Nel vagare della solitudine più aspra, quando i pensieri proiettano forme strane sul sentire interiore, la parola: "Verremo e prenderemo dimora", giunge come balsamo... "Verremo": l'abitabilità di un nome pronunciato in un donarsi incessante e silenzioso evoca una presenza amante e un amato, una presenza di amore che si espande e si fa dimora. La persona umana: quale dignità! qual movimento di amore attorno a lui! impensabile... indicibile... l'amore del Padre che attrae al Figlio, l'amore del Figlio che è via al Padre, il soffio veemente del respiro di amore che travolge la nostra capacità di comprensione perché ogni linguaggio sia chiaro. Tanta pienezza di vita potrà mai contenerla la mia umanità? è lacerante l'esperienza di Colui che è, teneramente lacerante: l'amore quando è infinito diventa dolore perché rompe gli argini... Che Dio possa visitarci interamente e strapparci alle pochezze di sempre per avvolgerci nel suo abbraccio "divorante", fiamma inestinguibile di compagnia! buona domenica sr teresa della +