Férmati sul monte!
1 Re 19,11
Lettera aperta a persona che cerca se stessa, una persona che potrebbe portare il tuo nome
Carissima Lety, ti ho visto nella foto che mi hai inviato insieme ai bimbi della missione. E lì ho visto il tuo cuore. Un cuore in cui l’amore ha posto la sua tenda, la tenda dell’ospitalità. Quell’Assoluto che fa della nostra fragile vita la rupe della sua dimora e conduce la nostra mente a percuotere la roccia del deserto, perché scaturisca acqua alla nostra sete, traspare dalla tua esistenza. Noi, uomini in cammino, a servizio della sua lode preghiamo perché la povertà del nostro sentire ci copra come manto nel buio della notte e apra il cuore ad attendere l’ eco del Silenzio finché l’alba, avvolgendoci della luce del nuovo mattino, ci porti, con le ceneri consumate del fuoco dei pastori dell’Infinito che hanno per noi vegliato accanto al divino Maestro,il sapore della santa memoria. Ricordi quella parola del vangelo? “Il tempo è compiuto. Seguitemi. Vi farò pescatori di uomini”. Quel tempo che l’uomo non riesce ad afferrare e a possedere, quando si compie nella vita di una persona, chiede un cambiamento di rotta. Il tempo del mare, di reti che pescano altrove. L’uomo è chiamato a non lasciare nulla di ciò che è. La sua identità rimane, cambia semplicemente l’oggetto del suo agire. Non più pesci, ma uomini. Non più un rapporto di avere con creature inferiori, ma un rapporto alla pari con creature della stessa dignità. Nuove reti da riassettare, le reti di una pesca più faticosa: sono le reti di una parola nuova gettata nel cuore degli uomini durante la notte del dolore e del non senso. Quell'invito come una chiave ti aprirà a nuovi orizzonti: Seguimi. Non si va da soli in questa nuova avventura. I legami non si rompono. I fratelli diventano più fratelli, condivideranno ancora l’esistenza amara del guadagnarsi il pane, non più cercando per sé ma donando ad altri. Il mare, simbolo di tutto ciò che non si può controllare, è lì con il movimento familiare e tranquillo delle acque che si infrangono a dire il suo: Andate. Gesù, un uomo tra i tanti è quel Dio che si accosta sulle rive del mare, un Dio che passa nella vita umana. Un Dio che vede con occhi di uomo, un Dio che parla con forza nuova: Seguitemi. E quegli uomini che erano pescatori, subito lasciano e vanno. Vanno a pescare in altro mare, il mare della terra ferma, il mare dei villaggi, il mare del tempio, il mare delle strade. Vanno al richiamo di uno sguardo che chiama, uno sguardo capace di convincere a lasciare tutto, non solo la barca, il mare, le reti, ma anche il padre, la propria storia, i propri affetti, l’origine del proprio esistere. Amici che di sera si affidavano alle onde del mare di Galilea lasciano il loro angolo di sicurezza per mari lontani. È un’amicizia antica che parte, senza sapere ancora per dove, ma con in cuore il calore di una voce e di uno sguardo: Seguitemi. E tu la seguirai, sorellina mia, sulle rive del tuo mare, della tua sofferenza che accoglie tutto il mondo in sé e delle tue speranze che faranno di te un prodigio. Il Signore ha un progetto di grazia per te. Aspetterò tue notizie, se ti va… Intanto buon Avvento! sr teresa della + o.carm.
1 Re 19,11
Lettera aperta a persona che cerca se stessa, una persona che potrebbe portare il tuo nome
Carissima Lety, ti ho visto nella foto che mi hai inviato insieme ai bimbi della missione. E lì ho visto il tuo cuore. Un cuore in cui l’amore ha posto la sua tenda, la tenda dell’ospitalità. Quell’Assoluto che fa della nostra fragile vita la rupe della sua dimora e conduce la nostra mente a percuotere la roccia del deserto, perché scaturisca acqua alla nostra sete, traspare dalla tua esistenza. Noi, uomini in cammino, a servizio della sua lode preghiamo perché la povertà del nostro sentire ci copra come manto nel buio della notte e apra il cuore ad attendere l’ eco del Silenzio finché l’alba, avvolgendoci della luce del nuovo mattino, ci porti, con le ceneri consumate del fuoco dei pastori dell’Infinito che hanno per noi vegliato accanto al divino Maestro,il sapore della santa memoria. Ricordi quella parola del vangelo? “Il tempo è compiuto. Seguitemi. Vi farò pescatori di uomini”. Quel tempo che l’uomo non riesce ad afferrare e a possedere, quando si compie nella vita di una persona, chiede un cambiamento di rotta. Il tempo del mare, di reti che pescano altrove. L’uomo è chiamato a non lasciare nulla di ciò che è. La sua identità rimane, cambia semplicemente l’oggetto del suo agire. Non più pesci, ma uomini. Non più un rapporto di avere con creature inferiori, ma un rapporto alla pari con creature della stessa dignità. Nuove reti da riassettare, le reti di una pesca più faticosa: sono le reti di una parola nuova gettata nel cuore degli uomini durante la notte del dolore e del non senso. Quell'invito come una chiave ti aprirà a nuovi orizzonti: Seguimi. Non si va da soli in questa nuova avventura. I legami non si rompono. I fratelli diventano più fratelli, condivideranno ancora l’esistenza amara del guadagnarsi il pane, non più cercando per sé ma donando ad altri. Il mare, simbolo di tutto ciò che non si può controllare, è lì con il movimento familiare e tranquillo delle acque che si infrangono a dire il suo: Andate. Gesù, un uomo tra i tanti è quel Dio che si accosta sulle rive del mare, un Dio che passa nella vita umana. Un Dio che vede con occhi di uomo, un Dio che parla con forza nuova: Seguitemi. E quegli uomini che erano pescatori, subito lasciano e vanno. Vanno a pescare in altro mare, il mare della terra ferma, il mare dei villaggi, il mare del tempio, il mare delle strade. Vanno al richiamo di uno sguardo che chiama, uno sguardo capace di convincere a lasciare tutto, non solo la barca, il mare, le reti, ma anche il padre, la propria storia, i propri affetti, l’origine del proprio esistere. Amici che di sera si affidavano alle onde del mare di Galilea lasciano il loro angolo di sicurezza per mari lontani. È un’amicizia antica che parte, senza sapere ancora per dove, ma con in cuore il calore di una voce e di uno sguardo: Seguitemi. E tu la seguirai, sorellina mia, sulle rive del tuo mare, della tua sofferenza che accoglie tutto il mondo in sé e delle tue speranze che faranno di te un prodigio. Il Signore ha un progetto di grazia per te. Aspetterò tue notizie, se ti va… Intanto buon Avvento! sr teresa della + o.carm.