Il bullismo, e le modalità di intervento
Parlimone insieme a Vito Giacalone, direttore dei programmi Mentoring USA/Italia
onlus
http://www.comunitazione.it/leggi.asp?id_art=2478&id_area=212
di Luca Oliverio (www.comunitazione.it)
Oggi incontriamo Vito Giacalone, docente presso l'Università La Sapienza di Roma
e direttore generale della onlus Mentoring Usa/Italia, associazione attiva da
oltre dieci anni con progetti a contrasto della dispersione scolastica, delle
difficoltà scolastiche e del bullismo.
Dottore Giacalone, oggi in Italia il fenomeno del bullismo è alla ribalta, esce
allo scoperto e tutti se ne occupano come un male da sconfiggere. Lei e
l'associazione Mentoring USA/Italia conoscete ormai il fenomeno da oltre dieci
anni, quali secondo lei le strategie da mettere in campo?
E’ bene chiarire che il fenomeno del bullismo in generale può essere di tre
tipi: indiretto (p.e. il pettegolezzo), verbale (p.e. fare affermazioni
razziste) e fisico (p.e. pugni, percosse o comportamenti distruttivi a danno
degli oggetti di qualcuno). Tali aspetti rientrano nella categoria di quelli più
eclatanti ma ve ne sono altre forme più nascoste, subdole, e altrettanto
pericolose.
In merito alla sua domanda sintetizzo gli aspetti che reputo più immediati nel
contenere il fenomeno:
- coinvolgere dalle primissime battute la famiglia. Spesso sono proprio loro a
sottovalutare i comportamenti violenti e ribelli dei loro figli; in alcuni casi
sconoscono il figlio da tale punto di vista; oppure ne sono consapevoli e
negano. In tutti questi casi occorre fare un attività di parent training,
finalizzata all’appropriazione da parte dei genitori di una serie di regole
comportamentali da suggerire al figlio.
- Coinvolgere l’intera classe in cui si è manifestato il problema. Dalla
discussione in gruppo, dalle loro argomentazioni si possono avere utili
suggerimenti, funzionali ad una più chiara ed attenta lettura del fenomeno
specifico. Dalla consapevolezza dei ragazzi è possibile costruire una mappatura
di regole condivise per gestire tra i pari il fenomeno e offrire un certo
contenimento a chi riceve abuso. Non dimentichiamoci che il disagio non è
soltanto di chi esprime comportamenti di bullismo, è anche della classe tutta e
in prima istanza del soggetto dello scherno o peggio della punizione.
- Aiutare il ragazzo soggetto a bullismo a partecipare ad attività laboratoriali
e teatrali in cui possa esprimere i propri contenuti costruttivi e positivi
- Promuovere attività, ad esempio, di mentorato in cui si abbina ad ogni ragazzo
prevalentemente con difficoltà relazionali un mentore, una persona, risorsa
della comunità che lo aiuta a vivere la scuola più serenamente offrendo un
modello di adulto diverso da quelli a cui fino ad allora ha potuto attingere.
Anche le reazioni violente nei confronti di genitori ed insegnanti rientrano nel
fenomeno del bullismo?
All’interno della parola Bullismo sono racchiuse usa serie di problematiche che
inevitabilmente coinvolgono i genitori e gli insegnanti. Basti pensare alle
istituzioni scolastiche che ricevono atti di vandalismo da gruppi di studenti
della scuola stessa. Quindi in generale la risposta è si.
Nella società post-moderna è sempre più difficile acquisire una personalità
stabile, come dice Bauman, oggi viviamo in una società liquida, dove anche i
valori vengono continuamente negoziati. Per venirne fuori con meno graffi
possibili, da queste rinegoziazioni continue, dovremmo avere degli strumenti
forti. Chi dovrebbe fornire tali strumenti ai ragazzi?
In passato la famiglia assieme alla Chiesa avevano una valenza fortemente
educatrice. Oggi accanto a queste due importanti istituzioni e aggiungerei
insostituibili istituzioni di vita e di crescita personale, dobbiamo puntare
alla valorizzazione di tutti quei spazi in cui la promozione dei valori e
dell’elevatura dell’essere umano possano trovare pari dignità. Diversamente
avremo dei cattivi maestri ad ogni angolo dell’esperienza giovanile. I media, la
Tv, in generale, accanto ai prodotti televisivi, finalizzati ad innalzare lo
share e quindi gli introiti ottenuti dalle vendite degli spazi pubblicitari,
DEVE operare nella costruzione di format educativi. Certo, sembra facile,
qualcuno potrebbe pensare: “tanto i ragazzi non li guarderanno”. Mi permetto di
dire che tale pensiero non porta a niente di buono; innanzitutto vuol dire che
non riconosciamo che in ogni ragazzo ci sono potenzialità inespresse e spazi
notevoli di miglioramento; secondo, non dimentichiamo che un programma
televisivo educativo rafforza i modelli comportamentali di chi non vive il
problema direttamente; terzo aspetto altrettanto importante, se questi ragazzi
preferiscono guardare il Wrestling piuttosto che un programma pieno di
contenuti, si può ipotizzare di coinvolgere tutte le scuole affinché trasmettano
tali format costruttivi in classe, in orario scolastico e da lì partire con una
serie di dibattiti. Tutte le volte che ho avuto l’opportunità di ascoltare i
ragazzi di OGGI argomentare se stessi, sono rimasto sbalordito e sorpreso della
capacità di sintesi e profondità dei loro pensieri.
Che differenza c'è tra un ragazzo considerato bullo e uno che non lo è?
Mi soffermo soltanto su un aspetto inerente la domanda. Il bullo non è un
ragazzo con disturbi ad esempio della personalità. Non è malato o
irrecuperabile. E’ una ragazzo inserito in un contesto che promuove e facilita
determinati comportamenti distruttivi; occorre aiutarlo (noi TUTTI è un problema
sociale) a scoprire che c’è altro e altri modi di intendere la vita.
Quindi il problema investe l'identità dei fanciulli, che viene negoziata con il
circostante. Spesso quindi si pone l'accento sull'identità dei giovani e sul
loro bisogno di "identificazione" con il circostante. Il processo di costruzione
della propria identità e della propria personalità sono processi difficili e
complessi che avvengono solo nella società e nell'incontro con l'altro. Come può
la Scuola, la Famiglia, il mondo Associativo e la Chiesa aiutare questi ragazzi?
Pensare di lasciare la famiglia da sola è quanto di più errato si possa fare.
Pensare di lasciare la scuola da sola è quanto di più errato si possa fare.
Le istituzioni religiose già fanno molto. È connaturato con la loro esistenza
aiutare il prossimo.
Sul territorio vi sono molte associazioni che offrono la loro competenza, in
grado di operare in un’azione di sistema che coinvolga contemporaneamente la
famiglia, la scuola e la comunità.
Per quanto riguarda Mentoring USA/Italia Onlus, vi posso dire che opera da dieci
anni in Italia nelle scuole di ogni ordine e grado. Matilda Raffa Cuomo, moglie
dell’ex governatore dello stato di NY assieme a Sergio Cuomo presidente
dell’omonima associazione, hanno inteso trasferire l’esperienza di circa
vent’anni sperimentata in trenta stati degli USA, a contrasto della dispersione
scolastica, nel territorio italiano. Personalmente sono stato coinvolto in
attività di mentorato in centinaia di scuole in molte regioni italiane, con
l’obiettivo di aiutare i ragazzi ad essere più propositivi, assertivi e
fiduciosi sul loro futuro. Questo è stato possibile grazie al coinvolgimento di
migliaia di volontari i quali sono stati formati ad operare all’interno del
sistema scuola, nel rapporto di uno-a-uno, cioè un volontario per uno studente
della scuola per un intero anno scolastico. I risultati? Tanti che ci riempiono
di gioia.
Ad esempio tra le tante attività che sono in corso d’opera dell’Associazione
Mentoring USA/Italia, che coinvolgono contemporaneamente partner pubblici e
privati, Le segnalo quella finanziata principalmente dalla Fondazione Vodafone
Italia: il progetto mentore. E’ una iniziativa che coinvolge allo stesso tempo
la Presidenza del Consiglio della regione Campania, la cui signora Alessandrina
Lonardo Mastella è la promotrice; l’Ufficio Scolastico Regionale della Campania
rappresentato dal Direttore Bottino; da dieci scuole della regione Campania per
un totale di cento alunni da sostenere per un triennio. E’ una iniziativa che ha
richiesto un duro lavoro di circa due anni; adesso finalmente si è partiti con
grande entusiasmo e con la speranza di vedere i nostri ragazzi tra un triennio
migliori e fiduciosi sulle proprie capacità.
Per informazioni sui vostri progetti:
Mentoring Usa/Italia onlus
Coordinamento nazionale:
via Matteo Ripa, 7
84120 Salerno
Tel. 089254747
Fax 0892582572
www.mentoringusa.it
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