Férmati sul monte!
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"Missione: Pane spezzato per la vita del mondo"
(messaggio del Santo Padre Giovanni Paolo II per la giornata missionaria mondiale 2005)
In data 22 febbraio, festa della Cattedra di San Pietro, il Papa Giovanni Paolo II aveva firmato l’annuale Messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale, stabilendo che esso venisse reso pubblico in tempo utile per consentire agli episcopati di diffonderlo per un'adeguata preparazione della celebrazione di ottobre (quarta domenica del mese).
Fa un certo effetto ascoltare le parole di questo grande "padre" dell'umanità. La sua presenza è nel cuore di tutti e le sue parole, insieme al timbro della sua voce, continuano a risuonare dentro di noi come fossero carezze di incoraggiamento. Egli ci scrive che la Giornata Missionaria Mondiale, in quest’anno dedicato all’Eucaristia, ci aiuta a meglio comprendere il senso “eucaristico” della nostra esistenza e in modo sacramentale prefigura il momento in cui tutti potremo rivolgerci a Dio chiamandolo: Padre nostro... È l’Eucaristia che ci spinge ad essere “pane spezzato per la vita del mondo”.
Il mondo, fasciato di tenebre, scosso da drammatici eventi e sconvolto da catastrofici disastri naturali, non manca di ricevere il Pane della Vita: Gesù, ora come allora, proprio nell'ora del tradimento, offre se stesso sotto il segno sacramentale del suo amore per tutti, pane del cielo che, donando la vita eterna, apre il cuore degli uomini a una grande speranza e nei secoli continua ad essere segno della sua compassione verso l’umanità povera e sofferente. Recare a tutti il “pane” della salvezza: questo compito ci anima ad aprire sentieri inesplorati, con la consapevolezza che, uniti a Cristo, centro non solo della storia della Chiesa, ma anche della storia dell’umanità, potremo rispondere alle attese più intime del cuore umano. Gesù: è l'unico che può spegnere la fame di amore e la sete di giustizia degli uomini; solo Lui rende possibile una vita che non tramonti. L'amore appassionato per Lui porta al coraggioso annuncio, offerta di amore a Dio e ai fratelli. Saranno l’amore vicendevole e, in particolare, la sollecitudine per chi è nel bisogno i nostri segni di riconoscimento come discepoli di Cristo. Qui è il criterio in base al quale sarà comprovata l’autenticità delle nostre Celebrazioni eucaristiche. Anche oggi Cristo comanda ai suoi discepoli: “Date loro voi stessi da mangiare” (Mt 14,16). Tutti noi cristiani, missionari per vocazione, siamo chiamati con le nostre azioni a far risuonare le parole del Redentore: “Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete” (Gv 6,35), a donarci come pane spezzato per i fratelli, fino al sacrificio della vita, in un atto unico di martirio oppure giorno dopo giorno. La Chiesa ha bisogno di uomini e di donne, che siano disposti a consacrarsi totalmente alla grande causa del Vangelo!
Il mondo, fasciato di tenebre, scosso da drammatici eventi e sconvolto da catastrofici disastri naturali, non manca di ricevere il Pane della Vita: Gesù, ora come allora, proprio nell'ora del tradimento, offre se stesso sotto il segno sacramentale del suo amore per tutti, pane del cielo che, donando la vita eterna, apre il cuore degli uomini a una grande speranza e nei secoli continua ad essere segno della sua compassione verso l’umanità povera e sofferente. Recare a tutti il “pane” della salvezza: questo compito ci anima ad aprire sentieri inesplorati, con la consapevolezza che, uniti a Cristo, centro non solo della storia della Chiesa, ma anche della storia dell’umanità, potremo rispondere alle attese più intime del cuore umano. Gesù: è l'unico che può spegnere la fame di amore e la sete di giustizia degli uomini; solo Lui rende possibile una vita che non tramonti. L'amore appassionato per Lui porta al coraggioso annuncio, offerta di amore a Dio e ai fratelli. Saranno l’amore vicendevole e, in particolare, la sollecitudine per chi è nel bisogno i nostri segni di riconoscimento come discepoli di Cristo. Qui è il criterio in base al quale sarà comprovata l’autenticità delle nostre Celebrazioni eucaristiche. Anche oggi Cristo comanda ai suoi discepoli: “Date loro voi stessi da mangiare” (Mt 14,16). Tutti noi cristiani, missionari per vocazione, siamo chiamati con le nostre azioni a far risuonare le parole del Redentore: “Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete” (Gv 6,35), a donarci come pane spezzato per i fratelli, fino al sacrificio della vita, in un atto unico di martirio oppure giorno dopo giorno. La Chiesa ha bisogno di uomini e di donne, che siano disposti a consacrarsi totalmente alla grande causa del Vangelo!
Vibrante tra le righe la parola di saluto di Giovanni Paolo II, lasciata il 22 febbraio 2005, per noi oggi: A tutti la mia Benedizione! (Giovanni Paolo II) sr teresa della + o.carm.