|
Férmati sul monte! 1 Re 19,11
Tempo di preparazione al matrimonio: opportunità privilegiata per una forte esperienza cristiana
Le indicazioni pastorali, da rintracciare nella Parola di Dio e nel Magistero della Chiesa, ribadiscono che il matrimonio è per gli sposi cristiani una risposta alla vocazione ricevuta da Dio e l’accettazione di una missione, quella di essere segno dell’amore di Dio per tutti i membri della famiglia umana, in quanto partecipazione dell’alleanza definitiva di Cristo con la Chiesa. È un compito più che nobile! Gli sposi diventano cooperatori del Creatore e del Salvatore nel dono dell’amore e della vita. La preparazione al matrimonio cristiano insomma non può che presentarsi come itinerario di fede, che inizia prima delle nozze e continuerà poi in tutta la vita familiare. È una prospettiva a lungo sfondo. Il matrimonio infatti non è l’atto in sé, ma la condizione permanente di vita che inaugura. Il tempo della preparazione a questa vuole semplicemente essere un’opportunità privilegiata, come dice la Familiaris Consortio, «perché i fidanzati riscoprano e approfondiscano la fede ricevuta col Battesimo e nutrita con l’educazione cristiana. In tal modo riconoscono e liberamente accolgono la vocazione a vivere la sequela di Cristo e il servizio del Regno di Dio nello stato matrimoniale» e anche un tempo di accoglienza di doni speciali da parte di Dio. Nel De benedictionibus ai nn. 195-214 si rammentano i segni di questo impegno. L’anello, lo scambio reciproco di doni vogliono evidenziare lo spessore umano del fidanzamento, riscattandolo da ogni approccio banale. La spiritualità personale e interpersonale tipica di questo tempo di attesa può essere turbata da un uso irresponsabile della sessualità che non giova alla maturazione dell’amore sponsale. Le influenze delle rispettive famiglie, della società, il tipo di vicinanza da parte della comunità ecclesiale incidono molto in questa fase ancora “acerba” del camminare insieme verso una stesso obiettivo. La solidità della formazione permetterà di vivere in ordine al matrimonio, attingendo dalla ricchezza di questo sacramento in cui i ministri sono gli sposi. E in tal senso non importa tanto la durata del fidanzamento che il più delle volte per motivi di natura concreta come lavoro e sistemazione della casa si prolunga eccessivamente, quanto lo spazio formativo adeguato per una esperienza di vita cristiana. Sono già operative forme di catechesi e di educazione per gli adolescenti sui vari tipi di vocazione e sull’amore cristiano, come anche gli itinerari per i fidanzati, ma senza dubbio è necessario renderle più efficaci, affiancando loro ad esempio coppie di sposi più maturi nella fede perché il clima che i giovani respirano sia spiritualmente e culturalmente idoneo. (continua)
sr teresa della + o.carm.
|