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Férmati sul monte!
1 Re 19,11 Verso il sacramento del matrimonio: un itinerario a tappe La preparazione al matrimonio va a iscriversi in quel progetto di evangelizzazione che è orientato a far penetrare lo spirito cristiano nelle menti e nei comportamenti, nelle leggi e nelle strutture della comunità dove i cristiani vivono (cfr CCC 2105) in quanto, implicitamente o esplicitamente, ne costituisce un aspetto. Lo ricorda Giovanni Paolo II quando dice che la famiglia è il cuore della nuova evangelizzazione. [1] La vita umana è un dono ricevuto che richiede di essere a sua volta donato: è possibile pensare che questo principio riguardi in modo particolare i coniugi chiamati ad essere trasmettitori della vita (cfr EV 92) nella certezza che il generare è un evento privilegiato di vita. Più una famiglia vive l’altezza della sua chiamata, più la società viene benedetta, colmata di beni come la solidarietà, il rispetto, la giustizia e il perdono nei rapporti personali e collettivi. E d’altro canto la famiglia riceve il suo riconoscimento dalla società. Nella linea della continuità si può facilmente pensare a costituire una Commissione deputata alla formazione nel tempo di preparazione al matrimonio, composta da persone che già vivono questi valori, da gruppi di famiglie che testimoniano la gioia di essere comunità vivaci e da quanti hanno competenza in merito, non solo nell’area spirituale, ma anche in quella fisiologica e psicologica. Sulla base di quanto afferma l’Esortazione Apostolica Familiaris Consortio nella preparazione al matrimonio si distinguono tre tappe fondamentali: remota, prossima e immediata. Pur non essendo rigidamente definite, queste fasi non seguono come criterio di assegnazione l’età né si può definire la durata di ogni momento. Ogni coppia fa un suo cammino, unico e irripetibile, modulato sui due soggetti. Le fasi sono dei percorsi di lavoro. Preparazione remota. È il tempo della crescita della persona nell’ambito familiare: va dall’infanzia all’adolescenza e vede come spazi esistenziali la famiglia, la scuola, i gruppi educativi. È un tempo determinante per la vita della persona in quanto agli albori della maturazione viene trasmessa la stima per la vita, per l’uomo, e si gettano le basi dei rapporti interpersonali e sociali. In questa fase si forma tutta la persona: carattere, capacità di dominio e di autostima, uso delle facoltà spirituali secondo obiettivi a breve o lungo termine, rispetto per la diversità del genere complementare. Se le figure che ruotano intorno alla persona in crescita posseggono una formazione spirituale e catechetica valida, non ci saranno problemi per le fasi successive (cfr FC 66). La testimonianza di una calda umanità, i messaggi corporei: verbali e gestuali, i principi in base ai quali muovere il pensiero e il sentire restano la modalità più efficace di una trasmissione di fede che non sia puramente concettuale, bensì esistenziale. Il “vocabolario” abituale dell’amore chiesto e donato che la persona apprende sarà il punto di riferimento principale delle sue esperienze affettive. In questa fase il soggetto può apprendere -perché lo sperimenta- cosa sia l’amore. (continua)
sr teresa della + o.carm. | |||
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