Figlio, ricordati... Padre, ti prego...
Le parole che varcano l'abisso tra un figlio nei tormenti e il padre Abramo sono parole che non cancellano una storia di rifiuto: parole urlate, pronunciate per placare l'arsura. Un'altra parola varca l'abisso, ed è la parola del silenzio di Lazzaro, il figlio dalle piaghe aperte che riposa sul seno del padre Abramo. Un figlio speciale che si è lasciato toccare nel suo dolore perfino da quei "cani" dei pagani, dai peccatori, da coloro che si reputano giusti ma non lo sono... un figlio capace di stare, un figlio che giace, un figlio che vive senza urlare. Nel grembo del Dio vivente possiamo ritrovarci tutti, quali poveri che hanno voce unicamente in Dio, capaci di colmare l'abisso dell'indifferenza con la pienezza di misericordia, ricevuta dall'abbraccio di amore del Padre.
buona domenica sr teresa della + o.carm.