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Fermati sul monte
1 Re 19,11
Ora i miei occhi ti vedono!
Concludiamo le nostre riflessioni su Giobbe. Finalmente si trova la giusta prospettiva. La vita dell’uomo non è legata a un riconoscimento da parte di Dio. La linea innocenza-benedizione e peccato-sofferenza si spezza. Si scindono le parti per ricominciare un discorso autentico sul rapporto dell’uomo con Dio. Il mistero del progetto divino sulla vita umana va al di là di una logica retributiva. I discorsi di Dio nel libro di Giobbe non sono una risposta alla sofferenza umana. Anzi si ribalta l’accusa: «Vuoi tu farmi apparire colpevole? Vuoi condannare me per giustificare te?» (40,8) Dio non deve la felicità all’innocenza dell’uomo, non si lascia chiudere in uno schema, non si muove in spazi indagabili, non si offre all’uomo come una realtà scontata da potersi tenere a bada. Addentrarsi nel mistero è pericoloso se non si ha una fede purificata. Come poi arriverà ad ammettere Giobbe: «Io ti conoscevo per sentito dire, ma ora i miei occhi ti vedono. Perciò mi ricredo e ne provo pentimento sopra polvere e cenere» (42,5-6).È illogico che a un comportamento retto dell’uomo Dio risponda con un’ingiustizia. Ma è altrettanto illogico che i progetti di Dio siano riconducibili a un do ut des. La vita è gratuità, l’uomo è chiamato ad essere timorato di Dio in cambio di nulla. Occorre accettare un Vivente sempre originale, che chiama a un profondo senso di umiltà e creaturalità. Le parole di Dio possono essere state diverse da quelle che Giobbe si aspettava, ma questo non ha alcuna importanza. La notte è passata perché Dio si è degnato di lasciarsi trovare da Giobbe in un incontro faccia a faccia che permette gli sia resa giustizia. E il verdetto di Dio su di lui non lascia ombre: Giobbe ha parlato giustamente (cfr 42,7). Dio, ignorando le bestemmie e le proteste, preferisce la fede nuda di Giobbe alla compassata religiosità dei suoi avvocati difensori teologi. Qui è la risposta di Dio alla sua angosciata ricerca. Dio rispetta Giobbe nella sua originalità e anche nella sua libertà di mettere in questione la giustizia divina. La relazione con Dio è la vera ricompensa dell’uomo. Che davvero possiamo scoprirne tutta la bellezza! sr teresa della + o.carm.
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