Si avvicinava la Pasqua. Gesù è la nostra Pasqua. La città santa e il tempio. Luoghi di incontro con il mistero di Dio. Quanta trepidazione nel camminare verso Gerusalemme. I passi stanchi di chi ha fatto un lungo tragitto per arrivare a parlare con il Dio vivente. Il cuore si è preparato a lasciar cadere ogni preoccupazione dal momento stesso in cui si è partiti. E poi, arrivi a Gerusalemme, entri nel tempio e trovi un mercato. E ti dici: Forse ho sbagliato luogo. Questo è il mercato. E il tempio, dov'è? Puoi uscire e andare a cercarlo, puoi fartene un altro se vuoi, ma non è quello che il Signore ha scelto di abitare in mezzo al suo popolo! E tu puoi permettere che si riduca così? Un chiasso e interessi senza confini? Basta davvero con il mercanteggiare le cose nostre con l'etichetta del servizio a Dio! Ma quale servizio... è un servizio a se stessi, questo è il senso dello stare in un luogo prezioso e avvolto di mistero invece che ad ascoltare la Parola del Dio vivo ad urlare il costo di un bue o di una pecora. Smettiamola di prendere in giro il Signore e anche noi stessi... è tempo di convertirsi sul serio! La frusta che Gesù va è anche per te, per me, per tutti noi quando facciamo della casa del Padre suo un mercato! E non pensarti innocente tu che vendi il tuo pensiero per non sentirti criticato o tagliato fuori della considerazione altrui, tu che ti sazi di pane che si deteriora e regali la tua camicia passata di moda pensando che è meglio degli stracci che portano i poveri, e ti senti pure buono nel farlo!!! La bontà è una cosa seria, è un terreno che porta frutti. Se la tua vita non porta frutti di giustizia, tu non sei buono, non sei un tempio di Dio. Somigli a una moneta che tintinna perché è caduta dal banco rovesciato con forza o a una pecora venduta nel tempio che continua a belare perché è stata cacciata via da Gesù insieme a tutto il resto... Non si gioca con Dio perché Dio fa sul serio con noi! buona domenica sr teresa della + o.carm.