Férmati sul monte!
1 Re 19,11
Quando Israele uscì dall'Egitto...
1 Re 19,11
Quando Israele uscì dall'Egitto...
L'evento dell'Esodo, chiave per aprire e leggere la storia della salvezza attraverso i fatti prodigiosi di un Dio che si avvicina per instaurare un rapporto personale, dona alla massa informe degli Israeliti il senso della shekinah (presenza) di Dio. Nei momenti drammatici del fallimento di una condizione di schiavitù Dio si rivela come Go'el (redentore), parente prossimo che prende a cuore le sorti dei figli d'Israele, minacciati dal male e dalla morte, rendendosi solidale con loro e diventandone il liberatore, Dio dell'alleanza e del perdono. In questa stessa prospettiva Cristo è il Go'el dell'uomo. Quel Dio che si è messo in cammino ed è sceso a combattere per Israele come uomo di guerra (Es 14,25; 15,3) precederà un giorno lontano i suoi fratelli in Galilea. Quel Nome impronunciabile che ardeva nel roveto si lascerà afferrare dalle labbra degli apostoli che lo chiameranno familiarmente come Maestro vivendo con Lui giorno e notte. Imparando pian piano il linguaggio dei segni, progredendo nella scoperta del volto di Dio, Israele giungerà al Segno vivente: Cristo, il nuovo Mosè. Mosè, salvato per primo dalle acque della morte, chiamato ad essere profeta di Dio, divide le acque per condurre il popolo alla salvezza nella terra promessa ad Abramo verso l'unico Dio. Gesù il Salvatore, Agnello di Dio che porta il peccato degli uomini, immerso nel Giordano, dividerà le acque amare della morte con la sua morte e risurrezione per condurre a salvezza il popolo dei figli di Dio. Israele, liberato dall'Egitto, non diventa schiavo di un nuovo padrone: Dio, ma vive la sua libertà di fare alleanza con Colui che lo ha difeso, di celebrare il culto facendo memoria della presenza del Dio vivente che non abbandona mai il suo popolo. Non esistono in Israele gesti magici che chiamano Dio: Yahweh è sempre il protagonista, è Lui che si fa presente e suscita la lode del popolo, la meraviglia di fronte ai suoi prodigi e all'esperienza del suo amore fedele, fonte di libertà e di gioia. È in quel punto segreto in cui si incontrano la libera gratuità di Dio e la libertà dell'amore dell'uomo che scaturisce l'evidenza interiore della fede. Il cammino dei figli d'Israele: schiavitù, liberazione, apparente assenza di Dio, deserto, alleanza, entrata in Canaan, la fame del cibo che scende dal cielo e l'arsura dell'acqua che esce dalla roccia, "paradigma" del cammino di fede dell'uomo come singolo e come Chiesa, si compie in maniera definitiva nell'oggi della salvezza realizzata da Cristo, definitiva Parola di Dio, "chiave, centro e fine di tutta la storia umana" (GS 10). Israele non crede a Mosè e a Dio per la situazione esasperata con gli egiziani, perché il deserto è duro, perché il tempo passa e la terra sembra allontanarsi… la presenza di Mosè non rassicura quel bisogno di vedere subito i frutti del cammino. Gli esploratori che tornano da Canaan non sono ascoltati, e la prova dei quarant'anni è la conseguenza della incredulità: "Ricordati di tutto il cammino che il Signore tuo Dio ti ha fatto percorrere in questi quarant'anni, per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello che avevi nel cuore" (Dt 8,2), assunta dalla pedagogia divina per la crescita del suo popolo "portato come un uomo porta il proprio figlio per tutto il cammino fatto" (Dt 1,31). L'esperienza dell'esodo per Israele, tanto profonda da segnarlo per sempre, è una confessione di fede che non resta circoscritta a una generazione e a un momento storico, ma raggiunge tutte le generazioni future che accederanno alla fede in Yahweh per invitarle a scoprire la presenza del Dio dell'alleanza. L'esodo che porta Israele attraverso il deserto di Canaan è figura di quell'esodo che conduce nel mistero stesso di Dio: "Avete visto come ho sollevato voi su ali di aquila e vi ho fatto venire fino a me" (Es 19,4). La credibilità degli eventi straordinari non attribuibili ad altri che all'onnipotente Yahweh ha segnato i passi di fede di Israele, salvato dalla grazia per essere popolo di Dio, in un cammino di fedeltà all'alleanza che ha fatto di lui un popolo santo, popolo libero in ascolto (Dt 6,3), capace di offrire al mondo Gesù, venuto per "spiegare i segreti di Dio" (DV 4)… sr teresa della + ocarm.