1 Re 19,11
Le parole da lasciare per strada, perché siano strada: le Sue Parole!
In un contesto in cui il susseguirsi repentino di immagini, parole, proposte, progetti, cronache disorienta e quasi ubriaca il pensiero e disperde il sentire, la testimonianza si erge quale parola privilegiata per una sosta di riflessione, per un attimo di ripensamento. Tuttavia ciò resta sempre insufficiente, perché anche la più bella testimonianza si rivelerà a lungo impotente, se non è illuminata, giustificata, esplicitata da un annuncio chiaro e inequivocabile del Signore Gesù. L’evangelizzazione esige una profonda spiritualità, autenticità e santità di testimoni, persone mature nella fede, capaci di ritrovarsi insieme per fare della propria esperienza di fede un luogo di incontro e di crescita in un contatto da persona a persona che costruisca relazioni profonde e aperte alla ecclesialità, al mondo, alla storia. La Buona Novella, proclamata dalla testimonianza di vita, dovrà dunque essere presto o tardi annunziata dalla parola di vita. Non c’è vera evangelizzazione dove il nome, l’insegnamento, la vita, le promesse, il Regno, il mistero di Gesù di Nazareth, Figlio di Dio, non siano proclamati, perché il dare ragione della propria speranza resta comunque la via più semplice per suscitare l’interesse a conoscere e incontrare il Maestro e Signore che ha scelto di vivere come figlio dell’uomo per narrare a noi il volto del Padre. E ogni pastorale che oggi si trovi in catene a causa della fede potrà chiedere a Dio che si riapra la porta della predicazione per annunciare il mistero di Cristo, quella predicazione che, quale parola divina, opera in chiunque crede. sr teresa della + o.carm.