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Fermati sul monte n. 65   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #181 di 415 |

Férmati sul monte!
1 Re 19,11


«Ciascuno è responsabile della propria vita davanti a Dio che gliel’ha donata. È lui che ne rimane il sovrano padrone. Noi siamo tenuti a riceverla con riconoscenza e a preservarla per il suo onore e per la salvezza delle nostre anime. Siamo gli amministratori, non i proprietari della vita che Dio ci ha affidato. Non ne disponiamo» (CCC 2280)

L'avvicinarsi del Natale porta a riflettere sul senso della vita che nasce e su quanta responsabilità ci sia per tutti nell'aprire o chiudere le porte alla vita. L’uomo non è proprietario del suo corpo tanto da poterne disporre a piacimento. Il corpo non è mai oggetto. Con le sue parti più espressive delle potenzialità umane, il corpo è sempre soggetto; in tal senso la persona è inviolabile nella sua interezza. Con la sua capacità procreativa l’uomo vive la sua più alta responsabilità rispetto al mondo; da lui dipende la generazione di vite umane, ecco perché ogni manomissione a riguardo è un grave abuso. L’efficientismo moderno, contribuendo a diffondere la convinzione che tutto ciò che tecnicamente è possibile compiere è per ciò stesso moralmente ammissibile, ha creato confusione circa ciò che è bene per l’uomo e i modi per realizzarlo. Giovanni Paolo afferma: «Non ha ragion d’essere quella sorta di mentalità rinunciataria che porta a ritenere che le leggi contrarie al diritto alla vita - le leggi che legalizzano l’aborto, l’eutanasia, la sterilizzazione e la pianificazione delle nascite con metodi contrari alla vita e alla dignità del matrimonio - presentino una loro ineluttabilità e siano ormai quasi una necessità sociale. Al contrario, esse costituiscono un germe di corruzione della società e dei suoi fondamenti. La coscienza civile e morale non può accettare questa falsa ineluttabilità, così come non accetta l’idea della ineluttabilità delle guerre o degli estremi inter-etnici». Secondo il progetto originario: uomo-donna, l’amore, elemento costitutivo dell’esistere, diventa fecondo nel reciproco consegnarsi. Se la somiglianza con Dio passa al mondo attraverso la generazione umana della coppia, manipolare la fecondità equivale a uccidere la propria immagine: infrangendo la fecondità creativa infatti l’uomo non potrà conoscere altro che il baratro dell’annullamento di sé e della dispersione perché il volto della sua continuità non sarà più. Calpestata nella sua dignità, l’istituzione familiare perderà la sua stabilità. Il rapporto di coppia è incomprensibile al di fuori di quella logica del dono che è il fondamento della gratuità. L’esperienza della gratuità sta alla base di ogni autentica esperienza di amore. Quella iniziale infinita distanza tra i due all’improvviso viene colmata, quasi che l’amore sia una sorta di ponte gettato sull’abisso. Il passaggio dalla lontananza alla vicinanza non chiede altro che la sorpresa per essere diventati oggetto di amore. Come ha scritto Martin Buber: «Il tu mi incontra per grazia: non si trova nella ricerca». In passato la trasmissione della vita rappresentava un dovere e insieme una conseguenza, necessaria e inevitabile, dell’atto sessuale. Il centro della paternità e della maternità non stava nella scelta della coppia. Nella società scientifica e secolarizzata che ha penetrato a fondo le regole e i ritmi della fecondità, il figlio non è più una benedizione che scende misteriosamente dall’alto, ma il frutto, almeno teoricamente, di una scelta lucida e razionale. Questa presa di coscienza sulla procreazione che ha portato a un’etica del calcolo e del programmato, potrà consentire comunque di recuperare la dimensione del dono nella logica della gratuità, se la consapevolezza del momento procreativo porterà allo stupore e al rendimento di grazie per essere collaboratori di Dio nel portare vita nuova nel mondo.   sr teresa della +  o.carm.


           


Mar 13 Dic 2005 7:45 am

teresadellac...
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Inoltra Messaggio #181 di 415 |
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Férmati sul monte! 1 Re 19,11 «Ciascuno è responsabile della propria vita davanti a Dio che gliel'ha donata. È lui che ne rimane il sovrano padrone. Noi...
suorteresa
teresadellac...
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13 Dic 2005
7:58 am
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