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Fermati sul monte
1 Re 19,11
I segreti di Dio
Tramite il dolore Dio educa gli uomini perché accolgano, pur non comprendendolo, il progetto di Dio che resta sempre imperscrutabile. L’uomo non ne conosce la via. I segreti di Dio non possono essere spiegati. Esiste una una “razionalità” da mistero (38,2), cioè una spiegazione superiore e totalizzante che è quella di Dio: Essa riesce a collocare in un progetto ciò che per l’uomo sembra invece debordare da ogni progetto. Questo pensiero di Gianfranco Ravasi fa luce su un aspetto fondamentale della fede cristiana: le apparenti non risposte di Dio. Quando ci si aspetterebbe da Dio la risposta ai quesiti posti da Giobbe, la risposta non arriva. Ma un Dio che si nasconde è diverso da un Dio nascosto. Giobbe non ammette che il Dio che gli ha tolto tutto sia un Dio nascosto e che a ciò si debba rassegnare, ma fa esperienza del Dio che si nasconde e lo supplica di mostrarsi di nuovo. E le ultime parole del libro affermano che Dio per Giobbe non rimane il Dio nascosto, le parole della sorpresa dell'incontro autentico con Lui: “…ora i miei occhi ti hanno veduto!”. Dio non è impotente di fronte a nulla. Quindi se il male, imputabile alla costitutiva fragilità della condizione umana, sussiste significa che rientra comunque in un piano di salvezza. «Qui sta il punto decisivo. Giobbe, che ostinatamente si è rifiutato di accettare la facile soluzione propostagli dai suoi amici con la loro teologia tradizionale, ora si abbandona al Signore. Non ha ricevuto una ‘spiegazione’ sulla sofferenza toccata a lui né ha rinunciato a proclamarsi innocente. Giobbe non confessa alcun peccato, nemmeno quando dice: “Mi pento”; egli semplicemente si consegna al Signore, a quel mistero che lo supera di gran lunga. Egli sceglie di esserne partecipe fino in fondo nella fiducia di una Sapienza capace di ricondurre tutto al bene.
sr teresa della + o.carm.
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