|
Férmati sul monte!
1 Re 19,11
In ascolto attento della verità
«L’uomo coglie e riconosce gli imperativi della legge divina attraverso la sua coscienza che egli è tenuto a seguire fedelmente in ogni sua attività per raggiungere il suo fine che è Dio» (DH 3) La Chiesa definisce la coscienza: sacrarium hominis (GS 16), sacrario dell'uomo. La coscienza non è un "luogo" sacro, ma un atto di giudizio, l'atto più intimo. Solo con se stesso, ognuno di fronte ad ogni evento sente risuonare la voce di Dio che lo conduce a conoscere la legge fondamentale della vita, quella legge che trova il suo compimento «in Dei et proximi dilectione», nell'amore di Dio e del prossimo. La verità penetra nella mente «suaviter simul ac fortiter» (DH 1), soavemente e al tempo stesso con forza, e, come un seme gettato nei solchi di una terra lavorata, porta frutti di vita. Dalla misteriosa relazione con l'Assoluto, presente in ogni uomo, nasce l'agire come risposta a quella chiamata interiore che fa della persona un essere mai bastante a se stesso, perennemente in dialogo con Colui che lo trascende e da cui ha origine. È incontenibile e sacra l'esigenza di dignità che ogni uomo porta con sé. «Il fermento evangelico suscitò e suscita nel cuore dell’uomo una irrefrenabile esigenza di dignità» (GS 26). Una dignità che trova la sua massima espressione nella capacità di giudizio, nell'essere protagonista della propria vita, persona libera e responsabile che attraverso la fede trova l'equilibrio interiore facendo sua la parola del vangelo,«fonte di ogni verità che salva e di ogni regola morale» (DV 7). sr teresa della + o.carm.
| |||
|
|
