Férmati sul monte!
1 Re 19,11
Il tuo sguardo come sentinella per non vivere più da straniero...
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Il tuo sguardo come sentinella per non vivere più da straniero...
Ogni tu umano si presenta a te come straniero. Lo incontri. Non lo avevi mai visto. I suoi occhi incrociano i tuoi. E ti chiedi: Resto o vado? Resto nel mio mondo o vado nel suo? Chi è? Cosa cerca da me? Cosa può darmi? Magari non vuole... un turbinio di domande e di sospensione in quel frangente di tempo in cui ti ritrovi in terra straniera, la terra in cui l'altro ha il suo accampamento. Se resti nel tuo mondo, i tuoi occhi si posano altrove e tu vai oltre, dimentico di ciò che è stato. Se vai nel suo, rischi di non essere accolto, perché sei uno straniero. Di fronte a questa nuova sensazione che non ti fa sentire comodo nei tuoi panni può succedere che tu impari a chiederti chi sei, cosa porti con te, cosa cerchi dalla vita. Perché quel volto ti chiama a uscire dalla lontananza per dimorare nella prossimità. E mentre domandi a te stesso i tratti della tua identità, ti accorgi che il tuo volto è riflesso negli occhi dell'altro. Tu puoi vederti finalmente! Ecco perché ti viene spontaneo chiedere ospitalità, non più come estraneo ma come familiare, perché hai percepito il ponte che ti transita nella sua tenda interiore: lo sguardo. Su questo ponte può avvenire di tutto, qui si gioca l'opportunità dell'incontro, dello scambio oppure si sancisce l'abbandono. Il tuo sguardo diventa come una sentinella, come il custode della casa che apre o chiude la porta... per questa via il riconoscimento si fa tangibile quando scopri di aver vissuto in te come uno straniero, accampato alla meno peggio nel tuo territorio, ma pur sempre da estraneo. Quella nostalgia e malinconia che ti afferra in certi momenti non sarà forse la memoria di un dimorare perduto? o anche il desiderio di una sintonia profonda lì dove il "Veniamoci incontro" si è dileguato senza più ritorno a favore di un suono privo di eco: "Vienimi incontro"? Agli orli della nostra esistenza straniera che ti veste di notte Gesù ti chiama a vedere il bagliore del suo volto finché capirai il senso del Suo vegliare su di te per non vivere più da straniero: Mi porrò come sentinella per la mia casa contro chi va e chi viene, non vi passerà più l'oppressore, perché ora io stesso sorveglio con i miei occhi. (Zac 9, 8). E che davvero mai più avvenga di essere tu l'oppressore della tua vita. sr teresa della + o.carm.