Conosciamo tutti la gioia di sentirsi nuovi nell'andare di alcuni sogni
freccia e folli, il coraggio di donarsi alla vita, consegnandosi al
fratello, il sereno tormento di notti insonni e al tempo stesso le ansie per
la preoccupazione di edificare una vita senza emozioni e il nostro amare a
volte troppo incerto, rarefatto, frettoloso, che ci rende gregge incapace di
tendere l'orecchio alla voce del Pastore. Eppure lui conosce le sue pecore,
e la sua premura ci parla di un amore immenso, vero, autentico, paziente,
quotidiano che sa stupire , affascinare e insegnare all'uomo di sempre la
possibilità di 'riscattare' le cose di ogni giorno rendendole 'grandi' :
cariche di amore. Perchè i nostri pigri silenzi di aprano al richiamo di
colui che oggi ci dice " le mie pecore ascoltano la mia voce...e mi
seguono".