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Férmati sul monte!
1 Re 19,11 Regina dei cieli, rallegrati!... Cristo è risorto come aveva promesso… L’ora della gloria, fulcro della manifestazione al mondo del Verbo fatto carne (Gv 1,14), vede sempre presente Maria, unita profondamente al Figlio suo. Nel vangelo di Giovanni la vediamo presentata come la madre di Gesù (Gv 2,1.3.5.12), come la donna della fede che anticipa l’ora (Gv 2,1-13), quando giunge l’ora come la madre del discepolo amato (Gv 19, 25-27). Considerando che nel linguaggio biblico-giudaico il popolo eletto è rappresentato spesso sotto l’immagine di una donna, si può intuire il perché Gesù, rivolgendosi alla madre, usi il termine “donna”, inconsueto tra madre e figlio. Come “donna” Maria sintetizza l’antico Israele giunto ormai ai tempi della sua redenzione definitiva (Gv 2,4), e in quanto “madre di Gesù” (Gv 2,1.3.5.12) rappresenta l’inizio della Chiesa che conta già i primi suoi membri nei discepoli presenti al banchetto. È sintomatico il fatto che Giovanni ponga sulle labbra della Vergine lo stesso contenuto delle parole che il popolo d’Israele pronunciò al Sinai: “Quanto il Signore ha detto, noi lo faremo” (Es 19,8; 24,3.7). “Quanto egli vi dirà, fatelo” (Gv 2,5b). abbiamo qui una identificazione, sia pure indiretta e allusiva, tra la comunità d’Israele e la madre di Gesù. Scrive a proposito Gerhoh di Reichersberg († 1169): «La vergine Maria è il compimento della sinagoga, lei, la figlia più eletta dei patriarchi; dopo il Figlio, è l’inizio della Chiesa, lei, madre degli apostoli». La prospettiva kerygmatica e teologica, necessaria quando si parla di Maria, non elimina la consistenza storica. Pur essendo chiamata e santificata gratuitamente da Dio, ha risposto con libero e cosciente consenso con tutte le sue capacità umane e ha vissuto la propria missione di madre del Salvatore e socia del Redentore nella spiritualità di una vera serva del Signore, camminando e progredendo, come tutte le creature, nell’oscurità della fede, nel calore dell’amore, nell’attesa e nel conforto della speranza, assumendo sempre negli avvenimenti della propria vita dell’opera della salvezza un atteggiamento obbedienziale alla volontà di Dio. In questa spiritualità della serva del Signore è tutta la grandezza umana, morale e religiosa della sua maternità divina e della sua cooperazione all’opera redentiva del Cristo. sr teresa della + o.carm. | |||
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