Quando si parla in termini di accostamento e prossimità si sottintende una relazione che permetta un dialogo e una partecipazione di sé. Ma spesso si dà per scontato quel che non è. Tutti infatti si accostano prima o poi a Gesù, ma non per essere a lui prossimi. I più pericolosi sono quelli più accaniti nel sostenere la fede, quelli che viaggiano tra forme di religiosità apprese e maneggiano convinzioni inflessibili come armi per fronteggiare i nemici delle loro idee. E tra costoro possiamo metterci anche noi quando, sommersi dal desiderio di sentirci a posto, giudichiamo tutto molto severamente e ci trinceriamo dietro una comprensione che si sterilisce fino a diventare alquanto limitata. Incredibile! Il Signore ci ha dato lo spazio infinito del creato e una intelligenza smisurata per operare da Signori e noi ci chiudiamo in quattro cellule intrecciate di ragionamento, pensando di possedere il mondo e Dio! Investigatori fallaci i nostri pensieri che cercano nelle Parole sacre la firma al proprio sentire o volere o comprendere. Quanto è più salutare permettere che quelle Parole investighino me e dopo avermi spogliato della mia presunta sapienza mi sollevino a nuove fragili apprensioni! Abitare la Scrittura non è la stessa cosa che chiamarla come testimone della nostra integrità. Che aria diversa nel tacere per porgere l'orecchio e udire: Il Dio dei padri non è il Dio dei morti, ma dei vivi... oppure aggrapparsi alle corde della preghiera salmica per chiamare la misericordia invocando: Rendimi la gioia di essere salvato!
Sia questa invocazione il pane del giorno per sentirci più noi: Facci conoscere la gioia, Signore, l'unica gioia capace di colmare il cuore, la gioia dell'essere da te salvati! Dovessimo santificarci da noi, quale pena o ansia di fronte ai cedimenti, al retrocedere, all'accasciarsi: i conti delle nostre incapacità e fallimenti riempirebbero l'universo. Ma al pensiero che tu ci salvi, quale libertà, Signore! Sì, tu salvi la nostra vita perché siamo tuoi; e poiché a te apparteniamo e in te ci riconosciamo, noi a te veniamo, per attingere la freschezza della vita, quella che canta la gioia del benedirti come Padre di misericordia. una preghiera vicendevole sr teresa della + o.carm.