L'esperienza dell'essere discepoli è un'esperienza speciale. Non hai più timore di commettere colpe, perchè hai attorno fratelli che si interessano a te e con amore e pazienza ti aiutano a vedere e a comprendere quale sentiero di santità percorrere. Non sei solo... Quella solitudine esistenziale che per molti è motivo di angoscia sparisce quando si condivide lo stesso pane interiore. Ma perché questo avvenga è necessario aprire in sé delle porte di accoglienza. La chiave dell'ascolto è quella che consente di crescere come comunità, tra due, in due o tre, in quattro o cinque, in assemblea... E quand'anche si fosse ancora pagani e pubblicani, non verrebbe meno l'attenzione della comunità perché la parola dell'annuncio risuonerebbe ancora ai nostri orecchi... Legare e sciogliere: non è facoltativo per chi ha incontrato Cristo interessarsi dell'altro, è una esigenza insopprimibile, perché l'altro ti appartiene. Quando chiami Dio con il nome di Padre e hai negli occhi il Suo volto, non puoi non riconoscere nei tratti degli uomini i figli della Sua misericordia, i tuoi fratelli. Se l'altro costituisce per te una minaccia o resta sempre e comunque un estraneo, se non senti il bisogno di incontrarlo e di condividere con lui la tua vita, forse preghi un Dio tutto tuo, non il Padre del Signore nostro Gesù Cristo!
Che sia una domenica di conversione per tutti noi... sr teresa della + o.carm.