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lettera di un'insegnante   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #87 di 108 |


-----Messaggio originale-----
Da: margherita pellegrino [mailto:margherita5001@...]
Inviato: domenica 19 ottobre 2008 11.35
A: edscuola
Oggetto: lettera di un'insegnante

Con sempre più frequenza si sente parlare di bullismo, di violenza fra i
giovani, di ragazzi che dopo la discoteca concludono la serata con un
incidente automobilistico, quando non è la loro vita concludersi lì.
I giornali e i servizi giornalistici vari, riportano percentuali
allarmanti sul consumo di droga e di alcol fra i giovani.
Spesso mi chiedo se stiamo veramente facendo il possibile per evitare che i
nostri ragazzi vadano a finire in un tunnel così pericoloso.
Sono un’insegnante e non ho bisogno di leggere statistiche per sapere che
molti studenti fanno uso di droga e non è neanche una novità, è da anni ,
decine di anni e anche più che la droga circola nelle scuole, anche se ora
forse più massicciamente e fra studenti di età inferiore rispetto a prima.
Ci si sente impotenti di fronte ad un fenomeno che viene sottovalutato e
spesso ignorato.
Ne parli con gli studenti e sembra che tu sia l’unica a non saperlo, una
mia alunna un giorno mi ha detto: "Certo che c’è la droga, qualche anno fa
all’ingresso della scuola ad un controllo della polizia 90 studenti sono
stati fermati perché gliel'avevano trovata addosso" (non ero in quella
scuola quando il fatto era successo.).
Senti i loro discorsi: uno spinello ogni tanto non fa niente, smetto
quando voglio, in discoteca circola di tutto anche le pastiglie, a volte si
esagera nel bere, l’importante e non mischiare, ecc.
Alcuni li vedi il lunedì mattina dormire sui banchi, oppure più distratti
del solito, a volte euforici o con la testa chissà dove, stanno ancora
smaltendo gli effetti di quanto assunto in discoteca la sera prima? Si sono
fatti uno spinello prima di entrare a scuola? O sono andati a letto tardi ?
Quante volte mi sono fatta queste domande, poi comunque inizio a spiegare,
finisce l’ora ….Come si fa a seguire una lezione dopo essersi fatti uno
spinello? O dopo aver preso una sbornia la sera prima, nel migliore dei
casi? Qualsiasi tipo di insegnamento in una condizione del genere è
destinato a fallire, non ci dovrebbe sorprendere se i nostri alunni fanno
fatica a capire , se sembrano stupidi, o se a volte alcuni sono violenti ed
hanno delle reazioni eccessive.
Se il livello di preparazione dei nostri studenti si sta abbassando sempre
di più, quanto si sta tenendo conto della variabile droga nell’analizzare i
risultati della nostra istruzione?
Le droghe intorpidiscono la mente, istupidiscono quando non bruciano il
cervello (vedi eroina, LSD, cocaina , cannabis, anfetamine, ecstasy ed
altro).
Come spesso capita nel mio lavoro ho cambiato diverse scuole ed ho visto i
risultati scarsi o nulli dei vari interventi informativi su queste
tematiche, fatte da psicologi inviati dalle ASL o altri enti. Questo mi
aveva indotta a pensare che la stessa cosa probabilmente fosse successa a
molti miei colleghi e presidi, che non si potesse fare niente a riguardo,
che bisognava rassegnarsi.
L’esperienza fatta successivamente però mi ha dimostrato che si può e si
deve intervenire, diversamente rischiamo che un’intera generazione venga
lentamente, giorno dopo giorno distrutta da false informazioni e da
spacciatori senza scrupoli.
I discorsi teorici e le romanzine sono meglio di niente, ma quello che ho
visto incide di più, sono le informazioni sugli effetti fisici e mentali
che le droghe causano, i meccanismi che spingono a farne sempre più uso ed a
causarne la dipendenza.
Un operatore di un centro di recupero per tossicodipendenti, tra le altre
cose mi ha detto che la droga inizialmente viene presa per risolvere un
problema o un disagio e se non si è in possesso delle informazioni corrette
sugli effetti devastanti, la persona pensa di aver trovato la soluzione al
suo problema senza rendersi conto della trappola in cui è finita.
Per mia esperienza gli interventi che hanno realmente coinvolto i miei
alunni, li hanno fatti riflettere ed hanno influito positivamente su di
loro, sono stati quelli fatti da ragazzi che avevano vissuto in prima
persona gli effetti negativi di queste sostanze, volontari dei centri di
recupero Narconon per tossicodipendenti, che stanno portando avanti campagne
informative in diverse città d’Italia.
C’è un grosso business su alcol e droghe, ci sono campagne di marketing e
false informazioni per allargare ed incrementare il mercato, chi sono i
clienti o potenziali clienti? Chi è il target di questo mercato? I nostri
ragazzi!
Quanto bisogna fare per contrastare la pressione che sta dietro ad affari di
così grande entità, chi lo farà se non lo facciamo noi?
Non si può stare a guardare mentre il lupo mangia le pecore.

Sinceri saluti
Prof.ssa Margherita Pellegrino






Dom 19 Ott 2008 10:20 am

dariocillo
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Inoltra Messaggio #87 di 108 |
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... Da: margherita pellegrino [mailto:margherita5001@...] Inviato: domenica 19 ottobre 2008 11.35 A: edscuola Oggetto: lettera di un'insegnante Con sempre...
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dariocillo
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19 Ott 2008
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