Chrome è nato con il peccato originale. A pochissime ore dal lancio,
infatti, il browser è già stato colto in fallo con una vulnerabilità grave e
tale da aprire le porte ad un possibile attacco di massa. Le circostanze
sono infatti le peggiori: la vulnerabilità è nota da tempo, il che
presuppone sufficiente esperienza nelle mani di eventuali malintenzionati;
il browser è novello e l'abitudine all'uso non è ancora tale da garantire
una sufficiente protezione "psicologica" di fronte ad un eventuale
mascherato attacco; il browser è promosso fin dalla homepage di Google, il
che indica la possibilità di un download di massa fin dalla prima ora.
Così come in giugno Microsoft avvertì la propria utenza dei pericoli insiti
in Safari, è presumibile ora che Microsoft possa intervenire per richiamare
l'attenzione sui pericoli di Chrome. La vulnerabilità, infatti, è
esattamente la stessa, derivante dalla vecchia versione di Webkit su cui
tanto Safari quanto Chrome sono basati. Safari in seguito ha risolto il
proprio problema, mentre per Chrome la "via crucis" inizia solo oggi (le
varie settimane di vantaggio costituiscono però una sicura aggravante). La
vulnerabilità, infatti, era nota da mesi e sarebbe stata sicuramente cosa
opportuna anteporre la risoluzione del baco alla distribuzione del primo
installer.
«L'attacco può essere portato a termine portando l'utente a visitare un sito
web che possa avviare il download maligno e l'esecuzione successiva»: dicesi
"carpet bombing", vulnerabilità scoperta in Safari da Nitesh Dhanjani e
riscoperta in Chrome da parte di Aviv Raff il quale ha portato online anche
un proof-of-concept dimostrativo. L'elemento in comune tra il vecchio Safari
ed il nuovo Chrome è il WebKit 525.13, modulo corretto in Safari a partire
dalla versione 3.1.2.
Saluti
Massimiliano