Sale, disposto a sciogliersi e a scomparire. In un mondo fatto di rumori e di flash parole come "sciogliersi" e "scomparire" sono davvero inaccettabili. Sciogliersi: sì, ma per non esistere più da sé ma amalgamati con altro, entrando, assumendo, donandosi, ricevendo perché il sapore dell'essere sia completo. Scomparire: tutto ciò che non è in superficie sembra essere di poco conto, quasi inutile, perché ciò che non si vede a cosa può servire? è un principio teologico che "non si redime se non ciò che si assume": e non è forse la storia del sale che si incorpora fino a non essere più per trovarsi altro? Non è forse la storia del Figlio di Dio che entra nella terra della nostra carne e si fa carne? La luce meravigliosa del Verbo è stata posta sul lucerniere della croce per poter illuminare tutti quelli che sono nel mondo. Una luce che non smette di risplendere perché è opera buona riscattare dei prigionieri con la propria vita e non si può capire un così grande amore, se non pensando al Padre della luce che è nei cieli.
Vorrei tanto in questi giorni ultimi prima dell'itinerario quaresimale entrare nei fatti di sempre come sale per gustare quanto è buono e soave incontrare il Signore. Il sale scompare, ma anche la luce non fa rumore, e se cerchi Dio, taci... e ascolta il Silenzio! sr teresa della +