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Férmati sul monte!
1 Re 19,11
Lo riconoscerai quando sentirai ardere il tuo cuore...
Si è concluso il tempo pasquale e sembra che tutto sia compiuto... è vero, ma questo compiuto in Cristo attende di compiersi in noi! Proveremo a riflettere insieme sul senso pasquale del tempo ordinario che abbiamo ripreso a vivere, per aiutarci a vivere sul serio il quotidiano andare nei sentieri del tempo per incontrare il Risorto nel cuore della nostra debolezza… Non siamo perfetti, ma la grazia di Dio ci fa nuovi ogni giorno. È la vita insieme che fa apparire i limiti e le debolezze di ciascuno, che fa venire alla luce i lati tenebrosi dell'esistenza. Chi vive a sé, chi si isola, chi cerca di nascondersi per paura di essere visto nella sua debolezza, nasconde anche inevitabilmente i suoi doni, la grazia che opera in lui e, cosa ancor più tragica, la nasconde ai propri occhi. L'altalena dell'entusiasmo e della delusione di fronte a chi vive con noi nel lento scorrere degli anni costruisce il nostro volto interiore e permette di accogliere la fragilità di ognuno come anche la grandezza quando si è completamente aperti e disponibile ad amare e a lasciarsi amare. La debolezza che si svela contiene la forza di Dio. È vero che Dio rimette i peccati, ma è pur vero che il suo perdono lo si vede soltanto attraverso i fratelli. Il ritrovarsi ogni giorno con lo stesso volto davanti e tutto il bagaglio della memoria di fatti, parole, sensazioni, richiede eroismo. Qui deve emergere la qualità della vita cristiana perché la normale convivenza non sia campo di salto agli ostacoli, ma occasione di manifestare l'amore autentico, capace di morire per risorgere nella vita dell'altro. È nella concretezza del quotidiano che è possibile fare esperienza del dinamismo della risurrezione, operando il faticoso passaggio dall'"io" al "noi", da gli altri per me" a "io per gli altri". Il Risorto lo si incontra lì dove si aprono le piaghe dell'incredulità e dell'indifferenza, del ritrovarsi quasi estranei nonostante le ore trascorse insieme. La coscienza del proprio limite libera l'uomo dal pericolo dell'illusione. È un evento dinamico la vita cristiana, costruita non una volta per sempre ma giorno dopo giorno, riscoperta nel perdono e nelle energie della fede. Si tratta di crescere nell'amore fino alla capacità di vedere nell'altro un dono del Signore e quindi a sganciarsi dalla logica della pretesa, del possesso, del giudizio, mali tipici del vivere sotto lo stesso tetto. Assumere l'altro come un fratello anche se è tuo marito o tuo figlio, tua madre o tuo fratello, il tuo ragazzo o la tua amica, richiede un prezzo molto alto: la capacità tremenda di ricominciare, la pazienza senza limiti, il restare vigilanti contro il rischio di raffreddarsi, l'affetto vero verso l'altro, un perdono che dimentica... sr teresa della + o.carm.
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