C'è una frase di Atenagora, patriarca ortodosso di Costantinopoli, che ben si adatta alla liturgia di questa domenica...
«Bisogna condurre la guerra più dura, la guerra contro se stessi. Bisogna arrivare a disarmarsi. Ho condotto questa guerra lungo tanti anni, è stata terribile. Ma sono disarmato. Non temo più niente di niente perché l’amore scaccia la paura. Sono disarmato dalla volontà di aver ragione, di giustificarmi squalificando gli altri. Non sono più sulla difensiva, gelosamente ripiegato nelle mie ricchezze. Accolgo e condivido. Non tengo particolarmente alle mie idee, ai miei progetti. Se me ne presentano di migliori o neppure migliori, ma buoni, accetto senza rimpianti. Se ci si disarma, se ci si spossessa, se ci si apre al Dio Uomo che fa nuova ogni cosa, allora Lui cancella il cattivo passato e ci offre un tempo nuovo dove tutto è possibile».
Se ci ripieghiamo gelosamente sulle nostre ricchezze, restano vuote le borse dei cieli... Guerra dura di ogni giorno che passa contro la paura del futuro e la noia di un presente non voluto, le angosce di una solitudine aspra nelle notti della delusione e il timore di non farcela più a sostenere le relazioni difficili, la pretesa di essere già arrivati alle altezze e la bellezza di un ideale irraggiungibile... una guerra terribile che non abbiamo ancora iniziato?! ... non è mai troppo tardi. L'augurio per tutti: ricevere dallo Spirito la forza di combattere la buona battaglia della fede. sr teresa della + o.carm.
Chiedo scusa per le domeniche scorse, ma sono stata assente dal monastero.