Questo linguaggio è duro. Chi può intenderlo? …
L’uomo nutre delle aspettative dagli altri verso di sé. Desidera parole tenere, parole di amore, di attenzione, di comprensione, di benevolenza, di pace… ma di suo offre agli altri le parole che sente e poco importa se costruiranno o sono spade affilate. Parole vere le desideriamo mai? Vale a dire, parole che portino vita? Parole autentiche che non nascano da doppiezza di sentimenti, da interessi vari, dall’esigenza di tenere in piedi la propria immagine? Il linguaggio di Gesù è duro … se mentre Gesù parla, si oppone la barriera del proprio parlare e sentire e pensare e sapere … di certo è duro, perché rimbalza! Il come è necessario disporsi per comprendere il suo linguaggio ce ne dà esperienza Gesù in questo stesso momento. Gesù, conoscendo dentro di sé che i suoi discepoli proprio di questo mormoravano, disse loro: Questo vi scandalizza? … Siamo chiamati anche noi a imparare a conoscere dentro ciò che l’altro, nel momento in cui lo incontriamo, dice o pensa. E non perché siamo capaci di leggere nei cuori, semplicemente perché siamo in ascolto del suo sentire profondo. Quando una persona si rivolge a noi ci dà le sue parole, ma in quel momento, silenziosamente, ci passa anche i pensieri che non dice e i sentimenti che ha per noi, per ciò che stiamo dicendo o facendo, per ciò che si aspetta. Se siamo in ascolto profondo riusciamo a decifrare tutto il suo linguaggio per intero, perché ci arriva tramite il sentire. Se ci poniamo così di fronte alla Parola di Dio, sentiremmo da parte di Gesù non durezza di linguaggio, ma parole ricche di vita che trovano ostacolo nella nostra durezza di cuore. E allora la durezza non è di Gesù, è la nostra! Buon ascolto …. sr teresa della + o.carm.
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