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Fermati sul monte!
1 Re 19,11
Quaresima 2007: impariamo a comunicare tra noi...
Il termine “comunicazione”, obiettivo di ogni relazione interpersonale, è soggetta oggi ad abuso. La parola in sé racchiude dei significati che oltrepassano gli orizzonti di limite come il tempo e lo spazio, orizzonti che tornano a noi come costrittivi. Comunicare, “fare unità con”: è davvero arduo raggiungere questo fine sublime che affonda le radici nella vita di Dio. L’uomo è stato creato capace di dialogare, di entrare in relazione, di darsi all’altro per ricevere da lui la propria immagine. Questo progetto originario continua a tessere capolavori di umanità lì dove le porte sono socchiuse. Fin dall’antichità gli esseri umani hanno tentato di raggiungersi, utilizzando quanto avevano a disposizione, hanno provato a lasciare il loro vissuto come “parola” per altri: disegni, nenie, narrazioni. Il materiale usato: la voce, la memoria, la roccia… Il desiderio di non restare isolati nel guscio del proprio sentire ha spinto la mente umana a inventare strategie di linguaggio per ridurre, fino ad annullarla, ogni forma di spazio e di tempo, perché l’assenza risultasse meno intollerabile. Ecco allora la voce che entra nelle pareti domestiche attraverso la radio, l’immagine con la televisione. Di più: attraverso le cuffie il suono in stereofonia ci entra attraverso i canali uditivi raggiungendo all’istante gli abissi della nostra interiorità fino a scoprire l’oceano inesplorato di vita che ci abita. Incontrare l’altro non è più un problema: si elimina la distanza con il telefono, con il fax, con l’e-mail, e anche il tempo, misurato a centesimi di secondo, lo possiedi quando ti consente di essere in Australia restando sulla tua sedia al pc. Se hai bisogno di conoscere, di cercare, puoi andare in internet e navigare. Simbolica questa parola: navigare. Se si pensa che la vita è una traversata, che l’uomo è in balìa del tempo mentre va sulle acque, allora si può comprendere anche internet. Facilmente paragonabile al mare, ti accoglie per condurti al porto oppure ti scaraventa sugli scogli per le acque in tempesta o ti incaglia nelle basse maree delle isole cercate come approdo di salvezza o ancora, se preferisci, ti lascia alla deriva finché l’iceberg che contemplavi non si rivela per te un impatto di morte. Partendo dalla chiamata originaria dell’uomo a porsi in relazione per conoscere se stesso, insieme in questi quaranta giorni tenteremo di scrutare il mondo complesso del bisogno di comunicare e di comunicarsi reciprocamente, non dimenticando di essere ciascuno nel mondo segno visibile della presenza di un Dio che si intrattiene con gli uomini.
Impegno per la settimana: cercherò di fare silenzio quando l'altro, chiunque sia, mi rivolge la parola per ascoltarlo fino in fondo in ciò che mi vuole dire, facendo attenzione ai pensieri che mi trasmette, agli sguardi, ai gesti... è il primo passo di ogni autentica comunicazione.
buona Quaresima sr teresa della +
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