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Férmati sul monte!
1 Re 19,11
La dignità dell'uomo: Dio scrive il suo poema con la nostra libertà
L'uomo, libero e fragile, aperto all'Assoluto ma tentato dal relativo, interiorizzando i valori eterni in vista di una sempre più ricca risposta personale all'amore del Signore, assume la responsabilità della sua vita mediante scelte libere e consapevoli in risposta all'appello che Dio rivolge a ciascuno. Infatti “Dio non ha voluto creare un museo, ma un universo vivente e libero che si crea o si discrea. Ciascuno è fonte di un potere creatore, fonte di un superamento possibile, capace di mancare alla sua dignità” (R. LATOURELLE, L'uomo e i suoi problemi alla luce di Cristo, Cittadella Ed., Assisi 1995, p. 351). Dice la Gaudium et Spes al n. 19: “La ragione più alta della dignità dell'uomo consiste nella sua vocazione alla comunione con Dio” e l'enciclica Evangelium vitae al n. 19: “Dio dona a ogni uomo la libertà che possiede un'essenziale dimensione relazionale”. L'esperienza dei santi ne è verifica. Dice Josemaria Escrivà: “Nessuna vita umana è isolata, ogni vita si intreccia con altre vite. Nessuna persona è un verso a sé: tutti facciamo parte dello stesso poema divino che Dio scrive con il concorso della nostra libertà”. Il modello di sviluppo di una vita umana così orientata è quello della spirale: ad ogni fase si assorbono le fasi precedenti e si procede verso un più alto livello di integrazione. Un modello che esprime continuità dinamica: gli elementi già integrati vengono di nuovo integrati a livelli via via più alti. È un cammino di fede “intelligente”, di disponibilità interiore che lascia spazio alla vita divina in sé. Nel discorso di apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II dell'11.10.1962 “Gaudet mater Ecclesia” si legge che “la Chiesa agli uomini di oggi non offre ricchezze caduche, non promette una felicità solo terrena, ma partecipa ad essi i beni della grazia divina che, elevando gli uomini alla dignità di figli di Dio sono validissima tutela e aiuto per una vita più umana; apre la fonte della sua vivificante dottrina che permette agli uomini, illuminati dalla luce di Cristo, di ben comprendere quel che essi sono, la loro eccelsa dignità, il loro fine” (cfr DV 3). Dio sollecita e attende la decisione umana. Questa sarà valida e determinante nella misura in cui la volontà, liberandosi dalle difficoltà psicologiche che la impacciano, realizza l'oggetto del suo desiderio profondo maturando le sue scelte concrete di bene nella via del Bene ultimo dell'uomo: Dio. (continua) sr teresa della + o.carm.
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