Dio ha scelto per sé l'esperienza della semina, lasciando a noi la fatica del raccolto... Nasconde un segreto questa preferenza. Noi che preferiamo invece andare per raccolti, sempre, anche lì dove non abbiamo seminato. È come se ci dicesse: "Vuoi raccogliere tra sassi e rovi? Lo puoi fare, se vuoi, ma prima devi avere il coraggio di seminarvi, di sprecare le tue risorse, di investire dove le tue sicurezze ti dicono che non ci sarà probabilità di resa. Fai come me: butta il seme, ovunque, e lascia poi alla vita di scegliere dove nascere. Non essere avaro...non decidere tu dove la potenza nascosta della Vita debba espandersi". Il Signore semina, esce per farlo, non ha timore di perdere nulla perché già nel dare ha la gioia dell'incontro. Il seme che cade, ovunque cada, incontra: la strada, i sassi, i rovi, la terra. Incontri diversi, ma pur sempre incontri. Incontri duri, aridi, spinosi, fecondi... ma pur sempre incontri. Chi tra i due avrà l'ultima parola? Sarà la vita a dirlo, perché sarà sufficiente che una mano estranea sposti il sasso per dare a quel seme schiacciato la possibilità della rinascita. E sarà sufficiente che le mani del padrone del campo strappino via i rovi dagli angoli, magari per raccogliere le more nate spontaneamente perché quei semi possano affondare nel buon terreno sottostante. Mani estranee, mani occasionali, le mani di chi frequenta il campo della nostra vita... Quanta forza nascosta in ogni zolla, e quante possibilità insperate per i semi "sprecati". L'augurio per ciascuno di noi è di "ascoltare" il profumo del campo che Dio ha benedetto, il nostro e quello che vedo oltre il confine, perché in quel profumo si narra la bellezza della Vita divina che fluisce all'uomo, oggi e sempre. buona domenica sr teresa della + o.carm.
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