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Accessibilità, punto di partenza o di arrivo?   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #3351 di 6321 |

Punto Informatico

Accessibilità, punto di partenza o di arrivo?

di Patrizia Bertini (Accessibile.net)

Perché ancora oggi è così difficile parlare di quello che dovrebbe essere un
cardine dello sviluppo del web? Colpa degli anni del far west, dello sboom
e delle mode

01/10/04 - Roma - Molto spesso quando si parla di Accessibilità si hanno
comportamenti differenti e a volte sfugge in cosa consista realmente questo
termine.
L'Accessibilità è una prospettiva, più che una vera e propria disciplina. È
un modo di interpretare la realtà che porta a una nuova dimensione
progettuale.

Una dimensione non casuale, ma causale e influenzata fortemente da dinamiche
e forze estremamente distanti e divergenti dai contesti in cui oggi viene
utilizzato
questo termine. Non è possibile oggi immaginare l'Accessibilità come una
nicchia del Web Design, sarebbe riduttivo e approssimativo, non tenendo
nella
debita considerazione i fattori storici che hanno portato a concettualizzare
l'Accessibilità in quanto tale.

È da 40 anni che se ne parla, sebbene non sempre chiamando le cose con i
nomi e le etichette che affibbiamo oggi. Se ne parla da quando per la prima
volta
fu chiaro a tutti che la società e l'economia stavano cambiando, mutando i
baricentri e le forze che governavano e trainavano lo sviluppo economico
mondiale.
La consapevolezza della nuova società che stava nascendo e la sensibilità
per i differenti contesti umani che componevano la nascente società hanno
reso
necessaria la decodifica di una nuova prospettiva da cui partire per
realizzare e portare a compimento nel modo migliore le premesse che si
stavano solidificando.

Il termine Accessibilità è nuovo, recente e ancora poco diffuso. Lo si
presenta come un valore aggiunto a volte, altre volte viene proposto e
vissuto come
un punto di arrivo. Le stesse leggi che spuntano lentamente in tutti i paesi
del mondo dimostrano come non si sia capito per tempo che l'Accessibilità
non è un punto di arrivo, bensì un punto di partenza.

L'accessibilità non è un punto di arrivo per nessuno, perchè nella nuova
società essa diviene un pilastro costituente indispensabile e
insostituibile. Essa
dovrebbe essere la base da cui partire per costruire una nuova comunicazione
e una nuova realtà. Non si arriva da nessuna parte con un sito accessibile,
ma esso costituisce una tappa essenziale per creare la società
dell'Informazione, il contesto in cui, volenti o nolenti, ci troviamo a
vivere ed operare.

Molti fattori hanno concorso a creare una visione distorta e imprecisa
dell'Accessibilità. Indubbiamente lo sviluppo e la repentina diffusione di
un media
come Internet hanno giocato un ruolo determinante. Nella storia, nessun
altro media ha mai avuto un successo cosi rapido e globale come il Web.
Questa
rapidità nello sviluppo di Internet non poteva che creare e generare
entropia: il Web è stata una febbre che ha coinvolto tutti - dai manager ai
ragazzini,
dagli intellettuali alle massaie. Il must dei primi anni della massiccia
diffusione di Internet era essere online. Poco importava come e ancor meno
spesso
ci si domandava perchè, l'importante era essere nel mare magnum della rete.
E proprio questa frenesia ha rallentato la riflessione e l'analisi del nuovo
media, travolto dalla propria stessa forza, permettendo cosi che nascesse e
si sviluppasse un Web entropico, anarchico, senza regole e soprattutto senza
idee chiare.

Si è assistito cosi allo sviluppo di un Web che imitava la televisione - si
pensi all'uso smodato delle animazioni in Flash - ad un Web che ricalcava le
brochure cartacee dimenticando l'innovazione dell'interattività che è la
peculiarità del media Internet stesso.

Sono serviti tutto sommato pochi anni e lo scoppio della bolla speculativa
per capire che Internet è un nuovo media che comporta e veicola le
trasformazioni
sociali ed economiche di cui si parlava negli ambienti accademici già dagli
anni '60. In quanto nuovo media, è necessario capire esattamente i punti di
forza e le debolezze di questo media. E l'Accessibilità è una prospettiva
fondamentale per questa analisi. L'Accessibilità sta al Web come i programmi
di Mike Bongiorno e i film di Totò stanno all'evoluzione linguistica
italiana. Se Mike Bongiorno e Totò non avessero aiutato i primi
telespettatori italiani
negli anni '50 e '60 facendo storiche gaffes, oggi entrate nel gergo
quotidiano, commettendo errori linguistici puntualmente corretti e non
avessero parlato
italiano, la nostra lingua avrebbe richiesto più tempo per diffondersi cosi
come è oggi diffusa. Se i primi programmi televisivi fossero stati regionali
con trasmissioni in dialetto, oggi l'italiano sarebbe una lingua franca. Se
gli italiani non avessero imparato tutti l'italiano, la televisione e gli
altri
media, giornali e radio, non avrebbero avuto la diffusione che hanno oggi.
Insegnare l'italiano era essenziale per permettere a tutti di accedere alle
informazioni e alle innovazioni tecnologiche. Si trattava di rendere i media
comprensibili a tutti, e quindi Accessibili.

Come l'Italiano è servito da collante per creare la nostra società, cosi
l'Accessibilità è analogamente il collante ed il fattore determinante e
fondante
della nuova società. L'italiano non era tanto un punto di arrivo, quanto un
punto di partenza per lo sviluppo della società italiana del dopo-guerra.

Solo, manca per quanto riguarda l'Accessibilità, la cultura e la
consapevolezza delle implicazioni reali che essa comporta. Non a breve
termine, quanto
nell'ottica di una visione più ampia e multidisciplinare da cui non è più
possibile prescindere.

Come novelli Ulisse, si naviga a vista: conosciamo la direzione ma non
sempre il percorso.

Se vuoi leggere l'articolo originale clicca qui:
http://www.comune.venezia.it/letturagevolata/vai.asp?numero=5152



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Lun 4 Ott 2004 7:36 pm

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Giuseppe Fornaro
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4 Ott 2004
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