1 Re 19,11
La vita monastica si rivela solo nell’esperienza; un’esposizione puramente teorica non può contenere l’insieme, nemmeno essere perfettamente chiara, se non ne fai l’esperienza con ardore e generosità”...
Il saggio consiglio del primo capitolo della Formazione dei primi monaci ben inquadra l’orientamento pedagogico basato sull’esperienza che ogni persona umana è chiamata ad adeguare con semplicità al proprio contesto culturale e peculiare situazione. Chi fa vita monastica? Chi tenta di diventare monos, uno... Vivere nel Carmelo è inserirsi nella tradizione viva dei cercatori di Dio che presso la fonte scelgono di “avventurare la vita” per amare Gesù e farlo amare, ma tutti possiamo dire per esperienza che l’amore da solo non basta a condurre una vita soddisfacente. Consapevoli di essere progenie di quei santi padri del Monte Carmelo che in grande solitudine e nel totale disprezzo della perversione del mondo cercavano la perla preziosa, tutti gli esploratori della vita interiore scelgono di realizzare la propria esistenza in quella relazione con Cristo che grazie all’orazione e alla contemplazione si esprime nella difficile ma affascinante dimensione della fraternità universale. Entrare in un processo umano di trasformazione richiede forza, in un processo spirituale di maturazione richiede coraggio: bisogna essere disponibili alla fedeltà a se stessi, alla realtà e agli altri, inserendosi in un confronto che porta ad assumere le difficoltà e a gestire tensioni e conflitti. Un sano realismo per scoprire quell’equilibrio, tanto precario per ogni uomo, tra capacità intellettuali e dimensione affettiva, che fa crescere in un approccio emotivo nuovo, capace di stabilire relazioni mature: amare ogni uomo nel suo "mistero" e nella sua realtà più concreta, aprendosi al dono attraverso le “notti oscure “ e le prove che non mancano nel convivere feriale. È proprio in seno alla quotidianità che al di là delle belle teorie, possiamo fare esperienza viva di umanità, e nella vita concreta assaporare il trasmettersi di uno Spirito vivente. Quando la persona umana prende dimestichezza con le sue aree di dono e il mistero della vita che la abita, accogliendo con maggiore docilità i limiti della sua creaturalità e “provando” l’unicità che la caratterizza, allora è pronta ad essere “spaccatrice di rocce", le rocce del monte della sua "trasfigurazione".
sr teresa della + o.carm.