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Férmati sul monte!
1 Re 19,11 Maria e la Chiesa: un'unica madre del Corpo di Cristo
La maternità di Dio nell’ordine della grazia (cfr LG 61) dice la sua cooperazione alla redenzione, la partecipazione al sacrificio della croce quale “protagonista” insieme al Figlio. Maria è redenta, salvata dai meriti di Cristo, ma questa salvezza ricevuta la immette negli spazi dell’alleanza come la donna, uscita dal costato del Redentore. Nel sonno di Adamo Dio trasse da lui la donna, carne della sua carne, nel sonno della morte di Cristo Maria, la prima redenta, è la donna capace di generare vita nuova, Giovanni ne è esempio. «Maria rimane la donna quale è stata voluta dal piano divino, secondo la pienezza della sua nobiltà. Così in Maria si chiariscono le risposte al problema del posto della donna nella comunità cristiana. In lei la rivelazione ci mostra la donna chiamata a collaborare alla più grande impresa di tutti i tempi: la salvezza dell’umanità; e questo non solo con la sua maternità, ma con le sue intime disposizioni. È significativo che nelle due parole rivolte da Gesù a sua madre nel corso della vita pubblica e riportate dal vangelo essa sia chiamata donna (Gv 2,4; 19,26). In Maria il salvatore ha riconosciuto la donna in tutto il suo valore e invita i suoi discepoli a fare la stessa scoperta» (J. Galot). Riassumendo possiamo affermare che Maria è stata associata a un titolo assolutamente unico all’opera del Redentore, predestinata fin dall’eternità ad essere nel disegno d’incarnazione del Verbo madre di Dio, madre di quel Go’el di Israele che mai ha smesso di prendersi pensiero per il genere umano (cfr Es 2,25). Umile ancella del Signore, ha concepito Cristo, lo ha generato e nutrito, lo ha presentato al Padre nel tempio, ha sofferto con lui, morente in croce: con la sua cooperazione tutta speciale, sostenuta dall’obbedienza, illuminata dalla fede, motivata dalla speranza e tenuta accesa da ardente carità, non cessa di restaurare la vita soprannaturale delle anime... Oggi la Chiesa esercita il ruolo di Maria. La tipologia della maternità infatti tra Maria e la Chiesa è esemplare: non semplice figura e realtà, ma due realtà implicate l’una nell’altra. Maria è diventata per noi madre nell’ordine della grazia (cfr LG 61) e nella Chiesa santa occupa, dopo Cristo, il posto più alto e il più vicino a noi (LG 54). Presentando Maria come principio e compimento della comunità credente, la Chiesa intende offrire ai suoi figli uno specchio nel quale poter vedere già definitivamente compiuto ciò cui essi anelano. Tutta l’esistenza di Maria è specchio di corrispondenza piena. E la partecipazione alla gloria del Figlio, come ogni altro suo “privilegio”, altro non è che la risposta sovrabbondante con cui Dio fa eco alla risposta piena, totale, radicale della sua creatura, Maria. Se è straordinaria la risposta di una così piccola creatura, è straordinario anche il compiacimento di Dio per lei.
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