L'uomo di oggi e di sempre: un infantilismo che fa fatica a morire. Come tutti i bambini che si rispettano, anche noi vorremmo vederci piovere addosso le cose belle che desideriamo, la sorprendente dolcezza di trovarci sommersi di regali, quelli chiesti segretamente per sentirci buoni. L'illusione di pregare un Dio con la bacchetta magica tra le dita non viene meno neanche di fronte alla croce. Tommaso chiede, pretende. E Dio è lì ai suoi ordini, continua a fare quello che da sempre fa: il servo. Ma perché impari ad accogliere una verità fatta carne più che la fantasia da megalomani di un Dio onnipotente, onnipresente, "onnifacente"... che ci trasmetta i suoi poteri perché la vita scorra meglio: tutti guariti, tutti sistemati, tutti allegri. Ah, questa sì che sarebbe vita. E invece nelle nostre profondità abitiamo solchi aperti di crisi, di paure, di fughe, di rivolte. Ci prenda pietà per le nostre ferite che non sono molto diverse da quelle che Tommaso ha toccato nel Corpo del suo e nostro Gesù! una pietà fatta di beatitudine, perché dimorando nella nostra vulnerabilità incontreremo lo sguardo di un Padre che attende e non ha da donarci spettacoli di potenza, ma momenti di eterna consegna.
buona domenica sr teresa della + o.carm.