Che dire di questo we di acqua tutti ne parlano spendo due parole anche io.
Venerdì rincorsa di email e sms per capire chi va dove e se ci siano discesa alla mia portata, mi mangio le mani ricordandomi che ho degli impegni che mi costringono a casa sabato mattina, pazienza.
Sabato dovevo e volevo assolutamente incastrare una discesa in un mezzo pomeriggio così sebbene mi arrivassero notizie di fiumi in piena da qualsiasi parte non mi sono mossa da casa, e con Roberto e Cinzia ho disceso il canale del Marinone ed il Langosco fino a sbucare nel Ticino, finalmente non più secco, in zona Galliate, una bella pagiata in ottima compagnia, il tutto propedeutico alle discese della domenica.
Domenica di buon mattino e sotto la pioggia mi dirigo in Val Sesia appuntamento con Sabry Ilaria Chiara e una marea di altri canoisti dai bolognesi ai genovesi, la valle è in fermento macchine di canoisti in ogni direzione c’è l’imbarazzo della scelta.
Optiamo per il Mastallone tratto intermedio, da un ponte pedonale (sbarco tratto altissimo) al piano delle fate (imbarco del tratto classico), all’imbarco siamo una ventina, ci divideremo poi in piccoli gruppi durante il percorso.
La discesa 5/6chilometri con treni di onde, qualche rapida più insidiosa quando il letto del fiume si stringe, buchetti sparsi qua e là ma niente di cattivo, qualche curioso a salutarci dai ponti ed un bel bosco rigoglioso a farci da cornice.
Insomma un tratto sottovalutato dalla strada ma con l’acqua di questi giorni allegro e non eccessivo.
Ci fermiamo a controllare i livelli del tratto classico, il frullatore è una centrifuga piena d’acqua, il trasbordo della rapida di ingresso gole quasi impossibile per l’assenza di una qualsiasi morta, e con il sifone che sembra una fontana dalla quantità d’acqua che restituisce al fiume, meglio rinunciare a darsi alla birra.
Durante la merenda ci ritroviamo con il gruppo estremo che ha percorso il Mastallone altissimo, sono decisi alla seconda discesa propendono per il tratto di gara, mi unisco a loro.
Per prudenza mi imbarco sotto alla Balmuccia, un certo rispetto me lo incute sempre, aspetto Marcello, Andrea, Guido e Ponteri nel laghetto, da li parte la cavalcata.
Che emozione cuore a mille e braccia stile mulinex, arriviamo in un attimo alla trancia, che riconosco solo per i massoni neri sul lato dx, seguo Marcello e mi infilo nella morta giusto dopo gli ondoni.
Il cuore è in gola sono a testa alta respiro l’ho passata indenne! La slalom non ha un sasso nemmeno a cercarlo, Chiara e Lucio ci guardano dal ponte di Vocca, quasi quasi sbarco e invece no mi convincono a continuare… per loro dopo non c’è più nulla…. J
Ci si avvicina all’igloo scelgo la via tutta a sinistra, altro che Chickenway sono proprio in un pollaio! Riesco anche a prendere l’unico sasso però la passo indenne, e via senza fermarsi, verso il campeggio e poi l’onda appena prima dello sbarco, anche li taglio onda e buco e passo in sicurezza, gli altri risalgono la morta per giocare nell’onda, che invidia mi fanno! Ma non ho voglia di rischiare.
Arrivati allo sbarco sono soddisfatta, entusiasta per la cavalcata, mai provato fiumi con l’acqua, la mia canoa si è comportata benissimo e la cosa sorprendente è che non mi sono praticamente bagnata i capelli, no eskimo e no bagno.
Un successo!!!
Betta