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Fermati sul monte!
1 Re 19,11
Gettarsi.... dove?!
Federico: lo ricordo nei suoi tratti melanconici e nel suo sguardo schivo... La prima volta che lo vidi era di spalle, magro, un po' così tra l'inesperienza giovanile e l'anzianità di impegno di chi sta guadagnandosi il pane come può. Le parole tirate una ad una finché una specie di sorriso permette di completare frasi appena accennate... una persona semplice, in attesa di un futuro migliore in cui realizzare se stesso e i propri desideri, i più leciti ad ogni essere umano. Oggi lo ritrovo tra le righe del giornale, schiantato sull'asfalto. Che volo! Tre righe di notizia che sono un pugno nello stomaco, non ho neanche la forza di piangere perché un abisso di angoscia mi sommerge, fitta come la nebbia che non lascia vedere i raggi del sole. Perché? Un vuoto che non si riempirà, un'assenza che potrà a lungo parlare di solitudine amara e di delusioni. Perché un ragazzo trova il coraggio di fare un salto in giù da un palazzo e non trova il coraggio di continuare a vivere? Perché? Non possiamo chiudere il giornale, compiangere la madre, dire una preghiera dopo un pianto sincero di partecipazione... non basta! Quel volto, quel nome, quei passi, quella malinconia sono stampati a fuoco nella mia memoria e mi interpellano! Quanta fatica facciamo ad accorgerci del malessere interiore di chi ci sta accanto... quante parole di speranza negate e quante strette di mano omesse a chi sente di aver poche risorse per superare la battaglia del quotidiano esistere... quanti momenti di sazietà, colpevoli di sterilità, divorano i tentativi ingenui di farsi strada con poco... Può un cerbiatto spaventato sopravvivere nelle vicinanze delle tane dei leoni? Se non muore sbranato, muore di infarto.
In questa settimana: guardati intorno e varca la soglia della solitudine di chi hai sempre tra i piedi, entra nell'intimità dell'altro. Come? parlando di te, di ciò che senti dentro, delle tue paure e delle tue delusioni, delle tue conquiste e dei tuoi obiettivi... per gettare verso l'altro un ponte: invito a comunicarsi a te e a dargli spazio nel tuo cuore, per consentirgli di ricominciare a sperare qualora avesse esaurito le scorte della fiducia. Non temere di scoprirti, tu hai bisogno dello sguardo dell'altro dentro di te. sr teresa della + o.carm.
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