Férmati sul monte!
1 Re 19,11
«Nel disegno provvidente di Dio la Chiesa esiste da sempre quale luogo salvifico, corpo salvatore di Cristo in terra. È lo Spirito che edifica e fa crescere la Chiesa come corpo di Cristo. La comunione trinitaria fa della koinonia terrena una forma concreta di unità e condivisione. E che cos’è mai un cristiano, che cosa è la Chiesa se non adesione al Vangelo, Parola che salva?» (B. Gherardini, La Chiesa. mistero e servizio)
Ecclesia: è la nuova comunità come luogo di salvezza escatologica, pur legata come naturale continuazione alla qahal dell’antica economia, comunità da Dio convocata mediante il Cristo Signore e la sua opera. I discepoli del maestro di Nazareth sono ormai fratelli per aver accolto e compiuto la volontà del Padre (Mt 12,46-50; Mc 3,31-35; Lc 8,19-21) come orientamento e componente vitale della propria esistenza. Si comprende ciò che significa essere salvati alla luce dell’Antico Testamento e delle attese escatologiche legate al messianismo, configurate quindi in Gesù messia e costituito Signore nella risurrezione: coloro che lo accettano e diventano suoi, facendosi battezzare nel suo nome (At 2,38) sono la comunità dei fratelli (1Pt 5,9) dei quali Gesù è il primogenito (Rom 8,29). Questo nuovo stile di vita, presentato dagli Atti degli Apostoli, mostra una Chiesa che è “via” e i redenti che la percorrono sono i chiamati, i convocati per il culto a Dio, che diventano nel mistero pasquale un corpo unico tra loro e con il loro Signore, la tenda della sua Shekinah. «Mistero salvifico di Dio, nascosto prima del tempo e successivamente rivelato mediante il Figlio Gesù Cristo, ma in modo del tutto sublime avveratosi nel dono della sua morte e risurrezione, la Chiesa realizza in termini biblici lo stadio della nuova ed eterna alleanza, in termini quantitativi la chiamata universale di Dio per tutti i popoli e in termini cronologici il dono stabile e imperituro di tutta la divinità» (L. DE LORENZI). È la potenzialità intrinseca della comunione: realizzata dallo Spirito di unità per volontà del Padre che gratuitamente ha inviato il Figlio, questa relazionalità che attinge dalla vita divina distrugge ogni divisione e frantumazione tra Dio e l’uomo, tra gli uomini e il creato. Il senso della fede si estende nella testimonianza di una vita di carità che trova la sua apertura potenziale nella comunione fraterna e nella vita comune ed ecclesiale. Per questo la Chiesa non può che essere missionaria. L’amore di per sé è diffusivo, e non può una lampada restare nascosta, ma si pone in alto per far luce (cfr Lc 11,33). Non è un mettersi in mostra, ma un andare perché non si può tenere unicamente per sé la bella notizia della vita che vince la morte, quello che si è visto e udito. La testimonianza affonda le sue radici nell’aver fatto esperienza dello sguardo di Cristo posato su di sé. Come Andrea non poté fare a meno di portare Simone suo fratello da Gesù così ogni discepolo di Cristo sentirà ardere in cuore il desiderio di tornare sui propri passi, nella propria vita per condividere con gli altri l’esperienza dell’incontro con il Risorto nei segni del pane spezzato e della Parola ascoltata per via, compresa alla luce di una nuova intelligenza (cfr Lc 24, 13-35). sr teresa della + o.carm.
www.januacoeli.it
1 Re 19,11
«Nel disegno provvidente di Dio la Chiesa esiste da sempre quale luogo salvifico, corpo salvatore di Cristo in terra. È lo Spirito che edifica e fa crescere la Chiesa come corpo di Cristo. La comunione trinitaria fa della koinonia terrena una forma concreta di unità e condivisione. E che cos’è mai un cristiano, che cosa è la Chiesa se non adesione al Vangelo, Parola che salva?» (B. Gherardini, La Chiesa. mistero e servizio)
Ecclesia: è la nuova comunità come luogo di salvezza escatologica, pur legata come naturale continuazione alla qahal dell’antica economia, comunità da Dio convocata mediante il Cristo Signore e la sua opera. I discepoli del maestro di Nazareth sono ormai fratelli per aver accolto e compiuto la volontà del Padre (Mt 12,46-50; Mc 3,31-35; Lc 8,19-21) come orientamento e componente vitale della propria esistenza. Si comprende ciò che significa essere salvati alla luce dell’Antico Testamento e delle attese escatologiche legate al messianismo, configurate quindi in Gesù messia e costituito Signore nella risurrezione: coloro che lo accettano e diventano suoi, facendosi battezzare nel suo nome (At 2,38) sono la comunità dei fratelli (1Pt 5,9) dei quali Gesù è il primogenito (Rom 8,29). Questo nuovo stile di vita, presentato dagli Atti degli Apostoli, mostra una Chiesa che è “via” e i redenti che la percorrono sono i chiamati, i convocati per il culto a Dio, che diventano nel mistero pasquale un corpo unico tra loro e con il loro Signore, la tenda della sua Shekinah. «Mistero salvifico di Dio, nascosto prima del tempo e successivamente rivelato mediante il Figlio Gesù Cristo, ma in modo del tutto sublime avveratosi nel dono della sua morte e risurrezione, la Chiesa realizza in termini biblici lo stadio della nuova ed eterna alleanza, in termini quantitativi la chiamata universale di Dio per tutti i popoli e in termini cronologici il dono stabile e imperituro di tutta la divinità» (L. DE LORENZI). È la potenzialità intrinseca della comunione: realizzata dallo Spirito di unità per volontà del Padre che gratuitamente ha inviato il Figlio, questa relazionalità che attinge dalla vita divina distrugge ogni divisione e frantumazione tra Dio e l’uomo, tra gli uomini e il creato. Il senso della fede si estende nella testimonianza di una vita di carità che trova la sua apertura potenziale nella comunione fraterna e nella vita comune ed ecclesiale. Per questo la Chiesa non può che essere missionaria. L’amore di per sé è diffusivo, e non può una lampada restare nascosta, ma si pone in alto per far luce (cfr Lc 11,33). Non è un mettersi in mostra, ma un andare perché non si può tenere unicamente per sé la bella notizia della vita che vince la morte, quello che si è visto e udito. La testimonianza affonda le sue radici nell’aver fatto esperienza dello sguardo di Cristo posato su di sé. Come Andrea non poté fare a meno di portare Simone suo fratello da Gesù così ogni discepolo di Cristo sentirà ardere in cuore il desiderio di tornare sui propri passi, nella propria vita per condividere con gli altri l’esperienza dell’incontro con il Risorto nei segni del pane spezzato e della Parola ascoltata per via, compresa alla luce di una nuova intelligenza (cfr Lc 24, 13-35). sr teresa della + o.carm.
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