto al conservatore
Stoiber. Ma le chiese evangeliche si dicono anche molto sensibili ai temi
relativi alla difesa dell'ambiente: la EKD, aggiunge Kock in un altro
messaggio indirizzato a Joschka Fischer, leader dei Verdi, intende
intraprendere nuovi colloqui con i Verdi, in modo particolare sulle
prospettive dello "sviluppo sostenibile", all'indomani della Conferenza
mondiale di Johannesburg. (nev/md)



Si ringrazia Maria Antonietta per i suoi messaggi di sostegno e i
complimenti (ma anche per il suo rinnovato impegno alla lettura delle opere
di David Maria Turoldo) e si precisa che anche se non avrà luogo a Firenze
l'incontro di novembre di Orientamenti Ecumenici su "Pace, giustizia e
salvaguardia del creato", vi è comunque un'iniziativa interessante sullo
stesso tema...

ANCHE LA FCEI SARÀ PRESENTE AL SOCIAL FORUM EUROPEO DI FIRENZE
Coordinerà la partecipazione la Commissione globalizzazione e ambiente
(GLAM)

Roma (NEV), 25 settembre 2002 - Nella sua ultima riunione (23-24 settembre)
il Consiglio della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) ha
deliberato la partecipazione al Social forum europeo, che si terrà a Firenze
dal 6 al 10 novembre. La presenza della FCEI, coordinata dalla Commissione
globalizzazione e ambiente (GLAM), prevede gli interventi del prof. Daniele
Garrone, docente della Facoltà valdese di teologia di Roma e di Martin
Robra, del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC), nell'ambito di uno dei
seminari del Forum sul tema "Pace, giustizia, integrità della Creazione". Il
Consiglio ha anche deliberato la partecipazione alla prevista manifestazione
per la pace del 9 novembre, sempre nell'ambito delle iniziative del Forum.
Nella sua riunione il Consiglio FCEI ha formalizzato un avvicendamento di
incarichi al suo interno: Martin Ibarra assume infatti l'incarico di
tesoriere della Federazione al posto di Doriana Giudici. (nev/ln)


INTERVISTA

"L'INATTESO RITORNO DEL SACRO": IV FORUM DELLA CULTURA PROTESTANTE
Intervista a Paolo Ribet, Presidente del Cento culturale valdese di Torre
Pellice

QUELLO CHE SI È TENUTO A VELLETRI IL 21 E 22 SETTEMBRE È STATO IL QUARTO
FORUM DELLA CULTURA PROTESTANTE CHE IL CENTRO CULTURALE ORGANIZZA. COME
NASCE L'IDEA DI QUESTI INCONTRI?
In Italia operano diversi centri che hanno il compito di produrre una
riflessione e di trasmettere ad un pubblico più ampio la cultura
protestante. Ne cito solo alcuni: la Facoltà valdese di teologia di Roma, l'
Editrice Claudiana, dei centri giovanili come Agape, in Piemonte. Lo stesso
Centro Culturale di Torre Pellice. In tempi recenti si è cominciata a
sentire la necessità di incontrarsi per mettere insieme le esperienze e,
dopo che il protestantesimo italiano ha rischiato l'afasia (come ha detto
qualcuno) sui grandi temi del dibattito pubblico, cercare di produrre un
principio di elaborazione comune. Questo dovrebbe permettere anche alle
strutture più piccole di presentarsi nel loro ambiente con maggiore forza ed
efficacia.

PERCHÉ QUEST'ANNO È STATO SCELTO IL TEMA DEL "RITORNO DEL SACRO"?
Il tema emerge direi spontaneamente dalla riflessione dell'incontro dello
scorso anno, che si tenne nei giorni immediatamente successivi al terribile
attacco terroristico dell'11 settembre, la cui interpretazione si è subito
rivestita dei colori dello scontro fra civiltà e fra religioni. Dopo gli
anni in cui sembrava (per lo meno nel mondo occidentale) che il "religioso"
fosse ormai definitivamente scomparso a causa della secolarizzazione, si
assiste alla ripresa di questo fenomeno a livello di massa. Il tema della
religione assume, dunque, di nuovo un forte impatto sulla gente, non solo a
livello personale, come risposta alle ansie del singolo, ma anche come
potente molla che spinge popolazioni intere e che è in grado di donare una
forte coscienza identitaria. Il problema era per noi di cercare di capire
meglio questi fenomeni e darne una valutazione protestante.

E LE SEMBRA CHE IL FORUM SIA RIUSCITO NEI SUOI INTENTI?
Io direi proprio di si. Le tre relazioni introduttive, estremamente dense,
hanno fissato molto bene i termini della questione dando una descrizione
critica del fenomeno (Paolo Naso), enfatizzando il rapporto fra laicità e
democrazia (Elena Bein) e rimarcando il "modo protestante" del rapporto con
le Scritture (Mario Miegge). Il dialogo, intenso e costruttivo, con il
filosofo Giacomo Marramao ci ha consentito di verificare le nostre letture
del fenomeno con una "sponda" laica. Abbiamo materiale per una riflessione
che ci occuperà per molto tempo.


FORUM DELLA CULTURA/1. "RIVINCITA DEL SACRO" O "PLURALITÀ DEL SACRO"?
Un intenso dibattito sulla sfida del dialogo fra le differenze

Roma (NEV), 25 settembre 2002 - Il Forum della cultura organizzato dal
Centro culturale valdese di Torre Pellice, giunto alla sua quarta edizione,
ha approfondito quest'anno il tema "L'inatteso ritorno del sacro": una
riflessione sulle sfide rivolte alla cultura protestante da parte del
diffondersi di un nuovo interesse verso esperienze religiose e spirituali,
spesso nuove rispetto alla tradizione cristiana europea. Un ritorno
"inatteso", come spiegano gli organizzatori, perché smentisce le previsioni
di una progressiva laicizzazione della cultura occidentale.
E' vero che negli ultimi decenni si è assistito ad un ritorno inatteso dell'
interesse per il sacro - ha detto nella sua relazione il giornalista Paolo
Naso -, spesso configuratosi anzi come "rivincita" del sacro; va però
sottolineato che al momento attuale, in Italia ma non solo, si può parlare
di ritorno del sacro soltanto con grande cautela. Più appropriata sembra
essere l'idea che la società stia attraversando oggi una nuova fase di
"pluralità del sacro". Le esperienze religiose e di fede si moltiplicano,
anche nel nostro paese fortemente caratterizzato dalla presenza
maggioritaria della Chiesa cattolica. Il problema è come far dialogare le
pluralità religiose, in un contesto democratico e laico. Per la prof. Elena
Bein, intervenuta sul tema "Rivincita di Dio e democrazia", "laicità" resta
la parola chiave che può aiutare a dipanare i complessi rapporti fra diverse
appartenenze religiose e identitarie. Una laicità che non sia soltanto linea
di confine fra leggi civili e codici religiosi, ma anche spazio di
valorizzazione delle differenze. "E' necessario realizzare una 'seconda'
forma di laicità - ha detto Elena Bein -, per dare vita ad una sfera
pubblica che non sia cieca alle differenze, ma anzi ne faciliti l'incontro
ed il dialogo per la realizzazione di regole condivise". Contro il
riemergere di fondamentalismi religiosi e arroccamenti identitari, le
"religioni del Libro", ha detto il filosofo Mario Miegge, possono opporre il
loro intrinseco fondamento "ermeneutico". L'operazione ermeneutica, di
interpretazione del testo sacro, si gioca infatti nella tensione fra
distanza ed appartenenza al testo stesso. La stessa predicazione - ha detto
Miegge - altro non è che interpretazione: "Un'operazione culturale di
resistenza, che 'urta' e va contro corrente, in una situazione, come la
nostra, dominata dalla comunicazione 'pubblicitaria', che è il contrario
della 'comunicazione pubblica'". Molto intenso il confronto, nella seconda
parte del Forum, con il filosofo Giacomo Marramao, che ha interloquito sui
temi proposti da un punto di vista laico. Occorre oggi trovare un consenso
che permetta ai diversi valori (non solo religiosi) di incontrarsi in un
punto di intersezione, ha detto Marramao a proposito della convivenza fra le
differenze. Per darsi regole condivise, ha aggiunto, bisognerà aprire nuove
strade di comunicazione: alla mera "strategia argomentativa" (che
inevitabilmente premia i gruppi più "capaci") si dovrà opporre una
"strategia narrativa ed ermeneutica". Le esperienze concrete, la concreta
visione di ciò che è bene per la propria vita (e non secondo principi
astratti) può costituire un terreno comune di dialogo fra le differenze.
(nev/ln)


FORUM DELLA CULTURA/2. UN EFFICACE MOMENTO DI CONFRONTO SU DEMOCRAZIA E
PLURALISMO
"Le chiese evangeliche sono soggetti attivi di cittadinanza, partecipi delle
sorti della società"

Roma (NEV), 25 settembre 2002 - "Con il Forum di quest'anno - è il commento
del prof. Daniele Garrone, della Facoltà valdese di teologia, fra gli
organizzatori dell'incontro - intendevamo confrontarci pubblicamente con un
autorevole interlocutore esterno, un esponente della cultura laica, sui
grandi temi della democrazia, del pluralismo, delle nuove dinamiche
religiose, della società multiculturale. Tale obiettivo è stato pienamente
realizzato, anche grazie alla grande disponibilità ed apertura del nostro
interlocutore, il filosofo Giacomo Marramao". Dal confronto di questi
giorni, aggiunge Garrone, emerge come le religioni "non intendano avere uno
spazio privilegiato, né ridursi a mero fatto individuale e privato. Sulla
scena pubblica dell'agorà, esse devono potersi confrontare per realizzare il
dialogo fra diversi, alla ricerca di regole comuni orientate alla giustizia
e alla convivenza". Fondamentale l'apporto delle chiese evangeliche: "Ci
sentiamo attivamente partecipi del grande travaglio etico e politico che
attraversa il nostro tempo - spiega Garrone -. Come chiese evangeliche siamo
soggetti attivi di cittadinanza, partecipi delle sorti della società". A
chiusura di questa edizione del Forum della cultura sono state individuate
alcune tematiche che indirizzeranno in futuro la riflessione. "In primo
luogo - spiega Garrone -, siamo preoccupati per la fine della politica. Lo
stesso concetto di laicità andrebbe ripensato in termini più attuali,
facendo i conti con la valorizzazione delle differenze in una società
multietnica. I centri culturali delle chiese protestanti e le stesse chiese
sono inoltre profondamente sollecitati dalla questione del rapporto fra
etica ed economia". (nev/ln)

(NEV/BT) - "La Rolls Royce delle facoltà di teologia": così ha
orgogliosamente definito la rinnovata Facoltà teologica battista di Praga il
rettore Keith Jones, durante la cerimonia di inaugurazione del nuovo anno
accademico. Fondata nel 1949, riconosciuta ufficialmente dallo Stato l'anno
scorso, la Facoltà battista ospita attualmente 95 studenti provenienti da 18
nazioni.

(NEV/NS) - Evento ecumenico unico quest'autunno a Cuba. Convocate dal
Consiglio latinoamericano delle chiese (CLAI) tutte le chiese protestanti
del continente si riuniranno nella capitale cubana per ricordare, dal 26 al
31 ottobre con una serie di culti e riunioni, l'anniversario della Riforma.
"Una festa dello spirito e della solidarietà tra fratelli in una unica fede"



Mer 25 Set 2002 9:03 pm

mauriziobenazzi
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Orientamenti ecumenici IN ANTEPRIMA UNA MINIGUIDA ALLA SETTIMANA DI PREGHIERA PER L'UNITÀ DEI CRISTIANI "UN TESORO COME IN VASI DI TERRA" 2 Corinzi 4, 5-18 ...
Maurizio Benazzi
mauriziobenazzi
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25 Set 2002
8:47 pm
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