Quante volte anche noi come questo dottore della legge mettiamo alla prova Gesù!
e Gesù con la pazienza tipica di chi ama "approfitta" di tutto ciò che è possibile per fare un tratto di strada insieme.
Sarebbe stata utile al dottore della legge una risposta, tipo le nostre? "A te in realtà non interessa di sapere cosa devi fare per la vita eterna, vuoi semplicemente farmi cadere nel trabocchetto di questioni oziose per poi accusarmi... " ... Certamente no. Come nella parabola che Gesù gli racconta, Gesù si fa prossimo al dottore della legge, percosso dai briganti dei suoi pensieri ingannevoli, ne ha compassione e gli fascia le ferite della presunzione, versandovi l'olio e il vino di una nuova interpretazione di ciò che lui sa leggere solo alla lettera: Amerai... e non sa vivere, perché come il sacerdote e il levita passa oltre la vita. Gesù lo carica sul giumento di un ragionare autentico, non utilitaristico, il giumento della libertà e lo conduce alla locanda della sua intimità per prendersi cura di lui. Non lo lascia solo con le piaghe della sua chiusura interiore, resta con lui nella notte del gemito perché Egli conosce il male che fa ogni non comprensione del senso delle Parole scritte. È la notte del riposo dopo tanto dolore, la notte dell'accoglienza sincera dopo il rifiuto del giudizio e l'indifferenza di chi non vuole avere a che fare con "sapienti" chiusi nella cerchia degli intangibili, lontani dagli ignoranti: questo dottore non sta bene nei panni di chi mette alla prova. Ma a gente come lui noi al massimo doniamo il nostro giudizio. Al mattino il Signore non lo abbandona: non lo lascia alle sole sue forze, lo affida all'albergatore, alla Chiesa, perché ne abbia cura. Quell'intelletto vede gli albori di nuovi significati, ma non ne ha ancora il possesso dell'esperienza. Per questo il Salvatore spenderà ancora i suoi denari per lui! Alla fine della parabola, le parole sono diverse che all'inizio, sono parole di intesa e non più di provocazione. Gesù chiede: Chi ti sembra sia stato il prossimo di...? una domanda personale, non più da rotolo del libro, una domanda sulla vita, una domanda che esige il coinvolgimento, una domanda cui il dottore della legge risponde apertamente, una domanda che diventa per lui proposta e "legge": Fatti prossimo dell'altro, abbi compassione.... questa è la legge, e questa è la vita eterna. Non aver timore di spendere i denari che hai, la tua vita, per prenderti cura dei tuoi fratelli: vedrai il volto del tuo Signore quando pagherai di persona perché si moltiplicheranno i tuoi denari e tu non potrai più fare a meno di essere "dono". Il dottore ha compreso. E tu? tu che finora sei rimasto a guardare cosa succede e a valutare, tu che non ti sei coinvolto ancora, ma hai continuato il viaggio di ciò che sei senza entrare nel viaggio di queste persone... tu, cosa hai intenzione di fare? Hai molti cui farti prossimo: l'uomo ferito, i briganti, il sacerdote, il levita, il dottore della legge, l'albergatore... e me che ti scrivo. "Va' e anche tu fa' lo stesso!"
buona domenica sr teresa della + o.carm.