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Anima mia... Ci capita mai di stare a tu per tu con quell'uomo interiore che in noi corre e si logora al punto da ignorarsi? La folla potremmo anche essere noi, e quell'uno tra la folla, uno dei nostri pensieri, un desiderio velato da tempo sotto la scusa del da farsi!. Impeccabili nel proseguire il cammino, quanti pensieri di questo genere si perdono in noi oppure vengono attaccati e tacciati di non veridicità? La richiesta che si leva a Gesù è abbastanza semplice tutto sommato, almeno sembra. Ma perché Gesù se la prende tanto? Dividere l'eredità, prima che il padre muoia, è come voler spaccare in due se stessi! Pericolosa l'abbondanza! L'abbondanza di chi si trova sommerso di beni, e non sa riconoscerli e collocarli. Sarà opportuno cominciare a guardare con serenità a ciò che è eredità e ciò che non lo è?! In tal caso, l'eredità è una persona, una storia, e sempre si troveranno spazi per raccogliere i frutti del proprio vivere. Altro segnale di morte nell'uomo ricco: il chiudersi a riccio, pensando a sé, senza un attimo di dubbio che esistano anche modalità di condivisione. Se due più due fa quattro ancora oggi, forse fa quattro anche tre più uno. Vigilanti sì, ma non addormentati! Alza gli occhi intorno e guarda, anima mia: la vita è qui, a portata di mano! Non basta permetterti di chiudere, devi scegliere come aprire! buona domenica sr teresa della + o.carm.
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