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Da: Mariangela [mailto:
moreee@...]
Inviato: lunedì 4 febbraio 2008 17.24
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redazione@...
Oggetto: bullismo riflessione da quilone blu onlus
Il termine bullismo è la traduzione italiana dalla lingua inglese
"bullying", In Italia lo usiamo per spiegare il comportamento di una singola
persona o di un gruppo di persone le quali mettono in atto comportamenti di
umiliazione nei confronti di altri. Tali comportamenti di dominio possono
anche non esplicitarsi per forza con atti fisicamente violenti. Spesso cio’
che viene messo in atto dall’aggressore è una vera e propia violenza
psicologica che sfocia in comportamenti persecutori a danno della vittima o
delle vittime designate.
Riassumendo possiamo dire che esistono tre tipi di comportamento con una
stessa identica radice. In prima battuta riscontriamo la prepotenza che si
perpetua verso un soggetto più debole incapace di mettere in atto strategie
di difesa, in secondo luogo questa stessa prepotenza ripetendosi nel tempo
prende la forma di persecuzione, infine possiamo dire che in ogni atto di
bullismo messo in essere c’e’ sempre l’intezione di fare del male fisico o
psicologico che sia.
Le soluzioni su cui lavorare sono su due fronti:
La prima : Bisogna rieducare i nostri figli ed alunni ad una cultura delle
emozioni e dei sentimenti
La seconda : Bisogna creare a casa e a scuola momenti e situazioni in cui i
ragazzi siano chiamati ad agire attivamente e creare con loro veri e propri
percorsi creativi nei quali siano chiamati finalmente in prima persona a
dire la loro ad esprimere le loro idee e soluzioni senza piu’ pretendere che
accettino da noi adulti la nostra esperienza ed insegnamenti.
I nostri ragazzi sono una fonte inesauribile di creatività, di idee, hanno
al contrario di noi una visuale delle cose spesso che include punti di vista
innovativi. Loro più di noi conoscono il mondo adolescenziale e giovanile
perché è il loro mondo è il loro quotidiano. Diamo loro la possibilità di
esprimerlo e cerchiamo insieme a loro strategie per combattere il dolore
dell’anima che molti loro coetanei hanno.
Proviamo questa strada, mai abbandonadoli ma creando momenti di condivisione
vera dei sentimenti, ascoltandoli ed aiutandoli sempre ad imparare a gestire
il cumulo di emozioni che alla loro età arrivano prepotenti ed intensi.
Smettiamola di dire loro come devono sentirsi e come devono agire,
percorriamo invece insieme a loro questa strada alle volte troppo pesante da
gestire in maniera razionale per chi come loro stà varcando la solglia della
vita.
Mariangela berretti
Presidente di Aquilone blu Onlus
http://www.aquiloneblu.org
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]