Marta e Maria. Sempre in conflitto?! Questi due sentimenti umani così diversi e così legati si alternano nella vita dell'uomo, e mentre l'uno rimprovera l'altro di non comprendere, l'altro tace. Le parole che ci assalgono e ci giustificano: Non ho tempo! gli impegni che ho mi costringono a tralasciare quello che tanto volentieri farei anch'io. Beato te che riesci a trovarti degli spazi...
Il problema non è nel fare/non fare. Il problema è nel come essere. Persone in ascolto della vita, persone capaci di stare ai piedi di ogni parola che viene a noi, persone capaci di silenzio di fronte agli altri e agli eventi, persone capaci di accogliere il dono... oppure persone che si ritrovano sole perché agitate in molti servizi, persone tutte prese dal fare per gli altri, persone incapaci di lasciare spazio al dono altrui, persone tutte intente a donarsi... sono modalità diverse di esistere. Discriminante è la Parola del Verbo: la parte migliore non è tolta. E la parte migliore è quella dello stupore, dell'attenzione profonda, del sostare interiore, del cuore sgombro di sé, dello scomparire di fronte all'altro, del donarsi che è risposta al Dono! Non esiste conflitto tra il pregare e il fare, perché pregare è essere in comunione e non dire preghiere o stare più in comtemplazione che in azione, il fare è essere in comunione e non sfaccendare, o ammontinare rosari e novene ... Quando la persona è unificata nella Parola che salva, vive la parte migliore. Shemà, Israel... Ecco, il Signore passa... e il Signore è nel mormorio di un vento leggero. Attenzione interiore, perché quel soffio accarezza il cuore!
buona domenica sr teresa della + o.carm.