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Fermati sul monte
Andiamo con Dio... Quando si parla di spiritualità si ricorre a parlare in termini di “alta” spiritualità, si pensa a una spiritualità "rarefatta", riservata a pochi eletti. Si presenta spesso come unione estatica che si leva in alto o come un mare di sofferenze drammatiche più intense dei reali e abituali problemi della vita. Viene alla mente l’immagine della statua del Bernini della “trasverberazione” di Teresa, la sua visione di essere ferita da un dardo d’oro con tutta l’estasi e agonia che l’accompagnava. Il Cristo nudo sulla croce, dalla prospettiva del Padre che guarda il suo Figlio crocifisso, evoca qualcosa di troppo distante da noi. Cristo, monte di Dio. E la via al monte è ardua. Le vie del possesso non raggiungono la vetta; soltanto la via del dono di sé porta alla vetta dove Dio è niente e tutto, non una cosa, ma ogni cosa! Parlare di spiritualità può sembrare un eroico e persino epico viaggio a Dio. Ed è soltanto per gli esperti montanari che osano scalare tali vette. Ma se l’ascesa del Monte è un fatto epico, che cosa allora siamo chiamati a fare noi cristiani ordinari? Sentiamo di essere talora guardiani di una tradizione di cui non abbiamo fatto esperienza? Sentiamo di essere di "seconda mano" nella sequela di Cristo, ma mai realmente noi stessi? Nella trasformazione dell’amore, con audacia possiamo dire: Diventiamo Dio!... Quanto raro è questo far respirare la vita divina in noi! Eppure la Quaresima è tutta qui: rinascere in Cristo, vivere una vitalità nuova, risorgere dalle antiche rovine dell'egoismo e del timido ripiegarsi tra le proprie cose... Alziamo lo sguardo e andiamo: Lui è con noi, ci ha raggiunto prima ancora che ci mettessimo in cammino!!! sr teresa della +
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