Beato l’uomo che ha cura del debole: nel giorno della sventura il Signore lo libera. Il Signore veglierà su di lui, lo farà vivere beato sulla terra. Si può vivere beato sulla terra? Se tu vivi in Dio vale a dire a livello del Capo, Cristo, già in cielo, allora vivi la beatitudine della sazietà in quanto ti disseti di continuo alla sorgente, e pensi e vedi le realtà nella loro essenza nascosta. Ma se tu pretendi di sentirti sazio per un sorso d’acqua preso dai rigagnoli che incontri qua e là, se vivi a livello delle membra del Corpo mistico di Cristo, pur scorrendo in te la vita sua divina, non fai esperienza di eternità: ogni volta anzi che ti senti toccato dallo Spirito si aprono voragini di desiderio e di nostalgia, perché è come un assaggio che stimola la fame ... vivere alla sorgente significa come Gesù dare la propria vita, interamente, giorno dopo giorno, prendendosi cura del debole. E non perché tu ti senti forte, ma perché, sperimentando la debolezza nella tua esperienza quotidiana, sai di cosa ha bisogno l’altro. Quando arrivi a far cadere la parvenza della tua forza e non hai timore di mostrare la tua debolezza, allora il Signore veglia su di te e ti fa vivere beato sulla terra … perché hai compreso la follia della croce, la grandezza di un amore che si fa PANE perché tutti conoscano la tenerezza del suo cuore di Padre. buona domenica sr teresa della +
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Balza in piedi, lascia ogni sostegno e si precipita verso Gesù. Ecco la risposta del cieco che vive lungo la strada all’invito ricevuto da Gesù. La vita si rimette in movimento quando riceve in qualche modo la presenza di Dio … è come un vortice la conversione del cuore. Chi sta nelle tenebre apre un varco verso la luce con il suo grido che è una porta aperta nella fede: Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me! Il figlio di Timeo sente che c’è Gesù lungo quella strada, lo riconosce come Colui che ha portato la liberazione al suo popolo, e non fa che levarsi verso di lui. È finita la schiavitù del lasciarsi andare, la povertà del rimanere cieco. Finalmente i passi verso la città santa hanno lasciato delle orme profonde come fossero sprazzi di cielo tra i ciottoli della terra. E chi attende sa riconoscerli! Chi è vincolato dalle catene del buio sa apprezzare anche la polvere che quei piedi calpestano accanto a sé. Un cuore stretto dai morsi della fame di luce ritrova la bellezza del balzare in piedi che fa del giacere inerte una memoria sbiadita e dell’andare dietro a Gesù una memoria vivente del dono ricevuto. Getta il mantello! Levati in piedi … e vieni anche tu! Dalle tenebre della tua morte per le fibre della sua croce si intravede già l’aurora di risurrezione! buona domenica sr teresa della +
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Il calice di Gesù … come Lui, in ogni istante di vita. Dare la propria vita in riscatto per molti. Il riscatto suppone un valore e un cambio. Sappiamo bene dalle cronache con quanta trepidazione i familiari dei sequestrati aspettino di conoscere il prezzo del riscatto per riavere indietro i loro cari. La mentalità corrente spinge a pensare e porre la massima attenzione a sé. Gesù invita al contrario: la massima attenzione è al dono di sé, a non tenere nulla per sé. Perché ciò che sei non ti appartiene, è degli altri: la tua capacità di pensare, di fare, di amare, di servire è chiamata a generare possibilità nuove perché la vita cresca sempre di più e tutti ne possano godere. Servire … parola magica che libera dall’egoismo. Come i servi sono attenti ai cenni dei padroni, così i nostri occhi sono rivolti a te, o Signore. Non perché tu sei nostro padrone, ma perché tu hai cura della nostra persona più di noi stessi e sai cosa è bene per noi. Tu pensa agli altri e Dio penserà a te. Donandoti, non ci perdi! … se stringi la sabbia tra le dita, scivola via. Se la vuoi trattenere, la tua mano deve rimanere aperta. Così per tutte le cose. Se le stringi, le fai morire. Se le lasci andare, le ritroverai nella vita degli altri e sarai molto molto beato … perché così facendo non muori più!
Ogni parola del vangelo assume un tono particolare se ci sentiamo guardati da Gesù mentre le meditiamo. Non sono parole, sono vita che passa, sono segreti di eternità. Quello sguardo sta a dirci l’attenzione, la cura, la trepidazione per ciascuno di noi. Oggi il tale che lo incontra se ne va rattristato: pensava di fare bella figura perché osservava tutti i comandamenti, si sentiva forte di poter avere tutto, anche la vita eterna, di fare questo grosso affare. Qualsiasi cosa c’è bisogno di fare io lo faccio … Ma Gesù lo sconcerta. La cosa che gli chiede è di la sciar perdere tutto quello che per lui è importante. Le sue sicurezze, il sentirsi protagonista di qualcosa di grande, come fare a lasciare andare via tutto quello che giorno dopo giorno aveva accantonato? Se ne va. È possibile farlo solo se si guarda a Gesù che ti guarda amandoti. Allora sì, è possibile lasciare tutto il resto. Ma se tu guardi quello che stai lasciando, come pensi di farcela? Lasci delle cose belle, non il male! Puoi seguire Gesù se ti metti a distanza ravvicinata. Lui come calamita ti attrae perché ritrovi in lui pienamente te stesso … ma se ti metti troppo in là la forza di attrazione ti viene dalle tue cose. Guardale! Non sono eterne. Lui sì … sr teresa della +
I farisei si avvicinano a Gesù non per capire o per apprendere, si avvicinano per metterlo alla prova … Gesù non risponde alle provocazioni, ma cerca di entrarvi comunque per offrire più che risposte riletture di ciò che gli altri già sanno. Non ci si può prendere gioco di Dio, dice san Paolo. Eppure noi lo facciamo con tanta naturalezza!!! Quando? Quando ci sentiamo persone per bene e chiediamo a Lui cose che già sappiamo ma che non abbiamo voglia di capire. Ci capita una sofferenza, è roba nostra, magari frutto di scelte poco accorte e stiamo lì disperati a rimproverare Dio perché non ci aiuta e non viene a toglierci le spine dalle mani. Il silenzio di Dio in certi momenti altro non è che un invito: Pensa al perché ti trovi così, a quello che tu puoi fare per te, per uscire da questa situazione o per viverla fino in fondo. Siamo proprio ridicoli alle volte. È come se dopo aver combinato un guaio invece di dispiacercene chiedessimo al Signore la sua approvazione: Va bene se sbaglio? Possiamo invece avvicinarci a lui con il cuore intenerito dal dolore per recuperare la fiducia nella sua presenza al nostro fianco, sempre, anche quando combiniamo guai … Lui è vicino a noi perché ci ama non perché siamo bravi … Buona domenicasr teresa della +
Non glielo impedite … Siamo oggi chiamati a verificare quando e come siamo di inciampo agli altri nel loro vivere Cristo. I miracoli della vita umana che genera “vita” non vanno mai impediti, ovunque si compiano. E quante volte invece in nome di una appartenenza nominale al Signore diventiamo ostacolo e inciampo ai passi altrui! La domanda: Sei dei nostri? è utile se rivolta ai nostri pensieri e desideri, nel discernimento personale che porti a conformarsi sempre di più a Cristo. Sicuramente non va rivolta alle persone. Non esiste clan o club attorno a Gesù, esiste Lui e tutto ciò che assomiglia a Lui, e che noi possiamo accrescere o diminuire con le nostre singole scelte. Ricordiamo che, come dice Paolo, operiamo la nostra salvezza “con timore e tremore”… sr teresa della +
Sofferenza, rifiuto, uccisione… Pietro non ce la fa ad ascoltare parole del genere dalla bocca del Maestro, e si lascia prendere dal sentire del momento. È sconvolto, ha paura che possa succedere qualcosa a Gesù che è tutta la sua vita…, non ragiona più di tanto di fronte a tante emozioni e prende Gesù da parte e lo rimprovera. Stupendo questo Pietro che non ha paura di rimproverare Gesù, pur avendo paura… una paura supera l’altra… Gesù sa che Pietro gli vuole sinceramente bene e che le sue parole nascono dalla paura di perderlo, ma non per questo gli risparmia la verità del suo volto. Si volta e apertamente lo rimprovera: Allontanati da me perché tu non sei Pietro in questo momento, sei satana, il divisore, colui che vuole separarmi dalla volontà del Padre... Poco prima Pietro aveva lasciato parlare in sé la voce del Padre quando aveva riconosciuto in Cristo il Figlio del Dio vivente, e ora si trova ad essere voce del tentatore. Lui che non voleva perdere Gesù, rischia di perderlo diventando per lui tentazione. Pietro dovrà imparare a pensare prima di agire, a pensare secondo Dio e non secondo gli uomini. Il bene che gli voleva era bene, ma ancora centrato su di sé. Tutti i discepoli ricevono il rimprovero, perché seppur tacciono la pensano come Pietro. In preda alle emozioni non hanno neanche ascoltato l’esito di quel percorso di morte: dopo tre giorni il Figlio dell’uomo risorgerà. Il timore della perdita spegne il bagliore della speranza.
Corro nella via dei tuoi comandamenti, perché hai dilatato il mio cuore…
Signore, possa io non essere mai il tentatore. Allontanati da me che sono peccatore, ti aveva detto Pietro quando sulla tua Parola aveva gettato le reti dopo una notte di fallimento. Ma tu non ti eri allontanato perché i peccatori tu li guardi da amico. L’unica lontananza da te è nel non vivere la volontà del Padre, nel lasciarsi prendere dai propri criteri di bene, dimenticando che i tuoi pensieri non sono i nostri pensieri. Allontanati da me, hai detto a Pietro, il tuo Pietro. Quale responsabilità abbiamo l’uno nei confronti dell’altro! Essere voce del Padre oppure voce del tentatore. C’è una scuola in cui apprendere a pensare secondo Dio, la scuola del vangelo. Quando i tuoi pensieri, Gesù, saranno i nostri, allora potremo essere per tutti parola del Padre nostro che è nei cieli. sr teresa della +
L’uomo nutre delle aspettative dagli altri verso di sé. Desidera parole tenere, parole di amore, di attenzione, di comprensione, di benevolenza, di pace… ma di suo offre agli altri le parole che sente e poco importa se costruiranno o sono spade affilate. Parole vere le desideriamo mai? Vale a dire, parole che portino vita? Parole autentiche che non nascano da doppiezza di sentimenti, da interessi vari, dall’esigenza di tenere in piedi la propria immagine? Il linguaggio di Gesù è duro …se mentre Gesù parla, si oppone la barriera del proprio parlare e sentire e pensare e sapere … di certo è duro, perché rimbalza! Il come è necessario disporsi per comprendere il suo linguaggio ce ne dà esperienza Gesù in questo stesso momento. Gesù, conoscendo dentro di sé che i suoi discepoli proprio di questo mormoravano, disse loro: Questo vi scandalizza? … Siamo chiamati anche noi a imparare a conoscere dentro ciò che l’altro, nel momento in cui lo incontriamo, dice o pensa. E non perché siamo capaci di leggere nei cuori, semplicemente perché siamo in ascolto del suo sentire profondo. Quando una persona si rivolge a noi ci dà le sue parole, ma in quel momento, silenziosamente, ci passa anche i pensieri che non dice e i sentimenti che ha per noi, per ciò che stiamo dicendo o facendo, per ciò che si aspetta. Se siamo in ascolto profondo riusciamo a decifrare tutto il suo linguaggio per intero, perché ci arriva tramite il sentire. Se ci poniamo così di fronte alla Parola di Dio, sentiremmo da parte di Gesù non durezza di linguaggio, ma parole ricche di vita che trovano ostacolo nella nostra durezza di cuore. E allora la durezza non è di Gesù, è la nostra!Buon ascolto ….sr teresa della +o.carm.
La montagna: il luogo di Dio. Qui trovi la tua identità. Distribuì i pani e il pesce finché ne vollero. Quando furono saziati di miracolo, disse ai suoi di raccogliere i mezzi avanzati. I doni che Dio ti fa non puoi lasciarli sparsi nella tua storia. Per questo hai bisogno di andare con lui sulla montagna, di stare solo, di allontanarti dalla folla, per raccogliere i pezzi avanzati di Lui nel tuo cammino. Che la solitudine dell’incontro e non le acclamazioni ti inseguano quale nostalgia di cielo, di ciò che non tramonta …buona domenica
Gesù si commuove... Forse dovremmo dedicare un po' di tempo a ripensare alla nostra idea di chi sia Gesù. Si commuove: non è un'emozione passeggera, non è debolezza di cuore, non è compassione facile. In Lui è partecipazione profonda alla vita dell'altro, è un movimento verso, è un mettersi in gioco. E la nostra fede è in quest'ottica? oppure viaggia ancora in: Non devi fare questo... Fai questo... Dio vuole che... Non è così scontato capire cosa Dio vuole. Prima è necessario conoscerlo nella profondità del suo Mistero! Gesù si commuove... Viene verso di te ... Non ti chiede. Viene per darti interamente ciò che Lui è! buona domenica sr teresa della + o.carm.
Un cammino di scoperta, di incontro…
Quando hai il cuore pieno del Suo amore, non puoi fare a meno di narrarlo… e lo
fai in tutti i modi possibili. Quando sei in casa, quando vai per via, quando
sei al lavoro, quando sei solo, quando sei in compagnia… Si sprigiona da te il
fascino di un’appartenenza che inonda di luce ogni attimo di vita. I tuoi occhi
parlano di Lui? Le tue parole sono bagnate della Sua parola? La nostalgia del
tuo stare con Lui ti accompagna mentre vai e crea contagio. La buona notizia
chiama a vita nuova… sempre di più! Il Suo nome inenarrabile, porta che si apre
sul Mistero, sia il pane dei nostri giornisr teresa della +o.carm.
Fin dalla più tenera età l’uomo conosce portando le cose alla bocca, assaggiandole e sentendole sue. Poi impara a farsi un’idea delle cose che ha assaggiato, e non le assaggia più … Nascono allora le difficoltà che continuano a tormentare le giornate dei singoli e delle comunità umane … Tutto si chiude nelle realtà concettuali, fino a perdere il contatto con le cose in sé, con i fatti in sé, con le persone in sé. Prova a prendere in esame l’idea che ti sei fatto delle persone con cui vivi, in famiglia, al lavoro, per strada, in città, in comunità … è molto precisa, netta, anche se non ti sei mai fermato a rifletterla. E tu agisci e ti rapporti, se non sei vigile su ciò che si muove in te, non con la persona che ti presenta, ma con l’idea che hai di lei. Prova ne è che ti meravigli quando ti trovi di fronte a una persona che fa o dice cose diverse da quelle che ti aspetti. Davvero assurdo! Conoscere è quanto di più grande l’uomo sia chiamato a fare, ma quanto facilmente vi rinuncia! Anche con Dio avviene la stessa cosa. Ci siamo fatti un’idea di chi sia e ci rapportiamo con quella per sempre. E quindi di fatto noi non ci relazioniamo con il Dio vivo, ma con un concetto che ce lo rappresenta. Può essere calda la nostra preghiera se parliamo conun’idea piuttosto che con una Persona, capace di interagire? È di certo una noia pregare con un concetto … e infatti la preghiera per molti è come fare matematica: una marea di formule, di riti, di regole. E ci si sente l’eccezione che conferma la regola se si dimenticano bene le “tabelline”, ci si sente perduti e dannati se i conti non tornano … La Vita in Dio è ben altro!!! I rischi che corriamo sono seri: ci siamo chiusi alla vita che ci viene incontro per ricolmarci di beni e viviamo degli abbagli di una realtà trasferita nella nostra mente … Usciamo dalle idee, torniamo ad assaggiare le cose, a contattare nel senso vero del termine le persone per quello che dicono e per quello che fanno, a conoscerle nel tempo e nello spazio, facendoci inondare dalla ricchezza che sono e, senza necessariamente volerle portar via (nel nostro mondo concettuale) e imparando a rispettarne la gratuità della presenza per la novità che in ogni oggi porteranno. Questi sono i miracoli che Gesù potrà fare allora per noi!Buona domenica…sr teresa della +o.carm.
Gesù oggi ti chiede: Perché ti agiti e piangi? Non è
come pensi. Tu stai vivendo la morte di qualcosa di importante, ma ci sono qua
io, che sono la Vita. Non temere … quello che sembra morto non è perduto, si
può recuperare, far tornare dall’oblio … Puoi non credere alla Parola di Dio,
puoi metterti a ridere di quello che Gesù ti dice, ma in questo caso resti
fuori della trasformazione che Lui vuole compiere per te. Cacciati tutti fuori … Non entri più nel vortice della Vita che
torna, ma rimani fuori nell’agitazione e nel pianto. Niente è irreparabile, se
hai la percezione interiore di chi è Colui che arriva a prendere su di Sé la
tua fragile veste umana. Puoi entrare con Lui in quello spazio in cui qualcosa
di te si è spento e avverrà anche per te che la forza dirompente della vita
rianimi ciò che in te era perduto: Talità kum, Alzati! Nessuna cosa tua muore
se vi porti Gesù, prima durante o dopo… Abbi fiducia! Vai a chiamarLo, lo trovi
sull’altra riva del lago oppure per strada o in casa dei suoi o sul monte di
notte… Non dimenticare che potrebbe stare nell’andito di casa tua perché è
venuto a cercarti Lui!
Gesù dorme sulla barca della tua vita. Se tu
ti metti zitto zitto affianco a lui e dormi, la tempesta può urlare quanto
vuole. Non ti succede niente, perché lui ha cura di te. E al momento opportuno
parlerà alle sue creature. È lui che ti ha invitato ad andare con lui,
all’altra riva. E lui ci penserà. Abbi fiducia in Colui che ha piacere di stare
in tua compagnia. Non hai nulla da temere! Vivere nel respiro della sua
presenza, ecco l’altra riva! Se ti poni nel fondo della barca, non ti
giungeranno così spaventose le ombre della notte, le voci del vento, il
rovesciarsi delle acque… perché lui è con te, e con lui anche tu vivi la
signoria della storia, della tua storia, e puoi lasciarti andare nel riposo.
Non la calma di ciò che ti è attorno ti dà riposo, ma la percezione profonda
che nella tua vita c’è la Vita!
Dio: parola eterna di pace. Nome di un incontro senza fine… Trinità che narra l’amore personale di Dio, una vita che respira in tutto l’universo e danza nel tempo dell’uomo il canto dell’eternità. Silenzio attorno e silenzio dentro: pienezza che mi “distrugge” perché il mio velo di esistenza è compresso da fuori e da dentro. Povera mia carne: è uno strazio questo battito interiore, è un gemito incessante questo incontro del Silenzio con il Silenzio. A te, Parola del mio Dio, affido questa mia umanità.
Nel soffio dello Spirito che sussurra il Nome di Colui che è nell'oggi umano ritroviamo le nostre voci: come palpito di eternità il Verbo resta con noi e ci accompagna fino al compimento del tempo. Il dono che viene dall'Alto faccia di noi nuove creature! buona Pentecoste... sr teresa della + o.carm.
All'interno del foglietto dei piccoli allegato ci sono i doni dello Spirito (da stampare ed estrarre).
Cerchi i tuoi spazi? Hotmail va oltre i 5GB. Scopri perché!
Lo Spirito Santo scese su coloro che ascoltavano la Parola... Uno spazio in cui
incontrare il Dio vivo! le pagine del vangelo... quando le sfogli e ti lasci
attrarre dal fascino di Colui che parla, entrano in te come semi nel solco e non
potrai più fare a meno di andare a questo appuntamento che avvicina il cielo
alla terra. Lo Spirito del Signore risorto varchi le porte chiuse del tuo cuore
e infiammi di santa memoria le tue ore... Lui è qui, ora, per te... sr teresa
della + o.carm.
Questa la mia mail attuale: suorteresa@...
Aprì loro la mente all'intelligenza delle Scritture. Dalle parole del vangelo si
intuisce che la mente possa essere aperta a leggere dentro le Scritture oppure
no. Leggere dentro: una capacità tipica dell'essere di Dio, una capacità pur
nostra se siamo in Lui. Perché ti fermi a ciò che appare? A ciò che brilla e
seduce il tuo sguardo? Prova a entrare nelle cose, negli eventi, nelle parole,
nei vissuti che giungono a te. È lì che potrai capire veramente e si sveleranno
i significati dei tuoi momenti di vita. Leggere dentro è ciò che fa la
differenza. Leggi dentro? Il tuo tempo si compie. Resti ai margini o sulla porta
della realtà? Il tuo tempo ti scivola addosso, e il tuo sentirti protagonista è
semplicemente un fantasma. Quando i chiodi di ciò che è vero passeranno la tua
carne, potrai dire di esserci veramente, in carne e ossa. E chi avrà la grazia
di toccare le tue ferite risanate, potrà sperimentare ancora una volta la
presenza di Gesù Risorto. sr teresa della + o.carm.
Mio Signore e mio Dio!
Un'esperienza unica, speciale... che sia possibile per tutti toccare con mano la
persona di Gesù! un toccare che sia entrare nelle sue ferite e rinascere a vita
nuova.
Le porte chiuse dal timore si spalanchino all'incontro! sr teresa della +
o.carm.
Ave, Crux, spes unica...
Tutta la nostra speranza, il nostro unico bene in questo legno benedetto. Agli
occhi dell'apparenza un legno di maledizione e di condanna, allo sguardo di chi
dimora presso l'Altissimo un trono di gloria. Gesù ha sete della nostra
speranza. Un varco che si apre nel buio del dolore senza nome, quel dolore che
gli uomini fuggono di continuo, in uno stordimento di sentire che dia
l'illusione della felicità. Oggi si compie la nostra speranza, Gesù è Re! E la
notte del "Tutto è compiuto" ritroverà parole nell'alba del mattino di
Risurrezione.
Buon itinerario pasquale! sr teresa della + o.carm.
Gesù entra nella dimenticanza della gloria. Gli echi delle acclamazioni portano
altri echi, e nulla e nessuno potrà illudere Gesù sul suo immediato futuro.
Quando si è consegnato all'AMORE dell'uomo, sapeva bene cosa poteva accadere.
Tutti cercano Gesù, ma chi lo conosce veramente? Chi fa esperienza di Lui. Se
non ti vibra nelle viscere dell'interiorità la voce del Padre che pronuncia il
tuo nome, non potrai capire le follie di un amore che accetta di andare fino in
fondo, costi quello che costi!
Buon cammino tra i ciottoli del quotidiano sì al vangelo. La croce sarà l'ultima
parola del non compromesso: la Parola di Dio non ammette condizioni. Per il
fatto che esiste chiede risposta: Osanna o Crucifige... sr teresa della +
o.carm.
Io, piccolo seme di grano lascio a te che resti fuori del solco un invito:
Quando ti sentirai solo, potrai raggiungermi.Hai paura ora a venire con me, perché pensi di morire. Ma, sai, nel buio della terra non sentirai gli uragani dell'inverno né il vociare della tempesta. Troverai unicamente il calore del silenzio che ti culla e la custodia dell'attesa che nella solitudine prepara a gustare i tepori della primavera. Tutto questo a suo tempo. Ora è tempo di scomparire tra le zolle della dimenticanza. Quando sarai pronto a raggiungermi, chiamami. Dirò al Seminatore di venire a prenderti. A Dio!
Dio ha tanto amato il mondo da mandare il suo unico Figlio!
Un dono immenso, il più grande che si possa pensare... è proprio dell'appartenenza scegliere di donarsi personalmente piuttosto che vedere star male o morire la persona amata. Dio invece sceglie di farci dono di tutto il Suo amore, e tutto il Suo amore è Gesù. In Gesù c'è tutto LUI, quindi tutto il cielo, tutta la vita, e vita eterna!!! E noi che siamo così avari di vita?! e la consumiamo a morsi fino a non avere più respiro umano?! Fermati! Dove corri? Dio è qui, se solo ti volti Lo vedi... Fermati, gli piace stare un po' con te. Regalagli un attimo di silenzio. Dove sei, chiudi gli occhi, fai un profondo respiro e immergiti nell'oceano interiore dove la Sua voce nell'eco pronuncia il tuo nome. Lì, alle sorgenti del tuo esistere, ritroverai chi sei e la vita fluirà nuova in ogni sua espressione. buona immersione! sr teresa della + o.carm.
Si avvicinava la Pasqua. Gesù è la nostra Pasqua. La città santa e il tempio. Luoghi di incontro con il mistero di Dio. Quanta trepidazione nel camminare verso Gerusalemme. I passi stanchi di chi ha fatto un lungo tragitto per arrivare a parlare con il Dio vivente. Il cuore si è preparato a lasciar cadere ogni preoccupazione dal momento stesso in cui si è partiti. E poi, arrivi a Gerusalemme, entri nel tempio e trovi un mercato. E ti dici: Forse ho sbagliato luogo. Questo è il mercato. E il tempio, dov'è? Puoi uscire e andare a cercarlo, puoi fartene un altro se vuoi, ma non è quello che il Signore ha scelto di abitare in mezzo al suo popolo! E tu puoi permettere che si riduca così? Un chiasso e interessi senza confini? Basta davvero con il mercanteggiare le cose nostre con l'etichetta del servizio a Dio! Ma quale servizio... è un servizio a se stessi, questo è il senso dello stare in un luogo prezioso e avvolto di mistero invece che ad ascoltare la Parola del Dio vivo ad urlare il costo di un bue o di una pecora. Smettiamola di prendere in giro il Signore e anche noi stessi... è tempo di convertirsi sul serio! La frusta che Gesù va è anche per te, per me, per tutti noi quando facciamo della casa del Padre suo un mercato! E non pensarti innocente tu che vendi il tuo pensiero per non sentirti criticato o tagliato fuori della considerazione altrui, tu che ti sazi di pane che si deteriora e regali la tua camicia passata di moda pensando che è meglio degli stracci che portano i poveri, e ti senti pure buono nel farlo!!! La bontà è una cosa seria, è un terreno che porta frutti. Se la tua vita non porta frutti di giustizia, tu non sei buono, non sei un tempio di Dio. Somigli a una moneta che tintinna perché è caduta dal banco rovesciato con forza o a una pecora venduta nel tempio che continua a belare perché è stata cacciata via da Gesù insieme a tutto il resto... Non si gioca con Dio perché Dio fa sul serio con noi! buona domenica sr teresa della + o.carm.
... E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro...
Gesù ti prende con sé, ti conduce in alto, si trasfigura davanti a te, ti porta nella sua vita divina, ti fa ascoltare la voce del Padre... e poi, improvvisamente, tutto torna come prima. Gesù c'è ancora, ma non pieno di luce, c'è come Maestro, come parola, come uomo. Con te scende e ritorna alla vita di sempre, lì dove avevi lasciato prima tutto il resto. Che senso ha? Perché questi momenti di luce piena se poi tutto torna come prima con in più l'avvertimento di non poter parlare con nessuno? A cosa servono? In quella parola IMPROVVISAMENTE si racchiude il mistero dell'OGGI, di ogni OGGI. Da un momento all'altro, quando non lo sai, c'è la possibilità di essere preso e rapito altrove. In questo tempo di deserto, se tu insisti nel rimanere in disparte, a contatto con la Parola di Dio, le realtà di ombra che ti spaventano acquisteranno voce! e una voce rassicurante che invita a guardare una persona che ti sta attorno e mai ti abbandona, una persona che ha parole da dirti: Gesù! sr teresa della + o.carm.
Un giorno di deserto fa piacere a tutti: un po' di silenzio, di pace, lontano dai rumori, dal traffico, dal lavoro. Un giorno con i propri pensieri. Uno spazio per fare il punto della situazione. Un tempo per riposare un po' dai mille affanni. Ma dopo un giorno, un lunghissimo giorno in cui stare per proprio conto, subito nasce la spinta a tornare alla vita di sempre. Perché dopo il recupero forze,l'assenza, il silenzio, il non fare spaventa. Quaresima: quaranta giorni di deserto. Come è possibile viverla? Non si può di certo piantare tutto e andarsene? No. Ma se nelle tue giornate trovassi un po' di spazio di silenzio, e se, sempre nelle tue giornate, spegnessi la radio, togliessi la musica, chiudessi le riviste? Se, quando tutti sono occupati nelle loro distensioni tu trovassi uno spazio per andare a stare a tu per tu da qualche parte, a tu per tu con il Mistero dico che ti abita e che non frequenti se non di rado? Una passeggiata un po' più in là, un angolo lontano dal chiasso, un appuntamento segreto con Qualcuno che si chiama Vivente e che ti conosce come mai nessuno ti ha conosciuto? ... Digiuna! svuotati delle tante cianfrusaglie che occupano le tue giornate. Forse così sentirai il richiamo dell'infinito Splendore che ti chiama ad essere pienamente quello che sei: imago Dei (immagine di Dio), un uomo che cammina sulle altezze, lì dove il silenzio si fa Parola. E se vuoi ritrovarti, sfoglia le pagine del vangelo, lì dove il tempo si è compiuto per te! sr teresa della + o.carm.
Una parola nella notte che resti come seme gettato per questa settimana... finché fiorirà nei solchi del quotidiano sotto i raggi del Sole che sorge su di noi ogni mattino. Buon riposo nel sussurro dello Spirito Santo! sr teresa
.. scacciò tutti fuori del tempio...
Non è bene per noi stare qui, potremmo dire tutte le volte che ci accasiamo
nella casa di Dio sperando di guadagnare qualcosa di più rispetto agli altri che
restano fuori con le loro cose. Il sostare nel Suo territorio esige un
riconoscimento fondamentale, quello che Mosè ebbe direttamente da Lui sul monte
di fronte al roveto che ardeva di presenza: Togliti i calzari perché la terra
sulla quale stai è terra santa!!!
buona domenica sr teresa della + o.carm.