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I ragazzi di Via Paal-Bullismo   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #23 di 108 |
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From : "Prof. Pasquale M. I. Almirante" p.almirante@...
To : edscuola
Date : Mon, 27 Nov 2006 07:12:30 +0100
Subject : I ragazzi di Via Paal-Bullismo

> I ragazzi di Via Paal è un romanzo del 1907 di Molnar e racconta la storia
> di due gruppi di ragazzi di Budapest, due eserciti dove tutti sono tenenti e
> capitani, tranne Ernest (serio in tedesco), che morirà di polmonite per i
> ripetuti bagni che viene costretto a fare. Nel Mercante di Venezia, William
> Shakespeare lancia una filippica contro i giovani che fino a 20 anni
> dovrebbero non esistere perché portano solo dolori e affanni per la loro
> esuberanza e il loro non sapersi adeguare alle regole della società. Emil è
> un romanzo di Erich Kästner e pure un film dove si narrano le vicende di
> un’altra banda di ragazzi a Berlino ai primi del “900, mentre nei turbamenti
> del piccolo Törless di Musil c’è il rifiuto dei valori paragonabile al vuoto
> "ideologico" e alla noia esistenziale dei giovani dell’ ultimo scorcio del
> XX secolo, quello che tanti rimpiangono. E si potrebbe continuare ancora sul
> vuoto di ideali che ha da sempre accompagnato le giovani generazioni
> soprattutto nel raffronto con i cosiddetti anziani, una categoria sociale
> nata da poco ma che prima era chiamata, con più pertinenza, dei vecchi.
> Nell’altra opera di Shakespeare, Giulietta e Romeo, i genitori Capuleti e
> Montecchi, appaiono solo alla fine del dramma e davanti al giudice, mentre
> tutta la commedia è centrata sulla baldanza dei ragazzi, compresa la tragica
> morte di Mercuzio, cosi come avviene nella trasposizione cinematografica di
> West side story. Non erano forse bulli, sia gli amici di Romeo e i suoi
> avversari, e sia i protagonisti del capolavoro di Arthur Laurents e Leonard
> Bernstein? Ma si provi a immaginare Romeo, quello che voleva a tutti costi
> Giulietta, ai giorni nostri, con un videotelefonino in mano invece della
> spada e costretto dai genitori ad andare a scuola. E cosa avrebbe filmato
> quando si intrufolò nella casa di Giulietta, sfidando l’ira del papà della
> ragazza? Fornito di un computer e del collegamento Internet avrebbe forse
> messo in atto anche qualche sconcezza-burla coi suoi amici. Ma c’è pure una
> tradizione orale di bullismo che i più grandi hanno da sempre raccontato ai
> più piccoli e che è conosciuta assai bene da chi proviene da scuole di
> periferia. Una tradizione di violenza sottaciuta contro i più deboli e più
> educati e soprattutto contro i diversi che un tempo venivano relegati o
> nelle scuole differenziali o a casa. La memoria serve anche a ricordare le
> lotte che insigni pedagogisti hanno fatto per fare uscire dal ghetto i
> diversamenteabili, che prima venivano chiamati subnormali, e farli sedere
> sui banchi di una normale classe. E c’è anche una tradizione orale di
> violenza e di pedofilia che va dalle miniere di zolfo della civiltà terragna
> della Sicilia al chiuso delle case di tolleranza e perfino dei casolari di
> campagna comprese quelle gentilizie. Un miscuglio di sopraffazioni descritte
> perfino nella edizione completa delle Mille e una notte, dove Aladino
> capisce le intenzioni concupiscenti del vecchio e scappa. Non che vogliamo
> giustificare quanto in questi giorni stanno riportando i giornali, ma
> semplicemente per dire che tanto scandalo risiede forse nei meandri più cupi
> dell’uomo e che ai giorni nostri molto su questo fronte si è fatto, non
> abbastanza, ma sicuramente più di quanto prima si poteva e si voleva fare.
> Un epoca non lontanissima quando tanta violenza veniva colpevolmente
> sottaciuta, non denunciata, e di cui forse se ne accettava con rassegnazione
> le conseguenze. Il problema allora dovrebbe essere storicizzato, anche se
> indignarsi è d’obbligo, gridare al danno che i più deboli subiscono
> sacrosanto, ma tutto sta nell’uomo e nel suo lento migliorarsi. E forse alla
> base di tutto c’è il bisogno di giustizia, di equità, di uguaglianza almeno
> di fronte alla Legge. E se la certezza della pena fosse garantita con ogni
> probabilità tanti altri fenomeni gravi che nel tempo hanno accompagnato
> l’uomo sarebbero già sepolti. Nell’uomo c’è molto, diceva Brecht, facciamo
> molto dell’uomo. E’ possibile.
>
> PASQUALE ALMIRANTE


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Lun 11 Dic 2006 8:07 pm

drmirellav
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Inoltra Messaggio #23 di 108 |
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... From : "Prof. Pasquale M. I. Almirante" p.almirante@... To : edscuola Date : Mon, 27 Nov 2006 07:12:30 +0100 Subject : I ragazzi di...
drmirellav
Offline Invia email
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8:42 pm
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