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Férmati sul monte! 1 Re 19,11
Tenete accese le vostre lampade... le lampade della buona notizia...: Cristo è risorto!
L’uomo che raggiunge la perfezione è bello. Egli armonizza attivamente il principio naturale con quello divino, partecipando del mondo eterno che è pienezza di bene, di verità e di bellezza. È bello, perché è “uno”, “insieme”, “trasfigurato”. Amore e bellezza appartengono all’ambito dell’esistenza trasfigurata: la materia diventa trasparenza, splendore del vero, e può manifestare la presenza dell’immateriale, una bellezza che palpita di vita, una lampada accesa! Luce-tenebre. Tutti noi abbiamo dentro delle cose belle, ma se le tratteniamo solo per noi si spengono. Se le doniamo, si espandono. Ciò che rende bello tutto in noi infatti è la luce di Dio. E noi siamo un carbone-diamante... Il diamante è ricoperto da una ruvida scorza, da una patina nera straordinariamente dura. Per il suo aspetto questo diamante non è diverso da un semplice sasso. Solo un vero maestro della sua arte riconosce che quello è un diamante. Con il passare di mesi e perfino di anni, il tagliatore toglie dalla pietra l’involucro esterno, la smeriglia e allora appare il nucleo interno, trasparente come una goccia di rugiada che si infiamma e gioca alla luce del sole con tutti i colori dell’arcobaleno. Anche l’uomo è così: all’esterno fangoso, all’interno meraviglioso. Il carbone e il diamante hanno la stessa realtà chimica, una diversa struttura fisica. A causa di questa diversità, il carbone pieno di contraddittorietà interna, non lascia passare la luce, ma piuttosto la mangia, la divora, la uccide e rimane nero. Il diamante lascia che la luce entri e in lui risplenda: il carbone diventa di una indescrivibile bellezza e splendore. Discriminante è quindi l’accoglienza della luce. È il contatto con lo spirito che rende la materia malleabile e arrendevole, capace di lasciar trasparire la luminosità della bellezza. Una bellezza che esprime pienamente l’essere come pienezza di amore, unità raggiunta, desiderabile e visibile. L’amore è artista, una sfida “estetica” nell’umanità: l’uomo tende alla perfezione in quanto riconcilia e unisce in sé materia e spirito nella perfezione della relazione. Non si può far diminuire l’amore a causa dell’opacità della materia. È qui la sfida per i cristiani, chiamati ad essere luce del mondo. L’uomo, pieno di contraddittorietà interna, non lascia passare la luce, ma la “annulla”, come il carbone, imprigionandola fino a renderla inefficace. Quando si risolvono le contraddittorietà interne, la luce si espande in tutto il suo splendore. Lampada ai miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino. Luce della nostra lampada è Cristo Parola. Ogni angolo della Scrittura mi chiama a piantare le tende e a nutrirmi di eternità. Quanto abito le pagine della Bibbia? Quanto faccio della risurrezione di Gesù l’unica lieta notizia da portare ai miei fratelli? Tenete accese… Perché la mia lampada brilli della luce di Cristo i miei pensieri brillino di pace, i miei sentimenti di bontà, i miei desideri e progetti tendano a realizzare la volontà di Dio sempre. I miei pensieri da dove attingono vita? I miei sentimenti da dove scaturiscono? I miei desideri e progetti a quale meta tendono? … le vostre lampade. È mia la lampada, di nessun altro. La luce di Cristo prende forma umana nella mia umanità e filtra da me ad altri in base alla trasparenza del mio esistere. Se vivo secondo valori terreni, la mia lampada si riduce a fango impastato e la luce non passa. Se vivo secondo valori eterni, la mia lampada insufflata dallo Spirito di Dio lascia espandere la luce. … E io secondo quali valori vivo? sr teresa della + o.carm.
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teresadellac...
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