.. scacciò tutti fuori del tempio...
Non è bene per noi stare qui, potremmo dire tutte le volte che ci accasiamo
nella casa di Dio sperando di guadagnare qualcosa di più rispetto agli altri che
restano fuori con le loro cose. Il sostare nel Suo territorio esige un
riconoscimento fondamentale, quello che Mosè ebbe direttamente da Lui sul monte
di fronte al roveto che ardeva di presenza: Togliti i calzari perché la terra
sulla quale stai è terra santa!!!
buona domenica sr teresa della + o.carm.
Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi più piccoli, l’avete fatto a me!
Signore, quando? ...
... è la vita che ti permette di incontrarlo! Non Lo riconosci? Forse non riesci a dare nome ai volti a cui ti fai prossimo, ma una cosa è certa. Il Signore ti sta sempre tra i piedi, è a portata del tuo sguardo, è lì tra le righe che il quotidiano scrive per te e in cui inciampi perché non ti piace, e sogni sempre altro. Perché continui a pensare di andare a cercarLo chissà dove? Ti allontani con il pensiero, fuggi nel mondo fantastico di grazie e miracoli, sogni cambiamenti repentini di situazioni e di appagamenti personali... e non ti accorgi di chi ti sta cercando perché ha fame di pane e ha fame di amore, di chi non ha di come coprire le sue nudità profonde, di chi ha sbagliato e si ritrova con una condanna addosso che lo imprigiona... Pretendi di cavartela pensando di fare un po' di bene "generico". Noi siamo chiamati a operare il bene ma sempre "personalmente", come fa Lui. Un bene che ha nome proprio, una storia propria. Se non senti tua la vita dell'altro non puoi capire ciò che fa bene alla sua esistenza, perché la misuri su di te e rispondi a lui come risponderesti a te. Così non fai un servizio di bene a lui, ma giri intorno a te stesso, e finisci con "usare" l'altro per tranquillizzare te. E a lui cosa arriva? La tua indifferenza e, peggio ancora, l'ipocrisia del tuo aiuto. Perché non arriva a lui la tua attenzione, ma un gesto esterno che lascia il tempo che trova. Ascolta le profondità del tuo spirito e riconoscerai la voce di Colui che ti ama nella voce di chi ti parla. E proverai nel cuore ciò che lui sta provando, e capirai non semplicemente ciò di cui ha bisogno, ma ciò di cui ha bisogno Cristo in lui. Ogni vita umana è terra benedetta. Togliti i calzari prima di camminarvi! è uno dei fratelli più piccoli di Gesù!!!
Sei chiamato ad avvicinarti a Gesù, se vuoi essere illuminato dalla Sua Parola di beatitudine. Lui sta sul monte, si siede, e parla. Come Mosè era andato sul monte e Dio gli aveva dato le tavole della legge. Una legge che non è legge! Parole che sono una promessa... Beati.... Chi? Beatitudine per noi significa pienezza, appagamento, soddisfazione. Gesù invece associa l'essere beati al "mancare"... poveri, afflitti, miti, affamati, assetati, misericordiosi, puri, operatori di pace,perseguitati, insultati... Dove c'è spazio Dio entra e non lo riempie, gli dà significato e lo amplia... è una storia di assenza che chiama presenza e di presenza che prepara l'assenza. Questo perché ogni istante sia tensione a... sia presenza a... sia spazio a... Dio che viene per saziare; e quando se ne va, lascia una fame più grande; Dio viene a consolare, e quando se ne va, fiumi di lacrime scorreranno ancora; Dio si fa accanto come terra da abitare, e quando torna via la forza si fa mitezza...
Beato non è chi non attende più, ma chi sente di mancare dell'unico significato esistenziale che è Dio. In questa mancanza è felice, perché conosce chi riempie la sua vita e ama lasciare a Lui il quando e il come verrà. La certezza che Lui voglia venire, perché ama stare con i figli degli uomini, questa sì che è beatitudine, beatitudine nella presenza, beatitudine nell'attesa... che torni!!!!!!!!!!!
Una domenica all'insegna dell'amore... Attenzione a non ridurre questa realtà immensa a un "vogliamoci bene" che annulla il costruire giorno dopo giorno l'amore tra noi! L'amore è una cosa seria. Talmente seria che oggi sei chiamata a ribaltare la prospettiva. Tu cerchi sempre qualcuno che ti ami, che ti dia attenzione... Vuoi vivere l'amore intero? Ama per primo, sempre, e sarai inondato dall'amore perché scaturiranno in te fiumi d'acqua viva!!! buona domenica sr teresa della + o.carm.
“Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”... L'abito nuziale dell'amicizia veste la tua interiorità? Il Signore ti cerca e ti ama, sei suo amico sempre... ma tu sei a lui amico al punto da "vestirti" come a lui piace per la sua festa con te?!
Non si nasconde la luce dei Suoi occhi se ti offri al Suo stare... Da te brilleranno le scintille della Sua dolce presenza
non appena tu accetterai di lasciarti ferire dalla vita, non per il gusto di soffrire ma per il desiderio di mordere il frutto che matura al calore del Suo essere tra noi. Che nulla dei tuoi giorni scivoli su di te, ma che tutto ti attraversi fino in fondo! E brillerà il Suo sguardo da ogni tuo istante... sr teresa della + o.carm.
Due o tre... un numero talmente piccolo che fa quasi timore. Cos'è che spinge il Padre ad ascoltare due o tre che si mettono d'accordo? il fatto che tra loro ci sia il suo Figlio prediletto. E il nome di questo Figlio è "Dio salva". Chi vive di questo nome, può ottenere dal cielo ascolto. Perché ha imparato ad ascoltare. Il mettersi d'accordo suppone un ascolto profondo! e un grande rispetto dell'unicità dell'altro.
31E cominciò a insegnar loro che il Figlio dell'uomo doveva molto soffrire, ed essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, poi venire ucciso e, dopo tre giorni, risuscitare. 32Gesù faceva questo discorso apertamente. Allora Pietro lo prese in disparte, e si mise a rimproverarlo.33Ma egli, voltatosi e guardando i discepoli, rimproverò Pietro e gli disse: “Lungi da me, satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini.
Meditatio
Sofferenza, rifiuto, uccisione… Pietro non ce la fa ad ascoltare parole del genere dalla bocca del Maestro, e si lascia prendere dal sentire del momento. È sconvolto, ha paura che possa succedere qualcosa a Gesù che è tutta la sua vita…, non ragiona più di tanto di fronte a tante emozioni e prende Gesù da parte e lo rimprovera. Stupendo questo Pietro che non ha paura di rimproverare Gesù, pur avendo paura… una paura supera l’altra… Gesù sa che Pietro gli vuole sinceramente bene e che le sue parole nascono dalla paura di perderlo, ma non per questo gli risparmia la verità del suo volto. Si volta e apertamente lo rimprovera: Allontanati da me perché tu non sei Pietro in questo momento, sei satana, il divisore, colui che vuole separarmi dalla volontà del Padre... Poco prima Pietro aveva lasciato parlare in sé la voce del Padre quando aveva riconosciuto in Cristo il Figlio del Dio vivente, e ora si trova ad essere voce del tentatore. Lui che non voleva perdere Gesù, rischia di perderlo diventando per lui tentazione. Pietro dovrà imparare a pensare prima di agire, a pensare secondo Dio e non secondo gli uomini. Il bene che gli voleva era bene, ma ancora centrato su di sé. Tutti i discepoli ricevono il rimprovero, perché seppur tacciono la pensano come Pietro. In preda alle emozioni non hanno neanche ascoltato l’esito di quel percorso di morte: dopo tre giorni il Figlio dell’uomo risorgerà. Il timore della perdita spegne il bagliore della speranza.
Oratio
Corro nella via dei tuoi comandamenti, perché hai dilatato il mio cuore.
Contemplatio
Signore, possa io non essere mai il tentatore. Allontanati da me che sono peccatore, ti aveva detto Pietro quando sulla tua Parola aveva gettato le reti dopo una notte di fallimento. Ma tu non ti eri allontanato perché i peccatori tu li guardi da amico. L’unica lontananza da te è nel non vivere la volontà del Padre, nel lasciarsi prendere dai propri criteri di bene, dimenticando che i tuoi pensieri non sono i nostri pensieri. Allontanati da me, hai detto a Pietro, il tuo Pietro. Quale responsabilità abbiamo l’uno nei confronti dell’altro! Essere voce del Padre oppure voce del tentatore. C’è una scuola in cui apprendere a pensare secondo Dio, la scuola del vangelo. Quando i tuoi pensieri, Gesù, saranno i nostri, allora potremo essere per tutti parola del Padre nostro che è nei cieli.
Le chiavi del regno dei cieli. Sei costruito sulla roccia? Le chiavi per aprire e gustare la vita ti sono date... Preferisci continuare a tirar su costruzioni improvvisate sulle sabbie incostanti delle vicende del momento? Sei libero di scegliere ma di certo non potrai varcare la soglia dell'oltre. Cielo e terra sono un tutt'uno per chi si costruisce sul fondamento incrollabile dell'essersi ricevuti in dono. Ma per chi tenta di costruire torri di confusione sulla base delle proprie certezze non resta che il crollo! Le vuoi le chiavi oppure no? Fermati un attimo e ascolta il Signore che ti dice chi sei. Allora sì, potrai entrare nei segreti della tua e altrui vita, e non ci saranno confini invalicabili. Il cuore dell'uomo sarà il tuo cuore, perché il cuore di Dio sarà il cuore di ognuno che incontrerai, il cuore della Vita che si espande e la Verità traccerà per te la Via dello stupore e del far memoria. buona domenica sr teresa della + o.carm.
Le chiavi del regno dei cieli. Sei costruito sulla roccia? Le chiavi per aprire e gustare la vita ti sono date... Preferisci continuare a tirar su costruzioni improvvisate sulle sabbie incostanti delle vicende del momento? Sei libero di scegliere ma di certo non potrai varcare la soglia dell'oltre. Cielo e terra sono un tutt'uno per chi si costruisce sul fondamento incrollabile dell'essersi ricevuti in dono. Ma per chi tenta di costruire torri di confusione sulla base delle proprie certezze non resta che il crollo! Le vuoi le chiavi oppure no? Fermati un attimo e ascolta il Signore che ti dice chi sei. Allora sì, potrai entrare nei segreti della tua e altrui vita, e non ci saranno confini invalicabili. Il cuore dell'uomo sarà il tuo cuore, perché il cuore di Dio sarà il cuore di ognuno che incontrerai, il cuore della Vita che si espande e la Verità traccerà per te la Via dello stupore e del far memoria. buona domenica sr teresa della + o.carm.
Quale gioia nel ritorno a casa! Trovare la figlia guarita completamente. Un incontro indimenticabile, scritto nella vita di una persona. Quante pagine di scritture sacre sfogliamo giorno dopo giorno, e non ce ne rendiamo conto! è ai confini della nostra terra, in terra straniera, che possiamo ritrovare il perché di alcune nostre vicende... Che i nostri occhi si aprano! e vedano le meraviglie che Dio scrive continuamente tra le righe, apparentemente "anonime" del nostro vivere.
Grazie a te, perché ci sei! E sei una meraviglia di Dio per me, per noi... sr teresa della + o.carm.
Vai sulle acque della tua vita, non temere di affondare... non succederà finché acconsentirai a camminare non sul sicuro ma sulle onde agitate in forza della fiducia in Colui che ti ha dato fiducia di poterlo fare. È una sfida il fidarsi! Tieni con te le tue paure, accogli la contrarietà del vento, ma non cedere alla loro forza, perché hai una forza più grande su cui andare, quella di essere nello sguardo di Colui che ti ha "inventato" straordinariamente capace di tutto se straordinariamente vestito di debolezza. Tu cammini sulle acque non perché ne sei capace (non ti è dato in quanto uomo!). Tu cammini sulle acque in quanto figlio di Dio... Cosa aspetti a scendere dalla barca della tua sicurezza agitata? sr teresa della + o.carm.
Tesori nascosti... vendere tutto... ma come si può vendere tutto e restare nell'insicurezza del non avere? E se, dopo aver venduto tutto, il campo non mi viene dato? L'imprevedibilità è sì moneta degna del tesoro. non ti è chiesto di buttare via tutto, ma di vendere e con il ricavato di comprare il campo. Perché ti fermi a pensare di vendere? e non ti fermi piuttosto al valore ricavato? Valorizza tutto ciò che hai se vuoi trovare il tesoro. Se quanto t'appartiene è "niente" o "poco" ai tuoi occhi , non puoi trovare il tesoro. Hai pensato a chi vendere i tuoi beni? Pensaci bene, perché non puoi svendere ciò che sei al primo che capita!!! sr teresa della + o.carm.
Di fronte a un campo seminato cosa può la parola? è il silenzio, forma eloquente della rivelazione divina, che aiuta a custodire il segreto di ogni bellezza. Il fascino dell’incanto che scaturisce da un tenue silenzio apre le pagine di ogni storia umana per attrarre al volto del Dio nascosto. È l’esperienza della ricerca umana che fa delle tracce di Dio (cfr Es 33,23), nello svolgersi del tempo, un inno di gloria alla luce. Tracce luminose di presenza insieme a tracce di assenza, evocative di un passaggio del Mistero inafferrabile, ma tutto avvolgente. La luce è silenzio. Il suo espandersi rinnova e trasforma le creature immagine perché un centro di incandescente fulgore anima il luogo creaturale di somiglianza e di prossimità. È compito dell’uomo lasciare ciò che è compiuto per itinerari di nuovo vagabondaggio che portino a contemplare il lento cadere di rugiada nella notte dell’innominata attesa, quando le tenebre e la luce erano ancora caos.Nell’intersecarsi delle realtà profonde della spiritualità la luce è possibile ravvisarla in quelle dimensioni interiori che si immergono nel divino: in oriente esichia, in occidente quies, un silenzio di pace e di gioia, un riposo, come quando si dice che lo Spirito riposa sul Cristo.Un oceano di luce, ma all’interno di un incontro che prepara a ogni incontro. buona domenica sr teresa della + o.carm.
Domani, 20 luglio, è per noi festa solenne: Elia profeta, figura biblica, riferimento della nostra spiritualità. La nostra famiglia carmelitana non ha fondatori. I nostri primi padri sono stati alcuni tra i crociati che si fermarono nella terra di Gesù per condurre vita eremitica e fraterna. E scelsero di stare sul monte Carmelo presso la fonte di Elia. Quest'uomo che stava alla presenza di Dio e ardeva di amore per lui è per noi ancora un invito ad essere "parola che arde come fiaccola". La profezia ci appartiene: chi vive in profondo ascolta diventa come Maria carne alla Parola del Verbo. Auguri a tutti gli amici del Carmelo! Le nostre origini sono nella Scrittura e lì possiamo ritrovare tra le righe i nostri nomi!
Come non può sentirsi felice un piccolo di cuore? il Signore non ce l'ha sicuramente con chi è intelligente. Semmai sottolinea come chi usa il ragionamento per fini non corretti si ritrovi escluso dai misteri del regno. Intus legere: leggere dentro. Sei capace di leggere dentro le cose e di farti piccolo per penetrarne il senso? Sei capace di attendere che si svelino i significati reconditi degli eventi oppure tiri conclusioni affrettate per non sentire il peso del "non sapere" tutto? è piccolo chi è certo di comprendere non grazie alle sue possibilità ma alla disposizione fondamentale di "imparare sempre"... Se a malapena tolleri la tua storia, come puoi pensare di valutare la storia altrui? Affaticati e oppressi che cercano ristoro: ecco i piccoli, ecco gli intelligenti. Si alleggerisce il peso della vita se accetti di portarlo prima di capire... strada facendo, crescerà la sapienza. Dio non si nasconde, siamo noi che non possiamo contenerlo e lo sveliamo un po' alla volta. Ai piccoli è rivelato il regno di Dio. Sappi restare in attesa e tutto si sarà dato.
Lo hai già "intero" ma non hai la portata per consumarlo tutto, un po' alla volta!!!
Predicatelo sui tetti... la vita è una esperienza unica, e Dio che non rinuncia a starci accanto fa di noi dei nuovi "Gesù".
... è semplice esserlo... basta innamorarsi di ogni creatura vivente e innamorarsi seriamente!
Noi siamo la pupilla dei suoi occhi, e Lui lo è per noi? Noi lo siamo per le persone che amiamo?
E non potremmo esserlo per qualcuna in più?! Basta poco per essere parola di Dio. Se ti riempi di amore, tutti capiranno che hai attinto da molto lontano, dall'oceano di misericordia che è il Dio vivente...
E crederanno nell'uomo, come Dio crede nell'uomo!!! buona settimana sr teresa della + o.carm.
Vedendo le folle... Siamo certi di permettere al nostro sguardo di accogliere la vita altrui?!... Gesù provò compassione... E noi lasciamo il nostro "sentire" per lasciarci coinvolgere interamente dal sentire dell'altro? L'augurio per tutti noi è di vivere sotto lo sguardo di Colui che ha cura di noi per imparare a stringere sotto il nostro sguardo chiunque abbia bisogno di sentirsi importante per qualcuno!
Nell'amore trinitario ci ritroviamo. Un caro augurio di costruire ponti di incontro, sempre, per essere il riflesso dell'amore di Dio per chiunque ci accosta... di sguardo in sguardo! sr teresa della + o.carm.
presenti nello spirito e dentro le millenarie mura del duomo di cui ci è affidata la custodia,
hanno vissuto accanto alla comunità monastica un momento intenso di dono di me stessa a colui che è Buon Pastore. In cuore portiamo il desiderio di restare fedeli al piccolo gregge e di vivere i valori evangelici che scaldano l'animo nel solco di uno spirito carmelitano che da secoli traccia vie di santità.
Se siamo stati completamente uniti a Cristo con una morte simile alla sua, lo saremo anche con la sua risurrezione” (Rm 6,5), dice Paolo, anche noi vogliamo credere e professare il mistero pasquale che è nel quotidiano, ragione del nostro vivere. Vi ringrazio, per la vostra partecipazione e vi chiedo preghiere perché possa correre verso la puritas cordis amata e cercata!!
sr Rachele del Buon Pastore
Ho scelto Rachele come nome per il suo significato biblico: pecorella, agnellina.
Leggiamo oggi la Passione del Signore. Gesù entra in Gerusalemme... viene a te!... E il mistero della croce si staglia alla tua vita. Cos'è la croce? La croce non è il dolore che ogni esistenza umana vive, ma è quel dolore che nasce dal fatto di essere cristiani. Nella croce oltre il dolore c’è altro: essere respinti e rifiutati, non per motivi di incompatibilità o incomprensioni, ma a causa di Gesù Cristo. Se l’uomo non prende sul serio l’impegno di seguire Gesù, il Vangelo è una consolazione a buon prezzo, la vita naturale e quella cristiana coincidono senza più differenza e si finisce per vedere nella croce semplicemente il disagio quotidiano, la difficoltà e l’angoscia della nostra vita naturale. Non saper distinguere tra vita umana naturale e vita cristiana significa non comprendere il segno essenziale del dolore della croce e attribuire a Dio la responsabilità delle nostre vicende terrene. Quando si assolutizza un valore (ed è quello che avviene abitualmente oggi) si crea una ideologia: il valore che è un mezzo diventa fine cioè idolo poiché si sostituisce a Dio, unico vero fine, fine assoluto. Chi segue una ideologia arriva ad usare tutto, compreso se stesso per servire il fine scelto, generando così quei comportamenti immorali che sono il peccato. Cristo morì proprio perché si oppose a tutte le ideologie del suo tempo: dei sadducei legati al denaro, dei farisei legati alla legge, degli esseni legati alla elezione, degli zeloti legati alla politica. Gesù morendo provoca la morte di tutte le ideologie poiché Dio risuscitandolo si è riconosciuto in Cristo e non nelle ideologie! Dio si riconosce nell’impotenza di Cristo in croce e non si riconosce in nessuna delle potenze di questo mondo. Durante la sua vita Cristo ha trovato la sua forza sempre e solo nella volontà di Dio. Accettando la croce Cristo riconosce la salvezza nella volontà di Dio e non in se stesso -nella propria volontà- e diventa così salvezza per tutti gli uomini che lo accolgono. Dio non è un valore fra tanti, perciò non è in concorrenza con nessun valore umano. Tutti i valori sono mezzi per ottenere il fine, Dio, fine assoluto perché unico e non primo fra molti! La croce da apparente motivo di fatica diventa aiuto per credere. L’evento della croce non potrà mai essere ridotto ad ideologia perché va sempre contro la sapienza e la sicurezza umana. La salvezza della croce è sempre e solo annunciata, mai capita e realizzata come vorrebbe il desiderio umano: resta salvezza che crocifigge! Non può diventare ideologia perché non soddisfa. La sua forza è nel vissuto più che nella riflessione. Niente più del dolore è comune ad ogni singolo uomo e chiede come necessario il Regno di amore del Padre, libero dal peccato e dal dolore. La contraddizione della croce è lo stesso scandalo della vita. Paradosso esistenziale del male e della sofferenza che non è né spiegato né negato, ma confermato e superato solo nella croce di Cristo risorto. La bellezza di Cristo in croce non è in quanto ha sofferto per noi, ma nel fatto che ha saputo trasformare tutta quella sofferenza in un atto d’amore: la croce è un invito radicale non a soffrire, ma ad amare sempre, a qualunque costo, anche a costo della vita. L’amore sa benissimo fare a meno della sofferenza e come sul Tabor c’era solo gioia così ci sono i momenti in cui possiamo amare senza soffrire! Ma proprio perchè amare è il senso della vita, Cristo in croce ci chiede di non indietreggiare quando il Tabor è un Golgota, purché sia sempre e solo amore! Ad ogni uomo, proprio nella debolezza della sua sofferenza, è offerta la possibilità salvifica di accogliere esistenzialmente la croce di Cristo, evento universale e salvifico, per passare come lui dalla morte alla vita, amando fino alla fine, a costo di morire! E per concludere ricordiamo nelle nostre giornate che senza di lui non possiamo far nulla perché il tralcio separato dalla vite si secca. Signore, da chi andremo a cercare risposte ai nostri perché? andremo dai ciarlatani delle nostre piazze o dagli avventurieri dei nostri condomini? andremo dai maghi o dagli astrologi, dalle cartomanti o dai medium per conoscere il nostro futuro e sanare il nostro presente? andremo dai nostri ricordi per capire i significati delle nostre azioni? cosa ci danno costoro? parole terrene, più o meno veritiere, parole che sono spesso giochi di prestigio o novelle rosa, parole tragiche e buie che infondono horror al nostro sentire... Tu solo, Signore, hai parole di vita eterna. Allora verremo da te. Amen.
Scopo della preghiera è conformarsi alla volontà di Dio, scriveva Teresa d’Avila. La persona che prega vive sempre di più l’unione con Dio e questa unione si esprime nel volere sempre di più ciò che Dio vuole. È una illusione il credere di ottenere attraverso l'ascetica la forza necessaria per combattere la nostra volontà e sottometterla alla volontà di Dio. La via è più semplice. L’amore di Dio ci attrae e trasforma il nostro desiderio finché arriviamo a desiderare ciò che Dio desidera, a volere ciò che Dio vuole. Giovanni affermerà: “Io ti chiedo quanto tu vuoi, ma non voglio quello che tu non vuoi, anzi non mi passa neppure in mente di chiedertelo”. La divinizzazione è la graduale partecipazione alla conoscenza e all’amore di Dio. Il pellegrino è così trasformato che tutti i suoi modi di vivere diventano espressione della volontà di Dio. Se possiamo intendere Gesù quando diceva che la volontà di Dio è il ben-essere dell’umanità, allora la persona che prega vive in modo da promuovere sempre di più questo ben-essere. In altre parole, la persona trasformata, divinizzata vive in modo da cooperare a che il regno di Dio venga e sia presente. Le persone che vivono a questi livelli sono difficili da identificare. Meister Eckhart ci avverte che chi vive nel suo centro a partire dal suo centro vive veramente in accordo con la volontà di Dio. Egli dice che mentre gli altri digiunano, essi mangiano; mentre gli altri sono vigili, essi dormono; e mentre gli altri pregano, essi fanno silenzio. Dopotutto qual è lo scopo della vigilanza, della preghiera, del digiuno se non di vivere al centro dell’anima che è Dio? Naturalmente esagera per mettere in evidenza il punto a partire dal quale il nostro pellegrinaggio non esaurisce mai questo aspetto di morte. Il punto è l'umanità piena umanità di una persona trasformata. Teresa ci dice che le persone intimamente unite a Dio non sempre sono consapevoli della loro vita spirituale, perché l’interiorità non è il loro oggetto di attenzione. Dio non è una preoccupazione per loro, perché in tutti i modi vivono già ed esprimono la loro relazione con Lui. Lo scopo della persona spirituale non è mai: essere un contemplativo, essere un santo, avere una vita spirituale. Lo scopo è volere sempre ciò che Dio vuole in una consonanza di desiderio. E questo nel respiro del quotidiano...
Quando si parla di spiritualità si ricorre a parlare in termini di “alta” spiritualità, si pensa a una spiritualità "rarefatta", riservata a pochi eletti. Si presenta spesso come unione estatica che si leva in alto o come un mare di sofferenze drammatiche più intense dei reali e abituali problemi della vita. Viene alla mente l’immagine della statua del Bernini della “trasverberazione” di Teresa, la sua visione di essere ferita da un dardo d’oro con tutta l’estasi e agonia che l’accompagnava. Il Cristo nudo sulla croce, dalla prospettiva del Padre che guarda il suo Figlio crocifisso, evoca qualcosa di troppo distante da noi. Cristo, monte di Dio. E la via al monte è ardua. Le vie del possesso non raggiungono la vetta; soltanto la via del dono di sé porta alla vetta dove Dio è niente e tutto, non una cosa, ma ogni cosa! Parlare di spiritualità può sembrare un eroico e persino epico viaggio a Dio. Ed è soltanto per gli esperti montanari che osano scalare tali vette. Ma se l’ascesa del Monte è un fatto epico, che cosa allora siamo chiamati a fare noi cristiani ordinari? Sentiamo di essere talora guardiani di una tradizione di cui non abbiamo fatto esperienza? Sentiamo di essere di "seconda mano" nella sequela di Cristo, ma mai realmente noi stessi? Nella trasformazione dell’amore, con audacia possiamo dire: Diventiamo Dio!... Quanto raro è questo far respirare la vita divina in noi! Eppure la Quaresima è tutta qui: rinascere in Cristo, vivere una vitalità nuova, risorgere dalle antiche rovine dell'egoismo e del timido ripiegarsi tra le proprie cose... Alziamo lo sguardo e andiamo: Lui è con noi, ci ha raggiunto prima ancora che ci mettessimo in cammino!!!