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Re: Ogg: lo strano caso dei libri digitali accessibili
> Ciao Livio, vedo che ci troviamo stavolta.
> So pure di trovarmi con Roberto Scano che ha spesso esplicitato concetti
> analoghi:
>
> Allora chiediamoci in questi anni cosa hanno fatto le associazioni dei
> disabili ovvero come hanno adempiuto ai compiti che la legge Stanca ha
loro
> assegnato?
>
> 1) - quale e' stato il contributo di tali associazioni in fase di stesura
> dei regolamenti attuativi della Stanca, ovvero come hanno svolto il
compito
> di ricerca e di sperimentazione in materia di strumenti multimediali?
> Appoggiando si dice un documento del Cnipa che praticamente non si trova
> piu'.
> Documento che comunque, per sua genesi, non fissa termini, non prescrive a
> presidi e applicati scolastici, non obbliga gli insegnanti nellascelta dei
> libri,
> non stabilisce quali uffici sono competenti alla raccolta delle richieste
da
> parte delle scuole, ne' le modalita' e i tempi e chi materialmente fa
> arrivare i libri in tempo alle scuole.
>
> Si biascica di rispolverare o riesumare una convenzione con l'Aie ma nei
> termini fumosi in cui la cosa si pone alla fine non si capisce nemmeno chi
> dovrebbe essere l'altro contraente della convenzione che teoricamente
> dovrebbe attuare il comma 2 del famoso articolo 5 della Stanca, in cui tra
> l'altro per inciso si parla solo di convenzioni per la forntura di libri
> alle biblioteche scolastiche.
>
> 2) - Le associazioni dei disabili si sono presi i meriti di aver promosso
> questa legge ma sappiamo tutti che questo e' il primo e forse finora unico
> esempio di una legge voluta e conquistata attraverso la rete e i vari
Cnipa
> e istituzioni avrebbero fatto bene a cogliere questa opportunita':
> invece no: a differenza della precedente circolare Aipa del 2001 che era
> stata esposta sul sito prima della pubblicazione con l'invito a individui
e
> organizzazioni di far pervenire osservazioni e critiche, di cui si tenne
> diligentemente conto, questi documenti prodotti dal Cnipa non sono stati
mai
> resi pubblici, o forse solo tardivamente;
>
> evidentemente l'autoreferenzialita' ha prevalso e i risultati a tre anni
si
> vedono:
> come potete controllare su nessun sito governativo e' possibile recuperare
> la lista dei responsabili dell'accessibilita' delle amministrazioni
centrali
> di cui all'art. 9 Dpr. 1 marzo 2005, n. 75.
> In pratica il cittadino non e' in grado di conoscere contro chi far
> eventualmente valere le sanzioni disciplinari e dirigenziali previste
> dall'art. 9 della Stanca.
>
> Il dibattito in rete ha prodotto una onda lunga per cui possiamo dire che
la
> situazione e' alquanto migliorata ma il livello istituzionale si e'
limitato
> a convegni, autocelebrazioni e pochissimo altro:
>
> sui siti pubblici la gran parte dei documenti sono incompleti, a volte
> inutilizzabili, specie quelli finali, ovvero quelli che costituiscono
> l'obbiettivo della navigazione.
>
> De Vanna e compagni hanno bellamente preso in giroquel migliaio e oltre di
> cittadini che hanno posto la questione dell'accessibilita' delle
postazioni
> di lavoro, nel caso di specie le apparecchiature elettromedicali per gli
> operatori della riabilitazione disabili.
>
> Per i libri scolassici ci sono state e' vero delle prese di posizione e
> delle iniziative ma nessuno, a differenza che per la Stanca, si e' preso
il
> fastidio di mettere le carte in tavola sul che fare per cui il conseguente
> scaricabarile e' comodo e permette a ciascuno degli attori di dire:
> "stiamo lavorando per voi", ma quello non ha fatto il decreto, quell'altro
> ha perso il documento, l'altro ancora protesta con lo scontato appello
alla
> costituzione, e il comodo immobilismo regna:
>
> La biblioteca per ciechi Regina Margherita di Monza, che riceve alcuni
> milioni di euro all'anno dallo stato, oltre a contributi regionali, a
fronte
> della messa a disposizione di alcune centinaia di titoli annui, possiede
> circa una ventina di stamperie braille per l'Italia finanziate da comuni e
> province per la fornitura di libri in braille o a caratteri ingranditi
agli
> studenti ciechi e ipovedenti:
> e un libro a caratteri cubitali costa a comuni e province piu' di 500 euro
a
> copia.
>
> Chiaro il concetto?
> Di fatto le associazioni dei disabili, che sarebbe piu' giusto definire
> mafie dell'handibusiness non hanno interesse a che gli editori diano i
libri
> in formato digitale accessibile perche' questo farebbe venire loro meno la
> fonte di cospicui finanziamenti:
>
> Circoscrivendo l'affaire ai soli non vedenti i conti sono presto fatti:
> supponendo infatti che gli alunni non vedenti siano 2 o 3000 e che,
> riduttivamente, necessitino di 4 libri a testa e che mediamente ogni copia
> costi a comuni e province 500 euro si arriva a 4 milioni di euro, quasi
> quanto la stessa biblioteca gia' percepisce dallo stato in finanziaria.
>
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> Don
>
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>
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