Férmati sul monte!
1 Re 19,11
Pakistan, più di 30mila morti. Via libera agli aiuti dall'India. Una catastrofe che ha fatto mettere da parte la storica rivalità con il governo di Nuova Dehli.
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Pakistan, più di 30mila morti. Via libera agli aiuti dall'India. Una catastrofe che ha fatto mettere da parte la storica rivalità con il governo di Nuova Dehli.
Di fronte a certi avvenimenti si resta senza parole. Un muto e sottile perché attraversa la mente di tutti, e i più passano inerti di fronte a tanta tragedia umana, pensando magari di essersela scampata ancora una volta, e questo già è di conforto! Le cifre sono innominabili e il cuore si chiude di fronte a parole dei cronisti del tipo: Come hanno rivelato questa mattina sia l'Unicef che fonti del governo di Islamabad, a restare uccise sono state tra le 30mila e le 40mila persone, metà delle quali sarebbero bambini. La fascia d'età più colpita è quella dei bambini e degli adolescenti, che da soli costituiscono la metà del totale delle vittime: "Un'intera generazione è stata cancellata", hanno detto i dirigenti locali dell'Unicef. Una catastrofe dalle dimensioni tali da aver convinto il Pakistan ad accettare gli aiuti annunciati dall'India. Davvero i pensieri si spengono, affranti da angoscia e trepidazione per un oggi che si fa sempre più precario e un domani che si prevede, comunque vada, instabile... È interessante notare che siano necessari dolori di così vasta estensione per mettere da parte le rivalità storico-politiche degli uomini! Quanto peso portano con sé le ostilità vicendevoli... E in fondo è naturale riaccostarsi quando la sicurezza e l'autosufficienza personale viene meno. Nel bisogno gli uomini si ritrovano accanto e forse per la prima volta sono capaci di uscire dal ruolo di un passato spietato che continua a tracciare solchi di divisione e di sventura. La prossimità è una grande risorsa; se ognuno di noi riuscisse a scegliere ogni giorno di spostare la propria posizione di ragione e di sicurezza di cinque centimentri verso l'altro, le distanze dell'indifferenza si accorcerebbero e la prossimità con l'altro diventerebbe la chiave di apertura al Mistero di Dio e una invocazione sincera di protezione paterna dall'Alto. Si può pensare che bambini e adolescenti di una generazione intera non siano più? E allora chiediamoci, perchè queste morti non siano invano: Cosa noi offriamo ai bambini e adolescenti che abbiamo tra i piedi troppo spesso indisponenti e provocanti? Perché non provare a raccogliere le provocazioni dei più piccoli? Forse hanno qualcosa da dire alla nostra presunta saggezza, fatta di esperienze. Quali esperienze? A volte - siamo sinceri - possiamo vantare una grande esperienza di crescita umana ma non è detto che il nostro percorso sia stato esente da peccati e da errori. Abbiamo dimenticato le nostre trepidazioni e silenzi, contestazioni più o meno manifeste e pretese di autonomia? Se proviamo a ripensarle, ci accorgeremo di quanto ascolto abbiamo da dare a bambini e adolescenti, perché non debba arrivare un terremoto a scioglierci l'anima e a farci sentire il rimpianto del non fatto. Ben venga oggi da parte nostra la prossimità all'uscio del cuore altrui per avvertire il palpito del cuore di Dio. sr teresa della + o.carm.