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Fermati sul monte
1 Re 19,11
Desideri disordinati fanno un cuore schiavo
Decidere quale Dio seguire... per farlo è necessario lottare continuamente con le forze della disintegrazione e frammentazione causate dal seguire i propri desideri disordinati sotto la maschera di una personale necessità. Avere un solo Dio e servirlo con tutto il cuore non è facile tra tutti gli "dèi" che ci vengono offerti. Questa Presenza profonda nella nostra vita si incontra nel mondo attorno a noi, ovunque... come dice Teresa d’Avila: ”Lasciate parlare le creature al loro Creatore”. Nella nostra esuberanza invece noi chiediamo avidamente per noi più di ciò che è possibile e regolarmente gettiamo i desideri del nostro cuore in poche creature, chiedendo di essere noi stessi l’appagamento che cerchiamo: quasi fossimo increati, scegliamo qualcosa come bene e pensiamo di essere "DIO". Il cuore stanco del suo continuo peregrinare cerca di fermarsi e di costruire un'oasi rifugiandosi in essa e placandosi con dèi minori cercando qualche gioia, pace, identità, sicurezza o altre cose che allievino i suoi desideri. Questo breve periodo di sollievo nasconde un problema spirituale e anche un problema dello sviluppo umano della persona. Giovanni della Croce era convinto che quando un individuo centra o qualcosa o qualcuno al di fuori di Dio la personalità subisce una disfunzione. Tali “attaccamenti” creano una situazione di morte. A qualunque cosa o a chiunque io posso chiedere di essere il mio Dio, ma in ogni caso cresce l’appagamento del mio desiderio in quanto non può soddisfare l’aspettativa. L’idolo comincerà a sgretolarsi sotto tale pressione come io cerco di essere il mio “tutto”. E poiché non possiamo crescere oltre i nostri dèi un "dio" inferiore significa un essere umano inferiore. Ciò a cui io sono “attaccato” muore sotto il mio bisogno e io muoio con lui perché i miei desideri profondi non possono trovare niente e nessuno che gratifichi la loro intensità. Il dinamismo di questa trascendenza di sé con la propria umanità non può portare ad affermare di essere “arrivati” alla fine del viaggio. Dichiarando una vittoria prematura, appena ci attacchiamo agli idoli siamo ingaggiati in una non autentica trascendenza di noi. In altre parole il cuore non è ancora libero di sentire e seguire gli inviti dell’Amato. Questa schiavitù del cuore è il risultato del nostro desiderio disordinato. La soluzione, la liberazione del cuore è non acconsentire all’annichilimento del desiderio ma al suo ri-orientamento. sr teresa della + o.carm.
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