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Férmati sul monte!
1 Re 19,11 Sul desiderio insopprimibile di conoscere la verità e il bene si fonda l'agire dell'uomo. Ma l'uomo è fallibile e i suoi giudizi, condizionati da esperienze personali o pressioni esterne, non sempre sono conformi alla verità di Dio. Il peccato ferisce e certe abitudini, vuote di valori spirituali, affaticano il dialogo profondo che lega l'uomo al suo Creatore fino a che il giudizio interiore si indebolisce. In ogni situazione l'uomo mette in atto la sau capacità di giudizio e opera una scelta, mettendosi in gioco, più o meno consapevolmente. È la collaborazione attiva con la verità di Dio il contesto di crescita della dignità umana. «In manu consilii sui» (GS 17) l'uomo può svincolarsi dalla schiavitù di un cieco arbitrio e seguire il fascino del bene. E come un uomo che cammina al buio procede con cautela per non cadere o sbagliare strada, così quando il giudizio è dubbio, non agisce: si informa, chiede, attende finché si sente certo. Solo allora si muoverà, senza esitare, quando il suo giudizio sarà stato rischiarato dalla parola e dalla vita di Cristo. Una retta capacità di scelta è la meta di un lungo lavoro che trova le sue origini dalla più tenera età. Guai a non far scegliere i bambini! Dai due anni in poi ne sono capaci, piccole scelte ma che sono grandi, perché creano la struttura operativa del pensiero rispetto alla realtà. Qui c'è da rimproverare la maggior parte dei genitori che si sostituiscono abitualmente ai figli nelle più piccole cose: "Metti il giaccone che hai freddo... Mangia che hai fame... è meglio che vai a scuola vicino casa così non devi alzarti presto e viaggiare, dammi retta, vedrai che ti piacerà e mi ringrazierai... Ti ho segnato a palestra, almeno fai qualcosa... Ti ho comprato il computer che avevi visto l'altro giorno, era in offerta... Non saltare
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